Opzioni MIBO - OPT37 - Opzioni: una leggenda da sfatare

rubrica: 

 

 

 

Per quanto le Opzioni siano ancora strumenti di nicchia, esse rappresentano comunque il pensiero di chi realmente “fa il Mercato” e muove i cordoni della Borsa ...

Come forse ricorderete, la testata di questo contributo è identica a quella di un precedente “Opzioni: Conoscere i prezzi”.
In quei giorni di un grigio autunno eravamo solo all’inizio di un lungo percorso che ci avrebbe condotti pian piano alle conoscenze di cui oggi disponiamo.
Era il periodo in cui Mr. Rossi, Verdi, Neri … via via si avvicendavano ad acquistare e a vendere in Borsa senza cognizioni precise.
Ognuno di essi aveva maturato una propria convinzione per l’una o l’altra strategia senza ancora capacitarsi della rischiosità delle proprie strategie.
Col senno di poi, Rossi (e Neri) avrebbero avuto un deciso sopravvento mentre a Giulio Verdi sarebbe toccata la triste sorte di leccarsi le ferite per aver osteggiato un Mercato in evidente rialzo.
 
Ma in quei giorni ancora non si era parlato di Trading System e dunque si dava per scontata la possibilità di utilizzare le Opzioni solo in termini di strategia escludendo ancora la possibilità di legarle ai segnali di un Trading System.
 
Con tutto ciò non vogliamo escludere la possibilità di ottenere gain di Borsa giocando solo sulle Strutture dei prezzi anziché sul Trading indicato dal Sistema.
L’alternativa di essere Arbitraggisti (e quindi di sfruttare le nicchie favorevoli del Mercato)oppure Sistemisti (e quindi di muoversi secondo le indicazioni di un System) resta tuttora valida.
La risposta al dilemma viene solo dal proprio temperamento, dalla personale predisposizione al calcolo e, specialmente, dal tempo da poter dedicare alla materia.
Personalmente ho amici e sostenitori dell’una o dell’altra categoria:  tanto arbitraggisti quanto sistemisti.
 
I primi giocano sui prezzi e ricercano nicchie di Mercato favorevoli, i secondi guardano e attendono le proiezioni del Mercato che verrà.
Inutile voler creare delle graduatorie: la soluzione dipende solo dalle doti personali e dal proprio livello di formazione: ho amici arbitraggisti che in alterne fasi si trasformano in sistemisti e viceversa.
 
Il Panel© è un ottimo strumento che ‘invoglia’ a diventare arbitraggisti: in questo senso per i tecnici di questa materia, il Mercato viene considerato “neutro’ nei confronti delle proprie aspettative, al contrario al Sistemista poco importa riconoscere eventuali fasi di Mercato propizie alla speculazione estemporanea, semmai a ricercare il Trend da sfruttare col Future o ancora meglio con gli Incroci di Opzioni  più convenienti.
 
Negli articoli precedenti (Una giornata in Borsa / Opzioni: conoscere i prezzi) avevamo dimostrato, dati alla mano, l’efficienza del Mercato Opzioni, al di là di qualsiasi errata interpretazione.
Il concetto che da più parti si sente in merito alle Opzioni come “Mercato illiquido” oggi viene finalmente sfatato, se non altro per via dei dati che forniremo.
 
Simplicio vi offrirà una debita dimostrazione:
 
 
“… amici, questi sono i dati estratti dai Files di Borsa Italiana … si tratta di numeri CERTIFICATI e INOPPUGNABILI …
 
Guardate …
 
 
 
Questi dati parlano chiaro: che le Opzioni siano un “mercato sottile” non può che restare una leggenda !!!
 
A quanti, d’ora in poi, vi rivolgeranno commenti strampalati in merito, potrete dimostrare l’infondatezza delle loro teorie con questi “numeri”:
 
  • Il volume di affari sulle MIBO è risultato (dal 1998 al 2003) di circa 4 miliardi di Euro all’anno.
  • Le quantità trattate (volumi) ammontano a circa 2 milioni e mezzo di transazioni all’anno.
  • Se dividiamo gli anni ‘interi’ (dal gennaio 1998 al dicembre 2003) per i giorni di Borsa mediamente trattati (250 ogni anno) la media si attesta a 1.600 movimenti al giorno.
  • Ciò significa che, mediamente in tutti questi anni, ogni 3,12 secondi è stata eseguita una transazione MIBO.
 
Note:
  1. la riga “c/v euro” (controvalore in euro) si ottiene moltiplicando il Prezzo Medio per le quantità trattate.
  2. la riga “Tot closing” rappresenta il numero delle transazioni effettivamente scambiate sui possibili Strike trattati sull’IDEM.
  3. Il 19 luglio 1999 le Opzioni hanno dimezzato il loro moltiplicatore passando da un valore convenzionale di 5 Euro (lo stesso del FIB) a 2,5. Da quel giorno per compensare un Future sono necessarie 2 Opzioni anziché una sola.
  4. I valori della statistica riportata si riferiscono alle annate 1998- 2003, escludendo la prima parte del 2004.
“… bene, amici, ma ora il mio Capo vuole dirvi qualcosa di importante e quindi a lui spetta la parola.
 

 
“… già vi dicevo di aver inserito in Excel i Files delle Transazioni Storiche MIBO dal 2 gennaio 1998 al 22 marzo 2004.
Si tratta di 1574 giorni di Borsa.
Attenzione però: finché si parla di Sottostante (o di Future) il problema non si pone (infatti i dati da inserire ogni giorno sono solo 4: Open, High, Low, Close).
 
Ben diversa è la questione quando si parla di Opzioni.
 
Eh, già: in questo caso Borsa Italiana deve “mettere sul Mercato IDEM” molti più prodotti’.
 
Vediamo:
    • Put In The Money
    • Put At The Money
    • Put Out Of The Money
 
    • Call In The Money
    • Call At The Money
    • Call Out Of The Money
 
Ma non è finita qui !!!
 
... come sapete la scadenza non è una sola. Forse vi ricordate che Borsa Italiana tratta più scadenze:
 
  • Mese in corso
  • Mese Next (successivo)
  • Mese Next + 1
  • Mese di scadenza del Future …
 
Inoltre la questione si complica quando gli Strike che, per esempio, un mese fa erano At The Money, ora sono diventati In The Money (o viceversa Out).
 
Mi spiego meglio prendendo come riferimento l’anno della Bolla (il 1999).
 
Il Grande rialzo, in quei giorni, era partito i primi di novembre per concludersi 4 mesi più tardi, nel marzo del 2000.
 
Supponiamo che il 3 novembre 1999, uno dei nostri amici (Mario Rossi,) avesse comperato una Call ATM.
 
Volendo visualizzare tutte le “combinazioni di Strike e Scadenze” disponibili in quel giorno, avremmo a che fare esattamente con 288 tipi di Opzioni (tante erano quelle effettivamente trattate).
Già ! …  le combinazioni dipendono dagli Strike e dalle Scadenze !
Non c’è spazio per elencarle tutte, mi limito a mostrarvi unicamente il gruppo delle Call con scadenza il 21 Gennaio 2000.
 
Vediamo ciò che realmente ha quotato Borsa Italiana in quel giorno (vi ricordo che la chiusura del 3 novembre 1999 era stata di 32.807punti MIB30):
 
 

 
I dati in GIALLO si riferiscono alle 2 call NEAR: la 32.500 In The Money e la 33.000 (praticamente) At The Money.
 
Dunque il 3 novembre 1999 gli Strike trattati sulla scadenza Gennaio per le Call erano stati esattamente 12 (da 29.500 – In The Money – a 35.000 – Deeply Out Of The Money).
 
Nota:
  • Occorre prendere una certa confidenza con la codifica  delle Opzioni.
  • Utilizziamo come spiegazione la SECONDA Call in GIALLO, la GENNAIO 33.000: 19991103MIBA0CAL33000
 
    1. 19991103      è la data
    2. MIB             è il Sottostante (allora era il MIB30)
    3. A                 significa Gennaio
    4. 0                 significa 2000
    5. CAL             questo è facile: è la Call
    6. 33000          è lo Strike 33000.
 
Dunque il 3 novembre 1999, sui circuiti IDEM, le Call gennaio 2000 strike 33000 avevano segnato questi prezzi:
                 
  • Primo:                    1350
  • Ultimo:                  1350
  • Minimo:                  1320
  • Massimo:               1350
  • Volume:                 58 Operazioni
  • Close:                    1328 (su questo argomento torneremo dopo)    
  • Open Interest:         Contratti aperti su questa Opzione: 107
  • Med:                     Prezzo medio: 1337.
 
Esaminiamo ora la situazione delle stesse Call Gennaio di 15 giorni dopo: il 18 novembre.
 
Poiché nel frattempo il Mercato era salito da 32807 a 34662 (più o meno del cinque per cento), lo Strike 33.000 che il 3 novembre era At The Money (MIB30 a 32807), quindici giorni dopo era passato In The Money (MIB30 a 34662).
 
Dunque le Call gennaio che il 3 novembre erano soltanto 12 (da 29500 a 35000) il 18 novembre risultavano insufficienti.
 
Uno dei compiti della Cassa di Compensazione e Garanzia è anche quello di “stare al passo” col Mercato e quindi di quotare le nuove Opzioni di conseguenza.
 
Vediamo la situazione aggiornata delle MIBO del 18 novembre.
 
 
 
Come vedete gli Strike trattati sono passati da 12 a 26.
 
“… scusate un attimo: c’è un vecchio amico che ci vuole dire qualcosa … prego Alfiero, si accomodi pure.
 
 
 
“… bravissimo Avvocato Azzurri, lei ha seguito con attenzione: una cosa è CODIFICARE, un’altra è TRATTARE.
 
Non è detto infatti che tutti i ‘prodotti’ che la Cassa (e di conseguenza Borsa Italiana) hanno immesso sul Mercato Derivati sia necessariamente “scambiato”.
Il dato che ci segnale il valore globale degli scambi di quel prodotto è l’ Open Interest (O.I.).
Quando trovate un O.I. = zero, ciò significa che quel Derivato non è stato mai scambiato: esiste ma non ha ancora attratto alcun investitore (a questo proposito vi consiglio di rivedere la risposta data a Umberto il 1° dicembre 2004 nella rubrica Corso Opzioni: le domande dei lettori).
 
Nella tabella delle MIBO del 18 novembre 1999 possiamo notare le ultime 8 call (da 38500 a 42000) con O.I. uguale a zero.
Si tratta di Strike molto lontani (Deeply OTM) e quindi ancora poco appetibili.
 
Nota:
Col senno di poi, bene avremmo fatto a comperare, per esempio, moltissime Call gennaio 38000 a 146 punti.
Vi ricordo che la liquidazione del 21 gennaio 2000 è avvenuta con riferimento all’apertura di MIB30 a 41692 punti.
Quindi con 146 punti ( = 146 x 2,5 = 365 euro) avremmo ricavato: 41692 – 38000 = 3692 x 2,5 = 9230 euro.
La bellezza di 25 volte tanto !!! mica male eh ?
 
“… ma oggi è proprio giornata di visite !!! Ma guarda un po’ chi si rivede !
Dottor Rossi, come sta ? E’ da Natale che non sentivamo più parlare di lei !
 
 

 
“.. anch’io però avrei una domanda da farle.
Guardando le tabelle ho notato che la Call gennaio 32500 ( quella in giallo ) non ha fatto prezzo né il 3 né il 18 novembre.
I volumi infatti sono a zero.
Come si spiega allora l’esistenza del Prezzo Closing ? A cosa serve ?
 
 
 
“… Il prezzo Closing (usiamo la dizione esatta di Borsa e Cassa) è un prezzo di riferimento molto importante e viene calcolato ogni giorno per tutte le Opzioni (tanto per quelle trattate quanto per quelle solo codificate).
Il valore di Closing viene calcolato da Cassa tramite Algoritmi Proprietari e non divulgabili.
La Clearing House in linea di massima applica il criterio di valutazione di Cox Ross Rubinstein (e non quella di Black & Scholes).   
 
Il valore di Closing serve a calcolare i Margini e la Rischiosità del portafoglio Clienti (in logica TIMS) e per questo motivo in più occasioni il valore di Closing è un po’ più alto rispetto al reale valore di Mercato.
 
Se per esempio osservate la cal gennaio 33000 del 18 novembre potrete notare che l’Opzione è stata valutata con la closing a 2340 contro un valore massimo effettivo di 2125 … una cautela in più per tutti ...
 
Come vi dicevo nel fumetto, la Closing è fondamentale per la Piattaforma Tally-SP che vedremo.
 
Mi spiego:
 
Immaginate (e vedremo come) di voler simulare l’applicazione di un Trading System con le Opzioni.
 
Tra i parametri che andremo a inserire (quantità delle Call e delle Put in acquisto e/o in vendita, scadenza, limiti temporali di osservazione …) dovremo anche scegliere il Tipo Prezzo.
 
In pratica dovremo dire alla Piattaforma quale prezzo usare scegliendo tra questi 4 Option Bottons:  
 
 
In questo esempio abbiamo selezionato il prezzo Medio (MIDDLE).
 
Nota:
Il prezzo Medio è il primo a destra delle 2 tabelle portate in esempio (3 e 18 novembre 1999).
Il prezzo Medio della Call Gennaio 2000 strike 33.000 è stato valutato da Cassa a 2.124.
Il prezzo Medio è calcolato con criteri di ponderazione e come tale non corrisponde alla media aritmetica ma alla media dei pesi delle contrattazioni.
 
Avrete certamente capito che mentre il prezzo Closing è presente in TUTTE le giornate di Borsa, il Middle (come pure il più basso –Low- e il più alto – High- ) sono presenti solo quando sono stati segnati i prezzi.
 
Nel nostro esempio ci saranno dunque alcune giornate di Borsa (anzi parecchie) in cui la Piattaforma non è in grado di seguire l’evoluzione del Portafoglio per mancanza di dati.
 
Ecco un esempio:
  • Il 20 luglio 1999 ha inizio il Run 70 Short.
  • Le operazioni vengono impostate comprando Put sullo strike Near (34936 il Sottostante, 35000 lo Strike).
  • Si è scelto di eseguire la simulazione col prezzo MEDIO della SECONDA scadenza (17 settembre 1999).
 
Vediamo:
 
 
Tutto bene per i prezzi MEDI dei giorni:
  • 20 luglio        (917)
  • 21 luglio        (1486)
  • 22 luglio        (1766)
 
Purtroppo però il 23 luglio la Put settembre 35000 non ha segnato prezzo.
 
Poiché la nostra simulazione deve riportare sempre un riferimento giornaliero (non è concesso ‘avere vuoti’), in assenza di prezzi preleviamo il dato Closing evidenziandolo in nero (anziché in bianco) - 2145 nell’esempio -.
 
“… Dai Simplicio, adesso fai una bella sintesi, tu che in queste cose sei un Campione !
 
 
 
Bene, cari amici del Corso Opzioni.
 
La lezione di oggi è stata fondamentale per introdurre la Piattaforma Tally-SP.
Vi ricordo ancora una volta - senza sollecitarvi ovviamente - che il Mercato MIBO non è per nulla SOTTILE … anzi.
La prossima settimana, dopo una veloce carrellata sulle Regole di Expiration di Borsa Italiana, passeremo alla spiegazione del Foglio principale della Piattaforma: il Cruscotto e le Q-Box.
Cruscotto e Q-Box saranno i nuovi strumenti di navigazione del vostro futuro trading.
 
Come già ho scritto a molti di voi, vi prego di pazientare ancora una (al massimo due) lezioni per l’invio della Demo gratuita dimostrativa: da un punto di vista didattico sarà più chiaro far precedere le spiegazioni qui, su questo Sito.
 
Vi attendo compatti al prossimo appuntamento.
 
Francesco Caranti
 
Per informazioni, commenti o curiosità scrivete a fc@francescocaranti.net