Lego le Mibo (4) – Prezzo medio storico … questo sconosciuto

rubrica: 

Per merito vostro oggi la mia giornata è cominciata bene. Il mio saluto e il mio ringraziamento vanno a tutti voi che mi seguite e in modo speciale a Giorgio, uno dei tanti appassionati di MIBO e di informatica. La mail che ho ricevuto inquadra alla perfezione il primo obiettivo che volevo venisse raggiunto con ‘Lego le MIBO’, cioè quello che in gergo si chiama Money management.

Lo so: la parte contabile può essere anche un po' noiosa, ma attenzione perché è proprio qui che sta lo spartiacque tra la vittoria e la sconfitta; Giorgio l’ha capito molto bene perché lui di operazioni ne fa anche venti o trenta al giorno, il che è tutto dire! Anche Arturo Graf, scrittore dell’800 con cui apriamo oggi, ben lo sapeva e lo dichiarava in poemi e aforismi ben curati. Già!  Le MIBO sono un po' come la vita:  ‘La vita è tal negozio che non ci si fa mai guadagno che non sia accompagnato da perdita’. Volendo, la metafora può essere letta anche dalla parte della burla ma, in realtà, cosa c’è di più vero? E Graf l’aveva detto molto, molto seriamente così come seri sono stati i suoi lavori (l’immagine la dice lunga).

Ma torniamo a Giorgio che mi racconta di essere un trader che se la cava benino anche se il suo cruccio è di non sapere come gli va durante il giorno, se non la sera quando tira le somme (e il fiato) con ansia e trepidazione. Mi dice poi che quello che gli capita durante il giorno è di ‘passare e ripassare’ sovente sulla stessa MIBO, aprendo, chiudendo, rigirandosi … ora in gain, ora in loss. E qui si perde, si agita, non capisce. Le informazioni che gli passa la banca non gli bastano e ha ragione perché qui andiamo a cozzare contro un osso duro, sto parlando del famosissimo (odiatissimo) ‘prezzo medio storico’ quello che inquina e deturpa le medie e che, temo, a molti di noi non sia stato spiegato con la chiarezza che necessita.

Per capire e risolvere l’enigma una volta per tutte, dobbiamo partire da molto lontano … quando Carletto era titolare della ferramenta del paese.

“La ferramenta di Carletto” potrebbe anche essere il titolo di un libricino tipo il ‘Bignami’, pagine semplici e chiare, un po' come quelle che abbiamo ripassato (e benedetto) la sera prima degli esami.

Dunque, dicevamo: Carletto ha la ferramenta più bella del paese e tutti gliela invidiano ...

Lui compra bulloni all’ingrosso e li rivende al dettaglio.

Vediamo dunque come è andata la settimana di Carletto in questo specchietto con entrate, uscite e prezzi:

Lunedì ha comprato i primi 1000 bulloni, poi tra martedì e giovedì ne ha venduti 650; venerdì un nuovo acquisto di 1500 e poi sabato una bella vendita di 1700.

Dopo una lunga settimana di lavoro è finalmente arrivato il momento di chiudere bottega: è sabato sera ma a Carletto resta un compito per niente semplice: quale è stato il suo guadagno e qual è il prezzo dei 150 bulloni rimasti?

Vi dico subito che questo problema non ha una sola soluzione perché se è vero che 2 per 3 fa 6 e solo 6, qui le cose stanno diversamente.

Questo problema è noto col termine ‘valorizzazione delle scorte’; dunque vediamo quali ragionamenti farebbe Carletto e quali, nel nostro caso, fa effettivamente la nostra Banca ricordando però che, data la mia indole da bastian-contrario, per ‘Lego le MIBO’ seguiremo una strada diversa.


  • 1° ragionamento:     Prezzo medio storico (utilizzato dalla Banca)

Carletto compra due lotti di bulloni a costi diversi (1,10 e 1,30).

Con il primo lotto soddisfa le tre vendite di martedì, mercoledì e giovedì che pescano tutte dal costo 1,10. Giovedì sera restano 350 bulloni ancora a 1,10.

Venerdì entra il secondo lotto di 1500 pezzi a 1,30 quindi a magazzino avrà 1850 bulloni, 350 a costo ‘vecchio’ e 1500 a costo ‘nuovo’.

Quale sarà dunque il costo medio dopo questo mix di prezzi?

Semplice! E’ come avere due ‘contenitori’: il primo vale 350 x 1,10 = 385 mentre il secondo vale 1500 x 1,30 = 1950.

Ora sommo i contenitori e ottengo il valore complessivo, cioè 385 + 1950 = 2335 che a sua volta divido per la somma delle quantità, cioè 1850.

Ecco arrivare il prezzo medio storico = 2335 : 1850 = 1,262 che mi servirà per il calcolo della vendita dei 1700 pezzi e col quale valorizzerò i 150 bulloni rimasti.

Dunque: l’ultima vendita ha prodotto un profitto di 1700 x (1,88 - 1,262) = 1050 salvo arrotondamenti mentre il valore giacente a magazzino è 150 x 1,262 = 189,3

Nota:

In rete si legge in più punti che il prezzo medio storico, dovendo rappresentare un prezzo ‘realmente realizzato’, dovrebbe essere nettato delle commissioni. Vero, ma la banca non si comporta così, le commissioni sono sempre calcolate a parte.

Ricapitoliamo il ‘prezzo medio storico’ di Carletto con questo specchietto:


  • 2° ragionamento:     Prezzo FIFO – (utilizzato da ‘Lego le MIBO’)

Dall’inglese ‘first in first out’ <il primo che entra è il primo a uscire> si pesca dal prezzo più vecchio fino alla capienza richiesta dalle vendite.

La prima parte non cambia rispetto al 1° ragionamento perché con il lotto iniziale di 1000 si riescono a vendere i 150, 200 e 300 bulloni di martedì, mercoledì, giovedì.

Venerdì entra il lotto di 1500 a 1,30 ma a differenza del ‘prezzo medio storico’ non faccio alcun calcolo: aspetto una vendita.

Mi fermo ricordando di avere due lotti di prezzo:  il primo di 350 a 1,10 e il secondo di 1500 a 1,30.

La vendita arriva venerdì con 1700 pezzi che impegnano tutto il residuo del primo lotto (350 a 1,10) e il resto (1350 a 1,30).

Dunque: l’ultima vendita ha prodotto un profitto di 273 + 783 = 1056  UN VALORE DIVERSO DA 1050,32 (ballano circa 6 euro) come diverso è il valore residuo a magazzino, cioè 150 x 1,30 = 195 DIVERSO DAI 189,3 INDICATI (ballano gli stessi 6 euro).

Lo schema può aiutare:

Nota:

Questa puntata necessita di tanta pazienza, lo so, ma vi posso garantire che se alla fine avremo completamente fatto nostro l’argomento, nessun report di banca ci potrà mai più intimorire. Con questa prospettiva sono sicuro che possiamo fare ancora un altro passo avanti, coraggio!

Dunque: vorrei farvi notare la differenza anche ‘psicologica’ dei due metodi che già alcuni di voi avranno sicuramente avvertito dopo la spiegazione di Carletto.  In due parole la differenza è questa: mentre il ‘Prezzo Medio Storico’ GUARDA MOLTO AL PASSATO, il ‘Prezzo FIFO’ GUARDA DI PIU’ AL PRESENTE.

Cosa voglio dire? Semplice! Voglio dire che personalmente il ‘Prezzo Medio Storico’ non mi ha mai convinto perché, secondo me, ‘Pesca maldestramente dal passato’. Non sto criticando la progettazione scientifica del metodo, ci mancherebbe; questo prezzo tecnicamente parlando non presenta problemi perché si basa su una media ‘pesata’ di quantità e prezzi di carico. Dico soltanto che preferisco il FIFO semplicemente perché risponde meglio all’adagio ‘chi ha avuto, ha avuto … chi ha dato, ha dato’.

Cioè: se sullo stesso strumento di Borsa, comprando e vendendo ho guadagnato o perso, tutto ciò non mi deve importare più. Certamente mi dispiacerà sapere di aver sbagliato qua e sarò felice di avere fatto bene là, tuttavia, gain o loss che sia, col FIFO le glorie e i disonori si spengono inesorabilmente e giustamente nel grande mare del SALDO perché è là che la loro storia termina per sempre.

Dunque i prezzi di carico che vedrò nel foglio Monitor di ‘Lego le MIBO’ saranno prezzi di carico ‘veri e sicuri’ ed è con questi prezzi che dovrò affrontare il Mercato per riuscire a batterlo … e questa, a mio parere, è una certezza che in un mondo instabile come quello di Borsa, vale ben più di concetti un po' troppo macchinosi.

Per far le cose ben fatte, non ci resta che spostare l’attenzione dalla ferramenta di Carletto alla nostra Banca per vedere cosa succede e, specialmente, per confermare che i due metodi di calcolo, pur essendo diversi nella filosofia, portano agli stessi risultati.

Come esempio utilizzeremo la mia posizione personale sullo strumento MIBO9B19500C, cioè call febbraio 19500 di cui vedete lo screenshot:

I movimenti dal 10 al 21 gennaio sono stati 13.  Li riporto in Excel ordinati per data (in giallo gli acquisti, in rosso le vendite).

Vediamo cosa dice la Banca in merito alla MIBO9B19500C.

Secondo la Banca, che utilizza il Prezzo Medio Storico, le mie 5 call hanno un prezzo di 359,68

Ecco: ho ricostruito il ragionamento della Banca.  

Escludendo le commissioni, su questo strumento ho realizzato un gain complessivo di 1001,00 € (pari a 34+128,80+128,80+108,80 =400,4 punti MIBO) e il prezzo della rimanenza delle call 19500 è 359,68.   Bingo!

Questo, invece, è il calcolo fatto col sistema FIFO.

Per una migliore comprensione ho creato una tabellina dove in riga ‘in’ ho caricato gli acquisti e in riga ‘out’ le vendite.

La tabella va letta in verticale da sinistra a destra. Esempio: compro a 264 e vendo a 284, compro a 238 e vendo a 416.

Applicando questo sistema, il mio gain è di 1185,00 euro (pari a 20+178+168+108 punti MIBO) e la rimanenza è di 5 call 19500 a 374,40.

Allora, cari e pazienti amici che siete arrivati a seguirmi fin qui: la matematica è o non è un’opinione? Voglio dire: nonostante la differenza dei calcoli, alla fine i numeri ‘tornano’?

E’ dunque possibile fare una specie di ‘prova del 9’?  Sì, è possibile e tutto deve tornare!

Vediamo dunque come sia possibile eseguire una prova del 9:

Ho riportato il Gain su entrambi i metodi (Prezzo Medio Storico = 1001 e FIFO = 1185). Il bilanciamento (cioè la differenza è € 184,00).

Analogamente, il bilanciamento tra le Rimanenze delle 5 call è:

  • P.M.S.          5 x 359,68 x 2,5      (quantità x prezzo P.M.S. x moltiplicatore)         = 4496,00 €
  • F.I.F.O.        5 x 374,40 x 2,5      (quantità x prezzo F.I.F.O. x moltiplicatore)        = 4680,00 €

… perfetto, perchè 4680 - 4496 è ancora lo stesso valore di 184,00 euro!

Tutto coincide! Nonostante i tecnicismi, la matematica non è un’opinione.

Vi lascio ricordandovi che l’obiettivo delle MIBO combinate (in Lego le MIBO) è la STRUTTURA nel suo complesso, non la singola Opzione e che pertanto qualche strumento Opzione può anche essere sacrificato lungo il cammino. Per forza di cose l’aforisma ‘La vita è tal negozio che non ci si fa mai guadagno che non sia accompagnato da perdita’ di Graf è oggi più che mai attuale a patto che il ‘negozio’ si mantenga sempre aperto e fruttuoso.

Vi aspetto venerdì.

Francesco Caranti