Fuori programma - Il segreto è la psicologia?

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La consapevolezza non è mai una condizione, semmai una conquista da difendere ogni giorno

Vivere di Trading, la nuova opera di Alexander Elder, sarà disponibile in Italia da Gennaio 2010.
Poco prima che venisse fondato www.francescocaranti.com avevo promesso al fondatore del Sito – Francesco Caranti – ed ai miei futuri collaboratori che, indipendentemente dal fatto che fossi psicologa, non avrei MAI parlato di psicologia del trading. Ne parlano in troppi, in maniera ridondante e stereotipata … e non aiuta nessun trader.
Il dottor Elder, però, oltre ad essere uno psichiatra che gode di tutta la mia stima, è pure un trader dei Mercati finanziari … e ha appena concluso la sua ultima opera. Non potevo non confrontarmi con lui: oltre che psicologa nutro, come lui, una grande passione per i Mercati Finanziari e per il Trading.
Quindi mi sono presentata al cospetto del Gran Giurì del Sito e ho chiesto se potevo commentare quanto scritto da Elder.
… ed eccomi qui!
 
Concordo sul fatto che il segreto sia la psicologia. Non concordo, però, su due punti che vorrei sviluppare insieme a voi.
Prima di cominciare a disquisire vi riporto un abstract del contenuto del suo libro.
 
“ … Potete fondare i vostri trade sull’analisi fondamentale o su quella tecnica. Potete fare trading considerando
aspetti economici e politici , usando le “informazioni interne” o affidandovi alla speranza.
Vi ricordate come vi siete sentiti l’ultima volta che avete inserito un ordine? Eravate desiderosi di entrare o timorosi di perdere? Avete tergiversato prima di sollevare il telefono? Quando avete chiuso il trade eravate esaltati o umiliati? Bene, sono proprio i sentimenti di migliaia di trader a comporsi in quelle maree psicologiche che chiamiamo mercati.
 
Scendere dall’ottovolante.
La maggior parte dei trader spende la maggior parte del suo tempo ricercando buoni trade. Una volta entrati
in posizione perdono il controllo e si contorcono per la paura, oppure sghignazzano per il piacere. È come se fossero su un ottovolante emotivo e perdono quello che è l’elemento chiave della vittoria: la gestione delle emozioni. La loro incapacità di autogestirsi li conduce a un cattivo money management dei loro conti.
Se la vostra mente non è in sintonia con i mercati, o se ignorate i cambiamenti nella psicologia delle masse, allora non avete alcuna chance di guadagnare con il trading. Tutti i professionisti che ce l’hanno fatta conoscono la decisiva importanza della psicologia nel trading. Tutti i dilettanti che hanno fallito la disconoscono.
Gli amici e i clienti che sanno che sono uno psichiatra spesso mi chiedono se questo mi è di aiuto nella mia attività di trader. La buona psichiatria ed il buon trading hanno in comune un importante principio: entrambi si focalizzano sulla realtà, sul vedere il mondo per come è. Per vivere una vita sana bisogna tenere gli occhi ben aperti. E così pure per essere bravi trader occorre tenere gli occhi similmente aperti, riconoscere i veri trend e le vere inversioni, e non sprecare energie nei rimpianti o nelle fantasticherie.
 
Un gioco per uomini?
Le registrazioni delle società di intermediazione evidenziano che la maggior parte dei trader sono uomini. I file della mia società di formazione, la Financial Trading Seminars, Inc., confermano che circa il 95 per cento dei trader sono uomini. La percentuale di donne sale tra gli istituzionali: impiegati di banca, di società di trading e così via. Per mia esperienza, tuttavia, le poche donne che si dedicano al trading hanno più successo degli uomini. Per inoltrarsi in questo regno eminentemente maschile una donna deve essere mossa da eccezionali motivazioni.
Il trading è simile a certi sport adrenalinici e rischiosi come il paracadutismo sportivo, il rock climbing, lo scuba diving; essi pure attraggono principalmente gli uomini: meno dell’1 per cento dei deltaplanisti sono donne.
Nella nostra società sempre più normata, sottoposta a mille regole, gli uomini sono attratti dagli sport rischiosi. Il New York Times una volta citò un’affermazione su questo tema del dott. David Klein, un sociologo dell’Università del Michigan: «Dal momento che il lavoro sta divenendo sempre più routinario […] stiamo sviluppando una tendenza a ricercare una soddisfazione nei momenti ricreativi. Più sicuri e routinari siamo nel lavoro e più andiamo alla ricerca di emozioni forti e avventura nei momenti di svago».
Questi sport certo forniscono un intenso piacere, un’intesa soddisfazione, e tuttavia hanno la pecca di costituire spesso un pericolo, perché la maggior parte dei partecipanti ne ignora i rischi e li pratica avventatamente. Il dott. John Tongue, un chirurgo ortopedico dell’Oregon che ha studiato gli incidenti tra i deltaplanisti ha scoperto che le maggiori probabilità di morte le hanno i piloti esperti, perché si assumono rischi maggiori. Un atleta che voglia dedicarsi a sport rischiosi deve seguire alcune elementari norme di sicurezza. Quando si riduce il rischio se ne guadagna un senso di soddisfazione e di controllo.
Potete riuscire nel trading solo se lo considerate un’attività eminentemente intellettuale. Il trading emozionale è letale. Per garantirvi il successo attuate un money management conservativo. Un buon trader ha tanta cura verso il proprio capitale quanto un sommozzatore professionista per l’aria delle sue bombole … “
 
Pronta per commentare. Spero pure voi …
 
Punto Primo: il Trading dovrebbe essere vissuto come un’attività ‘eminentemente intellettuale’. No, caro dottor Elder. A mio giudizio ciò che tu consigli è impossibile da realizzarsi perché ognuno di noi affronta il trading con retaggi culturali, famigliari e aspettative che non gli permetteranno mai di considerarlo tale. Ma … perdonami … non fai trading pure tu? E allora come puoi pensare che ciò che scrivi possa essere messo in atto da tutti noi?  In QUEL MOMENTO l’adrenalina sale alle stelle e, con essa, scorrono veloci davanti ai nostri occhi tutto quanto ti ho detto prima: il nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro; le nostre delusioni, le nostre sconfitte, le nostre aspirazioni, i nostri progetti. Dai, dott. Elder! Vuoi dirmi che non capita anche a te?
 
Punto Secondo: le donne sono una percentuale minore ed hanno più successo.
 
Mah! Sai, dottor Elder, chi scrive è una donna psicologa amante dei Mercati Finanziari e del Trading on line … Secondo te ho sempre avuto successo?
La donna prova le stesse emozioni dell’uomo. Ciò che la differenzia (se le sono stati trasmessi determinati valori e principi) è che ha imparato ad ‘ottimizzare’ la propria vita. Non conta sull’aiuto dell’uomo non perché non ci creda, ma perché è stata educata ad ‘auto-supportarsi’.
La sveglia suona presto la mattina. Bisogna provvedere ai bisogni primari della famiglia, poi c’è il lavoro, poi gli eventuali figli da recuperare a scuola o congedare la Tata di turno, poi la preparazione della cena, la cena e – finalmente – un po’ di spazio e tempo per se stessa.
Tu dirai: “Ma non tutte le donne hanno marito e figli”. E io ti rispondo “Hai ragione!”
Ma, si da il caso che, quando non si hanno marito e figli, magari si ha un compagno di vita fedele, genitori anziani e bisognosi di cure, fratelli o sorelle che hanno bisogno della tua collaborazione, animali da accudire … e il tempo va OTTIMIZZATO AL MEGLIO.
La domanda che ti rivolgo, dunque, è “Perché, secondo te, le donne hanno maggior successo nel trading?
… Rispondi tu, con calma. Ma prendi in esame tutto quanto ti ho scritto sopra.
Credo, però, che la risposta che ti darai farà riferimento al fatto che le donne della mia generazione sono state educate ad OTTIMIZZARE e a RAZIONALIZZARE e quelle che fanno trading non considerano tale attività come ‘eminente intellettuale’ ma, piuttosto, come una delle tante attività da OTTIMIZZARE e RAZIONALIZZARE nel corso della giornata.
Tu scrivi che “ … Per inoltrarsi in questo regno eminentemente maschile una donna deve essere mossa da eccezionali motivazioni. “ E io ti rispondo “ Ma va là!!!”. Non sono e non sarò mai femminista però ti garantisco che alle donne della mia generazione è stato solamente insegnato ad organizzarsi al meglio.
 
Che si tratti di montagne russe, di free climbing o di Mercati finanziari, le donne provano le stesse emozioni degli uomini e sono mosse dalle stesse motivazioni che non debbono essere per forza motivazioni eccezionali. La vita stessa detta le regole, caro dottor Elder!
E alle donne del Terzo Millennio detta regole molto più severe. La consapevolezza che si raggiunge non è mai una condizione … semmai una conquista da difendere ogni giorno.
 
 … non te n’eri accorto?
 
 
Erika Tassi