Opzioni di Borsa in laboratorio – 24 – Bande di Bollinger in Excel

rubrica: 

Un mio quasi coetaneo americano, John Bollinger (Vermont – 27 maggio 1950) è qui in questa foto mentre ci spiega le sue Bande davanti a una lavagna elettronica e mentre il suo libro “Bollinger on Bollinger Bands, John Bollinger, McGraw Hill, 2002” ha letteralmente battuto  qualsiasi più rosea aspettative di vendita.

L’idea di John Bollinger è stata quella di utilizzare la doppia deviazione standard di Chebyshev (ricordate dalla volta scorsa?) raccordandola a una SMA a 20 periodi.
In pratica Bollinger crea 3 linee di prezzi:

  1. Una media mobile a 20 periodi <SMA a 20> (Bollinger Middle)
  2. A cui somma una doppia deviazione standard (Bollinger Upper)
  3. A cui sottrae una doppia deviazione standard (Bollinger Lower)

Egli parte dal teorema di Chebyshev e lo elabora a suo modo.
Cominciamo con la letteratura:
“... Bollinger Bands are a type of envelope (see Envelope) developed by John Bollinger.  However, where envelopes are plotted at a fixed percentage above and below a moving average, Bollinger Bands are plotted at standard deviation levels above and below a moving average ...”.
 
Non sarebbe corretto da parte mia formulare giudizi in merito al lavoro di un Guru di livello come John Bollinger, ma ciò non mi esonera dall’esprimere un commento squisitamente informatico e, specialmente, pratico. Mi permetto solo di calarmi nei panni dell’osservatore partendo dal nostro grafico FTSEMIB:

Vediamo:

  • La Media Mobile Middle (SMA a 20 periodi) è in tratteggio nero centrale
  • La Bollinger Upper in verde
  • La Bollinger Lower in rosso

 
Come vedremo attraverso il percorso di Excel, il cuore delle BB è la linea tratteggiata, cioè la Middle mentre le altre due (Upper e Lower) sono ricavate dalla Middle tramite incremento e decremento.
La prima osservazione da fare è il ‘consiglio personale’ di John Bollinger che pone a 20 periodi la SMA.
Perché questa certezza, mi chiedo io?
E lo domando anche a voi che avete seguito a mio fianco l’analisi degli Indicatori fino ad oggi, non vi pare forse azzardato fissare un ‘dominio fisso e sempre valido’? Così facendo, che ne è della ormai arcinota  fisionomia dei singoli Sottostanti?
Temo ci sia un errore e noi che siamo ormai “navigati”, già lo sappiamo: fissare valori costanti ai parametri delle medie non è mai premiante.
Comunque sia, sempre che io abbia compreso il ragionamento di Bollinger, posso immaginare che la sua SMA(20) sia il baricentro del sottostante, ovvero il valore medio di riferimento sul quale il grafico ondeggia.
Per quanto piuttosto perplesso su questa ipotesi (che dire dei mercati volatili in cui il sottostante si muove in tre sedute oltre ciò che può aver fatto in altrettante venti, per esempio?), vedo che Bollinger applica il teorema di Chebyshev interpretando il ragionamento del matematico russo che riassumo per sommi capi:
“… Il teorema si può applicare a tutte le serie di dati, tanto campioni, quanto intera popolazione.
Nella pratica, Chebyshev dimostra che:
il 68% delle osservazioni sta all'interno di una deviazione standard della media.
il 95% delle osservazioni sta all'interno di due deviazioni standard della media.
il 99,7% delle osservazioni sta all'interno di tre deviazioni standard della media …”
 
In sostanza, John Bollinger utilizza due deviazioni standard (come potete seguire in Excel) anziché una soltanto per limitare l’ERRORE STANDARD entro una percentuale trascurabile (cioè 100-95= 5% di Chebyshev).
Nota:
Vedremo più avanti il concetto di ERRORE STANDARD in statistica tramite la funzione Excel ERR.STD.YX
 
A mio modo di vedere, però, così facendo Bollinger si crea un problema anziché risolverlo, poiché raddoppiando l’incremento, lo spostamento risultante delle Bande diventa enfatizzato … troppo enfatizzato, al punto che lo scostamento finale specie in fase di eccessi di mercato (panico/euforia), allontana le protezione oltre il dovuto.
Non a caso, il 12 aprile 2012 <per esempio> dopo un fortissimo ribasso, la banda verde (Upper) staziona a 17740 mentre il mercato è già sceso a 14869 e questo è un po’ troppo.
Riassumendo: per quanto l’assunto di Chebyshev sia statisticamente perfetto, l’applicazione di  Bollinger sulle serie storiche “alza gli scudi oltre il dovuto”.
Per noi che ci occupiamo di Opzioni c’è molto da dire in proposito <e lo faremo> perché due possono essere le interpretazioni:

  1. Bande di Bollinger intese come FASCIA DI RANGE ESTREMI DEI PREZZI
  2. Bande di Bollinger da utilizzare come strike di vendita di Opzioni

Nel primo caso l’autore dice: “i prezzi si muoveranno da qui a qui: se poi i prezzi rompono il canale, allora vedi di fare qualcosa”.
Nel secondo caso ti potresti mettere venditore (ovviamente coperto) sulle due Bande (call sulla superiore e put sulla inferiore) ma attenzione all’apertura e chiusura impulsiva degli scudi perché ciò comporta molte operazioni di rolling e questo si traduce in perdita di soldi e di energie.
In sostanza, a mio modo di vedere:

  • se davvero si vuole ottenere una Middle Way occorre trovarla con algoritmi di stabilità (cioè riducendo e tagliando i falsi segnali daily, non certo attraverso una media mobile)
  • gli incrementi/decrementi per il calcolo di Upper e Lower Band non debbono essere di deviazione standard di ordine 2 (di Chebyshev), ma saranno calcolati con altri algoritmi di ponderazione e solo dopo aver compreso e interiorizzato tramite esercizi di laboratorio i valori (cioè i numeri veri) della Deviazione Standard della nostra Borsa (esercitazione che faremo nella prossima lezione 27). Infatti è solo ‘prendendo in mano questi numeri’ che se ne acquisisce la giusta sensibilità.

 
Per adesso vi lascio con il copia-incolla e l’esercitazione Excel delle Bande di Bollinger su cui ritorneremo perché, ormai l’abbiamo capito, che ciò che più conta (specie nell’operatività delle Opzioni) è la cattura del ‘baricentro del Sottostante day by day’ … un baricentro che stazioni il più possibile e che sia in grado di filtrare i falsi segnali.

Appuntamento a presto!
 
Francesco Caranti