LEGO LE MIBO 019 – A CHE SERVE MAI UN FOGLIO ‘DDE’ ?

rubrica: 

Venerdì 28 maggio 2021

La volta scorsa abbiamo realizzato come sia possibile collegare i dati di Borsa in tempo reale dalla piattaforma di Trading On Line a un foglio Excel.

Il meccanismo è un sistema offerto da Windows di importanza fondamentale.

Wikipedia ci viene in aiuto: “… Dynamic Data Exchange (dall'inglese scambio dinamico dei dati), meglio conosciuto con la sigla DDE, è un sistema di comunicazione interprocesso (IPC) presente nei sistemi operativi Macintosh, Windows, e OS/2.

DDE permette a due applicazioni in esecuzione di condividere un insieme di dati. Per esempio, DDE permette di collegare i dati di un foglio di calcolo in un documento creato con un elaboratore testi. La modifica di questi dati in una delle due applicazioni si riflette nell'altra …”.

E va bene perché questo già lo sapevamo tantoché abbiamo creato appositamente il Foglio “Collegamenti”.

E allora? Non bastava già questo per andare avanti col nostro lavoro?  La risposta è “no” e adesso capiamo subito il perché.

Partiamo dalla fine, cioè dal Foglio di cui parliamo oggi, che ho chiamato per l’appunto: “DDE”.

Quello che vedete corrisponde alla seduta di giovedì 15 aprile 2021 alle ore 18, cioè a Borsa chiusa.

 

   

Nota:

Come dicevamo, ciascun strumento (strumento = nome tecnico di una Opzione o di un qualsiasi Derivato) di questo Foglio DDE proviene dal corrispondente strumento del Foglio COLLEGAMENTI.

Per capire il motivo che ci ha spinto a creare questo foglio ‘dipendente dal primo’ dobbiamo pensare a un ‘affinamento’ del primo foglio verso il secondo, cioè a una specie di passo in avanti, una specializzazione.

Cerchiamo di comprendere con l’esempio della prima riga in giallo: strumento “MIBO 1 D 24000 C” cioè  “MIBO”   “2021”   “Aprile”   “Strike 24000”    “Call”  

Come vedete in colonna ‘Bid’ (denaro) c’è zero mentre in colonna ‘Ask’ (lettera) abbiamo 640.

L’azione ‘normale’ di questo programma è quella di ricavare il prezzo corrente di Mercato (at-now) facendo la media aritmetica tra denaro e lettera (equivalente alla semi-somma dei due prezzi).

E’ chiaro che il prezzo così ricavato è tendenzialmente (poi capiremo perché dico tendenzialmente) corretto se ENTRAMBI I PREZZI SONO SIGNIFICATIVI (cioè NON zero).

Per esempio, due righe più sotto, a livello della call aprile 24500 troviamo che attraverso Bid=80 e Ask=100, il prezzo risultante 90 può benissimo costituire il prezzo ‘giusto’ di questa call tanto che il programma lo recepisce senza registrare anomalie.

Diverso il caso della precedente D24000 in cui il denaro è 0 e la lettera 640: il prezzo ‘giusto’ non sarà certo la media di 320 ! Eh no!

Questo è uno dei casi di “book vuoto o semi-vuoto” che vengono riconosciuti dal programma tramite il caricamento del valore “1” nell’ultima colonna a destra del “Flag Anomalie” oltre alla indicazione “Forzare prezzo !!!”.  


Nota:

Con che frequenza si verifica l’anomalia?

Queste sono le osservazioni che si possono fare:

  • All’apertura di Borsa Opzioni (ore 9,00) il sistema informatico apre il gate delle ‘proposte sparse’ cioè quelle degli investitori privati che si presentano in acquisto e/o in vendita con quantità poco significative (1 o 2 pezzi al massimo). Fino all’arrivo dei Market Maker (circa tra le 9,05 e le 9,15 a seconda della turbolenza del mercato) i prezzi sono anomali e dipendono unicamente dalle ‘scommesse’ dei privati. Dunque il prezzo ‘giusto’ (da un punto di vista del calcolo matematico) è quello dei Market Maker che è facile riconoscere per via dei loro corposi lotti in acquisto e in vendita.
  • Attenzione: in tempi di altissima volatilità la forchetta dei Market Maker può essere molto ampia e andare e venire in continuazione
  • In tempi di media volatilità, la forchetta dei Market Maker fino alle 9,30 è normalmente più ampia del dovuto per poi regolarizzarsi man mano. Il consiglio resta quello di ritardare la propria operatività oltre le ore 10  

     

Nota:

L’accensione dell’anomalia sui prezzi comporta un riflesso sul Foglio Monitor come avevamo spiegato nella lezione Lego le MIBO 008 - Saldi “comunicanti” | Francesco Caranti che copio-incollo qui in verde:

 

Completiamo e ripassiamo TUTTI i dati del RIEPILOGO:

         α) Nel riquadro in alto a sinistra compaiono i bottoni:

  • Giallo – Prezzi at-now
  • Rosso – Prezzi riferim

Normalmente durante il giorno l’utente manterrà il regime Giallo poiché è naturale che i prezzi si debbano vedano in tempo reale; al contrario, a Borsa chiusa o dopo aver eseguito il batch serale, i prezzi verranno mantenuti in regime Rosso.

Nota.

Per quanto l’utente abbia scelto il regime Giallo non è detto che i prezzi visualizzati siano esatti. Ciò può dipendere da:

  • Book zoppo, cioè assenza di bid o di ask
  • Book vuoto, cioè il Market Maker non ha ancora esposto i prezzi (o perché la Borsa è alle prime battute o perché è in corso la pubblicazione di dati macroeconomici sensibili)

Di ogni MIBO a portafoglio, l’utente potrà riconoscere il ‘tipo prezzo’ attivo in quell’istante (at-now o riferimento) dai seguenti attributi:

  • Sfondo GRIGIO e carattere NORMALE e colonna successiva (Flag) tipo ‘N’       per prezzi di tipo “At-now” 
  • Sfondo BIANCO e carattere CORSIVO e colonna successiva (Flag) tipo ‘R’       per prezzi di tipo “Riferimento”

Ecco un esempio di prezzi in regime ROSSO (prezzi di Riferimento) in carattere corsivo, sfondo bianco e flag R.


Conclusione e riepilogo:

  • Dalla piattaforma T3 di Webank carichiamo il Paniere DDE con: Ftsemib, Future, Opzioni che ci interessano
  • Per ogni strumento del Paniere eseguiamo la procedura di esportazione verso il Foglio Collegamenti
  • In modo assolutamente ‘trasparente per l’utente’ (che in italiano vuol dire ‘che non te ne accorgi’) i dati del Foglio Collegamenti vengono trasferiti sul Foglio DDE e successivamente validati   
  • Il riflesso finale di queste operazioni è la correttezza dei prezzi sul Foglio Monitor 

Nota polemicacheeky:

Gli inglesismi spesso fanno cilecca.   Dicevamo infatti che in "informaticese"  la locuzione ‘trasparente per l’utente’ significa che ‘avviene senza che io me ne accorga’.

Peccato però che in italiano il termine trasparente significa l’esatto contrario, cioè ‘di una cosa che si vede al di là’.

Pazienza!

 

Prossimo appuntamento martedì 1 giugno

Francesco Caranti