Opzioni MIBO - OPT35 - Correzione automatica di errori sistematici

rubrica: 

 

 

 

Provate a immaginare due orologi non perfetti, ciascuno con un proprio errore: E1 l’errore del primo, E2 l’errore del secondo …

I 1574 giorni di Borsa che Tiberius Tally ha monitorato per noi, rappresentano le sedute che intercorrono dal 2 gennaio 1998 al giorno in cui il MIB30 ha ceduto il testimone al nuovo Sottostante: S&P/MIB.
Da allora, come certamente ricorderete dall’articolo precedente Il Future: un nuovo Sottostante, Borsa Italiana ha iniziato a trattare le Opzioni sull’S&P/MIB e da quel giorno l’interesse degli Investitori si è andato via via spostando sul nuovo nato.
Giusto dunque il pensiero di Tally che ha deciso di concludere la propria elaborazione statistica nel giorno stesso in cui le Opzioni del MIB30 hanno cominciato a depauperarsi per lasciare posto alle nuove.
Saranno dunque le Opzioni del Mib30 a costituire la base di riferimento dell’ analisi di Tally.
Lo studio verrà condotto dal 2 gennaio 1998 al 23 marzo 2004, data coincidente con la scadenza delle Opzioni di quella primavera.
Vi ricordo che le trattazioni delle MIBO sul MIB30 si sono concluse con le scadenze di Settembre 2004: in questo modo Borsa Italiana ha lasciato agli Operatori un margine temporale di 6 mesi per potersi acclimatare al nuovo S&P/MIB.
 
Per quanto la composizione del Paniere e le regole di Ponderazione dello Standard & Poors MIB siano sostanzialmente cambiate, Fortuna ha voluto che i rispettivi valori (espressi in punti) non si discostassero di molto.
 
Esprimendoci in termini statistici, ben più grave e complessa sarebbe stata una diversificazione radicale dei due Indici … infatti se, per esempio, il nuovo S&P/MIB fosse stato ‘inaugurato’ con un valore convenzionale di 1000 punti, nessuno più sarebbe stato in grado di far congruire tutti gli studi passati. A questo proposito, nello stesso articolo precedente, sono state analizzate le differenze in termini numerici. Nel corso di quell’intervento avevamo comparato gli scostamenti percentuali tra il vecchio e il nuovo Paniere durante la loro convivenza. In particolare avevamo notato che lo scostamento massimo percentuale (Benchmark) si era attestato a 224 punti il giorno 17 maggio 2004, con una percentuale di sfrido inferiore all’ 1%.
 
Tutto ciò per dire che quanto statisticamente è valso per il MIB30, con uguale probabilità dovrà valere anche per l’S&P/MIB.
 
Ma ora, finalmente, dopo tanti e prolungati silenzi, il sipario si apre … e Tiberius Tally esce finalmente allo scoperto per darvi un felice benvenuto ! 
 
 
“ … Partiamo da quanto vi stava dicendo Caranti sul periodo temporale preso in osservazione dal Sistema Tally-SP … il Sistema che porta il mo nome: Tally = calcolo, conteggio    SP = Software Proprietario.  
 
L’analisi inizia il 2 gennaio 1998 e si conclude il 22 marzo 2004.
 
Si tratta di un periodo molto significativo poiché costituito da grandi oscillazioni di Mercato.
 
Dovrete cercare di memorizzare questa situazione grafica: in pratica una Montagna Russa dietro l’altra !!!
 
 
Il file che vedete rappresentato corrisponde a quello dei dati ufficiali di Borsa Italiana e dunque NON è un File Rettificato bensì un File Reale.
 
Forse non è male chiarire quando e perché si dovrà usare il primo piuttosto che il secondo.
 
·                                 File Rettificato.
Dovrete utilizzarlo tutte le volte che state consultando il vostro TS per la lettura del segnale giornaliero (è bene che riguardiate le lezioni del 27 agosto e del 3 settembre). Solo col File Rettificato eviterete il Flood – cioè la valanga disegnali impropri - innescati da una errata interpretazione dei dati da parte del Software. E’ chiaro che la caduta improvvisa di parecchie centinaia di Punti Indice (che dipende solo ed esclusivamente dallo Stacco dei Dividendi), viene erroneamente interpretata come un RIBASSO EFFETTIVO scatenando una serie di errori a catena difficilmente controllabili.
 
·                                 File Reale.
Dovrete utilizzare questo File tutte le volte che volete fare un’analisi STORICA MOLTO VOLUMINOSA DI SOTTOSTANTE ED OPZIONI CONTEMPORANEAMENTE.
 
Cercherò di spiegarmi meglio prendendo in esame una situazione di alcuni anni fa.
 
Come potete vedere dalla tabella, il 17 aprile 1998 il MIB30 aveva chiuso esattamente a 36.500 punti.
In quel periodo la volatilità era molto alta e quindi le Opzioni costavano piuttosto care.
 
 
Come certamente ricorderete dalle regole della codifica delle MIBO (potete rivedere la lezione Opzioni Call - una giornata in Borsa del 19 novembre) i significati sono i seguenti:
 
·                                 Il giorno 17 aprile 1998 (19980417) l’ultimo prezzo della CALL 36500 scadenza maggio 1988 (E8) era stato di 1500 punti
·                                 Lo stesso 17 aprile, la PUT 36.500 si era fermata a 1530 punti.
 
Ho scelto una Call e una Put con la stessa scadenza e con lo stesso Strike perfettamente AT THE MONEY (casi rari da trovare ma fortunatamente disponibili nella banca dati).
 
Come ormai sappiamo una Call e una Put AT THE MONEY hanno circa lo stesso valore: 1500 l’ultimo prezzo medio della Call e 1530 quello della Put.
 
Nota:
Occorre ricordare che poiché il Mercato sconta tutto,il prezzo delle Opzioni incorpora la Volatilità Implicita e anche l’umore degli Operatori. In questo senso non sempre una Call e una Put perfettamente ATM hanno lo stesso valore.
 
Quello che voglio dirvi è che circa sette anni fa (il 17 aprile 1998) i prezzi delle Opzioni erano “centrati” sul Sottostante di riferimento: 36.500 era lo Strike e 36.500 valeva il Sottostante MIB30 REALE (cioè esattamente quello di quella particolare situazione).
 
Supponete ora di sostituire il MIB30 REALE con quello RETTIFICATO e provate a ricordare quello che succede tutte le volte che lo “abbattete”.
 
Le vostre rettifiche procedono a ritroso “mangiando ogni volta un po’ di terreno”.
 
Vediamo:
 
 
Questa immagine è tratta dalla lezione del 10 settembre Reazioni a catena: l’effetto Flood.
 
Il grafico in rosso (sopra) è REALE, quello verde (sotto) è RETTIFICATO.
 
Se ad ogni rettifica ci “mangiamo” due o trecento punti alla volta, potete facilmente immaginare ciò che succede dopo 7 anni di abbattimenti: il valore sarà sceso di almeno 2 o 3 mila punti.
 
Se così facessimo, tutto lo studio sulle Opzioni collegate all’Indice sarebbe completamente invalido.
 
 
         Bravo Simplicio, ottima idea, fammi un bel riepilogo:    
 
 
Il mio Assistente è davvero un fulmine e arriva sempre al momento opportuno !
Ora però mi preme ricordarvi un’altra cosa veramente molto importante, fondamentale alla spiegazione della Piattaforma che vi farò prossimamente.
Mi raccomando di meditarla a lungo perché, per esperienza, posso dirvi che tutti la danno sempre per “scontata” ma presto o tardi se la dimenticano e restano perplessi e stupiti di fronte alla lettura dei prezzi delle Opzioni.
Come già Caranti vi spiegava il 6 agosto nella lezione Il Future: Tecnicismi Virtuali, il Future rappresenta una “proiezione” del Sottostante a una data Futura e quindi incorpora, nel bene o nel male, tutte le aspettative a venire, in modo particolare lo Stacco dei dividendi e, al contrario, grandi speranze di Rialzo.
Dunque il Sottostante viaggia “ignaro” del suo Futuro e sancisce una Media (seppur complicata) degli scambi “istantanei” del suo Paniere.
Quindi possiamo dire che il Sottostante è “palpabile” a differenza del FIB che, al contrario, “pensa al MIB30 che verrà”.
In questo senso gli Operatori e i Market Maker già conoscono, in netto anticipo, quale sarà il “Futuro Indice” a una certa data, proprio perché sanno quanto ‘peserà’ lo stacco dei dividendi e di conseguenza lo quotano in proporzione.
 
Anche le Opzioni, come il Future, “vivono” delle stesse aspettative future.
 
Tutto ciò significa che quando ci metteremo a confrontare tramite la Piattaforma Tally-SP i 7 anni di Opzioni correlati al Sottostante (e non al Future) forse commetteremo una imprecisione.
 
O forse no ?   Che ne dite ?   Sbaglieremo davvero ?
 
No, l’errore non c’è, o meglio, c’è ma non si vede!
 
La risposta viene dai Grandi Numeri e dalla “correzione automatica degli errori”.
 
Vi faccio un esempio: provate ad immaginare due orologi non perfetti, ciascuno con un proprio errore: E1 l’errore del primo orologio, E2 l’errore del secondo.
Se entrambi gli errori rientrano nei ‘normali’ errori strumentali, è naturale il fatto che i singoli errori relativi presto o tardi si dovranno compensare tra loro.
Infatti, per quanto il primo orologio possa continuare sempre ad anticipare e il secondo sempre a ritardare, in virtù della sistematicità degli ERRORI possiamo con buona pace concludere e stabilire con estrema precisione statistica che in più e più prove ripetute, l’ora esatta si posizionerà sempre e costantemente al CENTRO DEGLI ERRORI.
 
Come vi mostrerò più avanti, il Sistema Tally-SP nei 1574 giorni di Borsa presi in esame ha emesso 318 segnali di cui 159 Long e 159 Short.
 
Se anche ciascun segnale riportasse ogni volta un piccolo errore strumentale (alternativamente di tipo E1 e di tipo E2) questi errori alternati (prima di segno positivo e poi di segno negativo) tenderanno a compensarsi a vicenda, specialmente in virtù dell’enorme massa dei dati esaminati.
 
Se dunque durante tanti giorni di osservazione dovessimo riscontrare un margine di errore costante tra il Sottostante e la sua aspettativa futura (tanto in positivo che in negativo), potremo essere certi che quell’errore si compenserà in modo automatico: l’esempio insegna che per quanto i due orologi possano sbagliare, essi si sbaglieranno entro limiti di errori accettabili e reciprocamente compensabili.
 
 
Bene, cari amici, le due precisazioni di questa lezione erano fondamentali: nel vostro futuro di Traders in Opzioni cercate di non scodarvele mai.
Vi lascio a riposare la mente prima di affrontare la salita più dura di tutto il Corso Opzioni, non tanto per la difficoltà intrinseca, ma piuttosto per il ‘mare di dati’ in cui purtroppo (anzi … per fortuna) ci troveremo immersi: 583.190 transazioni di Borsa da incasellare e cablare con la migliore delle attenzioni.
E poiché ogni transazione comporta 7 dati principali (datacodice, scadenza, minimo, massimo, chiusura, prezzo medio e volume) ci troveremo a dover gestire la bellezza di 4.082.330 numeri dai quali però ricaveremo risultati finalmente inoppugnabili e definitivi.
 
Vi aspetto al prossimo appuntamento anche in compagnia di Excel.
 
Francesco Caranti