Lego le Mibo (2) - Astarte e le centurie romane

rubrica: 

Nel preambolo della volta scorsa, partendo dall’esempio dell’equilibrista, avevamo messo in luce un aspetto dell’attività del trading con le Opzioni che, prima ancora di entrare nello specifico di ‘Lego le Mibo’, dovremo approfondire con attenzione.

E così, prima di scoprire chi realmente sia e che cosa rappresenti l’immagine di copertina, facciamo un passo indietro sulle possibili strategie di trading in modo da sapere come inquadrare il nostro progetto.

In quanto variegate e sfaccettate, le Opzioni si prestano a molti impieghi che vediamo in sintesi.

Con le Opzioni, infatti, si può:

  1. difendere un portafoglio Titoli
  2. equilibrare un Future (hedging)
  3. aggredire un trend (long di call oppure long di put)
  4. fare scalping
  5. fare trading di posizione

E questi sono i pro e i contro:

  1. La difesa del portafoglio Titoli si ottiene comprando il ‘fisso’ in Azioni per poi controbilanciarlo con Opzioni Put. Questa tecnica risulta noiosa, niente affatto semplice e non sempre premiante. Non solo: il portafoglio va continuamente tenuto sotto controllo tramite incrementi o decrementi delle ‘dosi’, un po' come farebbe un farmacista scrupoloso  
  2. L’hedging Opzioni/Future è una operazione molto elegante che trae vantaggio dal valore temporale delle Opzioni in vendita. Tutto bene finchè il mercato è lontano dalla border_line ma un vero guaio quando inizia a lambirla pericolosamente
  3. Aggredire un trend e azzeccarlo è certamente una delle soddisfazioni più forti ma con i prezzi delle Opzioni c’è poco da star tranquilli perché un semplice stormir di fronde li riporta velocemente a valori deludenti. Bellissima la definizione di un certo analista americano (e anche grande fumettista): Why your Option prices can be less stable then a one legged duck. Esatto: come spiegare l’instabilità dei prezzi delle Opzioni meglio che con un’anatra in appoggio su una zampa sola?  Tutto ciò per dire che i trend di lungo periodo sono sì individuabili tramite analisi e algoritmi specifici ma che ben altra cosa è riuscire a gestirli. Se vi sembra strano, immaginate di aver individuato un rialzo, di aver comprato 10 call ma anche di aver assistito a un ritracciamento il giorno successivo con una perdita teorica di un 15 / 25% in un sol giorno. Sareste ancora convinti di riuscire a restare posizionati o piuttosto maledireste il momento in cui l’avete fatto?
  4. Per quanto riguarda lo scalping, cioè il mordi e fuggi, che io sappia nessuno ha mai resistito più di tanto a una attività così massacrante  
  5. Il Trading di posizione (Run), invece, riesce a conciliare più cose insieme e normalmente lascia il tempo per gestire la propria vita e i propri impegni

La letteratura ci viene incontro con una descrizione dettagliata di cosa sia il Trading di posizione: “… Fra le tecniche operative tuttora in voga, il trading di posizione è una delle più utilizzate, in particolare dagli operatori che vengono definiti più “distesi”, ovvero che vogliono preoccuparsi inizialmente il meno possibile del tempo trascorso online. Infatti, grazie a questo stile, il trader non è legato indissolubilmente all'andamento dei mercati finanziari, e può seguire a distanza l'attività. …”

Ecco allora che un Run è una attività con obiettivi temporali non particolarmente stressanti, anzi, proprio quando il tempo corre veloce e la vita residua dell’Opzione si assottiglia, questo è proprio il momento di chiudere tutte le posizioni ancor prima di arrivare alla scadenza per poi riaprire subito quelle del Run successivo (lo vedremo meglio in seguito).

Dunque la nostra scelta cade sulla 5^ tecnica operativa: in questo modo il Trading di posizione utilizzerà il progetto Lego le Mibo per controllare lo stato del portafoglio Opzioni e i parametri vitali del trading durante la vita del Run.

Sinteticamente, questi i parametri di  ‘Lego le Mibo’:

  • Il primo è il Delta che abbiamo visto la volta scorsa
  • Il secondo è rappresentato dalle percentuali dei valori venduti (posizioni corte) rispetto a quelli comprati (posizioni lunghe), sia per le call che per le put
  • Il terzo è il Panel, strumento di controllo per eccellenza, per la verifica del payoff alla scadenza (software parte integrante del libro Guida al trading con le Opzioni – Francesco Caranti Editore)

Già! … e l’immagine di copertina con quello strano bassorilievo?  Quale può essere il significato?

Ebbene, questo strano quadro devozionale rappresenta la dea Astarte, moglie di Adon (Adone, la bellezza divina per eccellenza!). Era una divinità fenicia raffigurata da un cimiero con quattro occhi: due davanti e due di lato. Ma qui non parliamo di occhi normali, bensì di occhi speciali in considerazione del fatto che Astarte li apriva e li richiudeva alternativamente in modo da lasciarne due sempre aperti a vigilare.  Un fantastico schema di controllo sequenziale, quello della Dea, lo stesso che avrebbero usato più tardi i romani nella struttura difensiva delle loro centurie.

E come i romani controllavano il territorio e il nemico secondo tutte le visuali possibili, così noi seguiremo le MIBO del nostro portafoglio utilizzando gli occhi di Astarte: Delta, Percentuali e Panel.

Per quanto riguarda:

  • Delta             La volta scorsa abbiamo ricordato che Delta rappresenta la probabilità che il portafoglio cada/non cada In The  Money. Inoltre, gode di proprietà additiva e algebrica, cioè: ogni singola Opzione (gamba) del portafoglio contribuisce al totale complessivo del Delta tramite somma (call lunghe e put corte) e sottrazione (call corte e put lunghe)
  • Percentuali  Le ‘percentuali’ rappresentano un ‘tipo’ di ‘peso’ diverso da Delta, questa volta non più in termini di ‘probabilità’ bensì di ‘capitale investito’

Per meglio comprendere le differenze concettuali, partiamo dall’esempio del portafoglio della volta scorsa, aggiornato a lunedì 14 gennaio alle ore 16. In giallo la freccia con le percentuali.

Mhhhh !  Che brutta sorpresa!  I numeri non ci convincono!

Perché? Ma perché non c’è congruenza tra i valori percentualizzati.  Consoliamoci, però, perché questo è un ottimo esempio da un punto di vista didattico.

Vediamo i dettagli e le osservazioni:

  • Mentre da un lato, tutto sommato, il Delta complessivo è in equilibrio (0,10 le call  -0,35 le put  per un delta totale di -0,26)
  • Dall’altro, le percentuali delle posizioni lunghe e di quelle corte non sono in proporzione

Vediamo i numeri dei rispettivi ‘rami’ call e put:

Call lunghe:   3288   Call corte:       885   Differenza: 2403      Perc:  26,9%

Put  lunghe: 10200 Put corte:      6165   Differenza: 4035      Perc:  60,4%

Da questi numeri saltano subito all’occhio ben DUE anomalie, non una soltanto:

  • Per le call mi ritrovo ‘venduto’ per 885 euro rispetto a 3288, cioè del 26,9%, un valore molto diverso dal 60,4% delle put
  • Le posizioni lunghe delle call (3288) valgono circa un terzo delle posizioni lunghe put (10200)

Qual è il significato di questa sproporzione?

Il significato è che se il Mercato dovesse scendere violentemente:

  • Per le call:    la vendita delle 6 call 21.000 (che vale 59 x 6 = 354 punti) non è più in grado di bilanciare la call lunga 18000
  • Per le put:    le 3 put vendute (20500, 18500, 18500) potrebbero ‘infastidire’ e pesare sul calcolo del Margine

Vi lascio in meditazione su questi concetti.

La prossima volta riprenderemo la discussione completandola con l’integrazione del 3° occhio di Astarte, cioè del Panel.

In questo modo i parametri vitali del Run saranno al completo.

Prima di iniziare a spiegare la programmazione in Excel Visual Basic, insisterò ancora parecchio sul Monitor perché nella operatività concreta, ogni singola cella di questo strumento risulta, ve lo confermo, della massima importanza.

Alla prossima.

Francesco Caranti