Opzioni di Borsa in laboratorio – 17 – Chaikin in Excel

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Ecco la foto dell’uomo dal cognome simil-cinese ma che orientale non è, visto che Marc Chaikin è un americano doc. Stiamo parlando di un personaggio molto noto negli ambienti finanziari e più volte lo si vede alla CNBC.   

E’ di sua proprietà la Chaikin Stock Research LLC  (Chaikin Powertools) http://www.chaikinpowertools.com/. Ha avuto una carriera di grossi successi e, solo per citare alcune cariche, questa è la lista:
Trader al NYFE  1982 – 1983 
Managing Partner Bomar Securities LLP  1989 – 1993 
Headed front-end development per Instinet's Research and Analytics workstation 1992 - 1998
Managing Partner Chaikin Stock Research LLC  2008 – tuttora
Director Fleisher Art Memorial Fine Art industry  2009 – 2011
 
Per quanto ci riguarda più da vicino, l’oscillatore di Chaikin è una rielaborazione dell’Accumulation/Distribution (A/D), un Indicatore che partendo dai volumi (finalmente) tenta di scovare da che parte si stanno spostando i soldi in Borsa, cioè se stanno entrando oppure se se ne vanno via per un po’.
Dunque abbiamo due Indicatori da non confondere:

  1. A/D
  2. Chaikin A/D

Partiamo dal primo e lo plottiamo sul Ftsemib (in basso - in blu - i volumi di borsa)

La formula di A/D è la seguente:

ma prima di passare ad Excel, cerchiamo di comprenderne il significato:
all’interno della parentesi quadra (preceduta da Sigma) vediamo la moltiplicazione del Volume con una specifica combinazione di Minimo, Massimo e Chiusura.
In sostanza, moltiplico il Volume con la correlazione tra la chiusura e il range minimo-massimo.
 
Questo specchietto dovrebbe aiutarci un po’.
Per semplificare ho supposto una giornata di Borsa che oscilli da 93 a 100 e ho posto la chiusura a tutti i possibili valori intermedi: 100, 99, 98, 97 … 93.
Poi ho eseguito il calcolo e ho evidenziato in verde il Parametro di Correlazione.
Come vedete, l’oscillazione è tra 1 (quando il mercato chiude al massimo) e -1 (quando chiude al minimo).

Poiché questo parametro di correlazione viene moltiplicato per il Volume giornaliero, anche il segno algebrico della moltiplicazione cambierà.
Intendo dire che, posto il mio Volume giornaliero a 1000, se la Borsa chiude al massimo sommerò 1000 mentre, se la Borsa chiude al minimo, sottrarrò 1000.
Se poi la Borsa dovesse chiudere alla metà esatta tra il minimo e il massimo (96,5 nel nostro caso) non sommerò né sottrarrò un bel niente.
Ora abbiamo capito. Il parametro di correlazione dice più o meno così: dato che in Borsa ci sono Tori e Orsi, se la Borsa chiude al massimo assegno tutti i denari del giorno ai Tori (cioè Accumulazione) al contrario assegno tutto agli Orsi (Distribuzione) … non è una cattiva idea, non vi pare? E’ un’astrazione, d’accordo con voi, ma a pensarci bene c’è una logica molto sottile.
E che fa a questo punto Chaikin? Fa così: …zac… ci infila la differenza tra due medie mobili esponenziali; precisamente EMA(3) – EMA(10) e questo è il Chaikin A/D.
Ho fatto un po’ di verifiche con gli strumenti di Metastock e posso dire che i valori proposti da Chaikin - 3 e 10 - rispondono benone anche sul nostro Indice.
Ricapitolando: Chaikin A/D = EMA(3) di A/D - EMA(10) di A/D
 
Ok, ora via veloci con Excel e alla fine il grafico di Chaikin/AD !!!
 
Questa volta utilizziamo tutte le colonne del Ftsemib tranne l’apertura (in grigio).
Chaikin non possiede parametri mobili: quindi il solito K1, qui non esiste.

Questo Excel è abbastanza semplice e non ci sono cose strane da spiegare: se andate direttamente nell’allegato potete verificare voi stessi le formule in chiaro.
E ora vediamo il grafico con il precedente A/D (in viola) e il Chaikin A/D (in verdone).

Che dire di questi Indicatori: A/D e Chaikin A/D ?
Di buono hanno senz’altro il fatto che recepiscono tutta la fisionomia della giornata di Borsa, cioè se c’erano molti/pochi partecipanti (= volumi alti o bassi) e, specialmente, che ‘piega’ ha preso il finale.
Molto intelligente, a mio avviso, l’idea del Parametro di Correlazione che spinge i volumi verso i Tori o verso gli Orsi. Come dicevo, è una interpretazione come un’altra ma la ritengo molto interessante.
 
Quindi: A/D molto ok, ma da solo non basta, andrebbe integrato con altre informazioni.
Il difetto fondamentale è che il plottaggio è troppo ballerino: non sta fermo un momento e sarebbe impossibile tradare con queste indicazioni.
Sul secondo Indicatore di Chaikin c’è da dire che ‘becca’ abbastanza bene i massimi mentre, per quanto riguarda il solito periodo disastrato di aprile-maggio, ha fatto abbastanza cilecca.
 
Vi lascio le note che Chaikin stesso aveva rilasciato a suo tempo: riflessioni molto ben fatte da un ‘quasi Dio’ della finanza.
 
Appuntamento alla prossima con …  ancora non lo so. Adesso vedo J
 
Francesco Caranti


Fonte: Metastock – Reuters
 
The following article on volume accumulation/distribution interpretation, written by Mr. Marc Chaikin, is reprinted here with his permission.
Technical analysis of both market averages and stocks must include volume studies in order to give the technician a true picture of the internal dynamics of a given market.  Volume analysis helps in identifying internal strengths and weaknesses that exist under the cover of price action.  Very often, volume divergences versus price movement are the only clues to an important reversal that is about to take place.  While volume has always been mentioned by technicians as important, little effective volume work was done until Joe Granville and Larry Williams began to look at volume versus price in the late 1960s in a more creative way.
For many years it had been accepted that volume and price normally rose and fell together, but when this relationship changed, the price action should be examined for a possible change of trend.  The Granville OBV concept which views the total volume on an up day as accumulation and the total volume on a down day as distribution is a decent one, but much too simplistic to be of value.  The reason is that there are too many important tops and bottoms, both short-term and intermediate-term, where OBV confirms the price extreme.  However, when an OBV line gives a divergence signal versus a price extreme, it can be a valuable technical signal and usually triggers a reversal in price.
Larry Williams took the OBV concept and improved on it.  In order to determine whether there was accumulation or distribution in the market or an individual stock on a given day, Granville compared the closing price to the previous close, whereas Williams compared the closing price to the opening price.  He [Williams] created a cumulative line by adding a percentage of total volume to the line if the close was higher than the opening and, subtracting a percentage of the total volume if the close was lower than its opening price.  The accumulation/distribution line improved results dramatically over the classic OBV approach to volume divergences.
Williams then took this one step further in analyzing the Dow Jones Industrials by creating an oscillator of the accumulation/distribution line for even better buy and sell signals.  In the early 1970s, however, the opening price for stocks was eliminated from the daily newspaper and Williams' formula became difficult to compute without many daily calls to a stockbroker with a quote machine.  Because of this void, I created the Chaikin Oscillator substituting the average price of the day for Williams' opening and took the approach one step further by applying the oscillator to stocks and commodities.  The Chaikin Oscillator is an excellent tool for generating buy and sell signals when its action is compared to price movement.  I believe it is a significant improvement over the work that preceded it.
The premise behind my oscillator is three-fold.  The first premise is that if a stock or market average closes above its midpoint for the day (as defined by [high+low]/2), then there was accumulation on that day.  The closer a stock or average closes to its high, the more accumulation there was.  Conversely, if a stock closes below its midpoint for the day, there was distribution on that day.  The closer a stock closes to its low, the more distribution there was.
The second premise is that a healthy advance is accompanied by rising volume and a strong volume accumulation.  Since volume is the fuel that powers rallies, it follows that lagging volume on rallies is a sign of less fuel available to move stocks higher.
Conversely, declines are usually accompanied by low volume, but end with panic-like liquidation on the part of institutional investors.  Thus, we look for a pickup in volume and then lower lows on reduced volume with some accumulation before a valid bottom can develop.
The third premise is that by using the Chaikin Oscillator, you can monitor the flow of volume into and out of the market.  Comparing this flow to price action can help identify tops and bottoms, both short-term and intermediate-term.
Since no technical approach works all the time, I suggest using the oscillator along with other technical indicators to avoid problems.  I favor using a price envelope (see Envelope) around a 21-day moving average and an overbought/oversold oscillator together with the Chaikin Oscillator for the best short and intermediate-term technical signals.
1.       The most important signal generated by the Chaikin Oscillator occurs when prices reach a new high or new low for a swing, particularly at an overbought or oversold level, and the oscillator fails to exceed its previous extreme reading and then reverses direction.
Signals in the direction of the intermediate-term trend are more reliable than those against the trend.
A confirmed high or low does not imply any further price action in that direction.  I view that as a non-event.
2.       A second way to use the Chaikin Oscillator is to view a change of direction in the oscillator as a buy or sell signal, but only in the direction of the trend.  For example, if we say that a stock that is above its 90-day moving average of price is in an up-trend, then an upturn of the oscillator while in negative territory would constitute a buy signal only if the stock were above its 90-day moving average--not below it.
A downturn of the oscillator while in positive territory (above zero) would be a sell signal if the stock were below its 90-day moving average of closing prices.   <End of Chaikin's article>