Opzioni di Borsa – Calcolatore Volatilità Implicita (7)

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La Volatilità, cioè: “come spiegare che i prezzi delle Opzioni sono meno stabili di un’anatra su  una gamba sola”. Why your Option prices can be less stable then a one legged duck dicono gli americani.

Sì: l’esempio mi sembra perfetto.
Se riprendiamo l’excel della volta scorsa (in allegato anche oggi) possiamo comprendere meglio, ma come prima cosa dobbiamo tenerci ben conficcata in testa la triade: Spazio / Tempo / Vola perché in caso contrario non andremo da nessuna parte.
Ripassiamo:
Spazio = distanza dal sottostante
Tempo = quanto manca alla scadenza
Volatilità implicita = grado di fluttuazione dei prezzi oppure quanto oscillano i prezzi giorno per giorno rispetto alla osservazione di un intero anno.
Interessante questa ulteriore definizione perché qui si mette in relazione la IV (implicit volatility) con la HV (historical volatility).
Cosa voglio dire? Semplice! Voglio dire che se vuoi capire come funziona una cosa qualsiasi, allora la devi mettere in relazione con un’altra. Ti faccio subito un esempio: se vai in moto a 160 all’ora può dire che stai andando forte ma forte quanto? Rispetto a Rocky Robinson che nel 2010 ha stracciato negli Utah il record del chilometro lanciato a più di 600 all’ora, puoi anche pensare di non star facendo un granché.
Dell’HV ancora non abbiamo parlato molto: l’abbiamo un po’ trascurata semplicemente per non sommare confusione alla confusione. L’HV è un metro campione storico ricavato su base annua e la prossima volta vedremo come ottenerla in Excel; dovremo scomodare la funzione DEV.ST, cioè la deviazione standard di Chebyshev, il mitico matematico la cui immagine è su un francobollo delle poste sovietiche che ho gelosamente custodito in una teca qui a casa mia. Niente da fare: secondo me Chebyshev è un colosso di intuizioni, forse ancor più del tanto decantato Gauss che con la moglie in punto di morte disse al medico: arrivo più tardi, la prego, prima mi lasci finire un teorema.
 
Dunque dicevamo che se nella triade Spazio / Tempo / Vola le prime due stanno ferme, il prezzo dipende da Vola (implicita, mi raccomando, non storica) in modo che se la Vola è alta il prezzo aumenterà, viceversa scenderà.
Senza fare troppe chiacchiere, riprendiamo il calcolatore e andiamo in cella D12 in cui Borsa Italiana ci dice che il 30 dicembre 2013 il prezzo di riferimento della call febbraio 17500 era 1595.
A questo prezzo di regolamento corrisponde una IV di 0,214 (cella E12).
Ecco la domanda: cosa sarebbe successo se per via di qualche tensione geo-politico-economica la IV fosse schizzata alle stelle?
Lo possiamo verificare in modalità reverse, inserendo per esempio 1800 anziché 1595 in cella D12. Se provate a farlo anche voi, troverete che la IV corrispondente sale da 0,214 a 0,317.
 
L’americano ha ragioni da vendere quando afferma why your Option prices can be less stable then a one legged duck: guardate qui sotto!

Con lo Spazio inchiodato a 18967,71 – 17500 = 1467,71 punti e il Tempo immobile a 0,1452 in frazione d’anno alla scadenza del 21 febbraio, è proprio la Vola a fare la differenza.
Ma quanto è importante questa considerazione?
E’ molto importante se solo pensiamo al trading in Opzioni perché quando la vola è alta è qui che si fanno i soldi. Mio zio Guelfo Gherardi, agente di cambio, mi ripeteva: quando le vogliono, dagliele … che poi è la legge del mercato. Io vado matto per i carciofi che di solito vengono dalla Sardegna. Quest’inverno non si trovavano per via dell’alluvione di quei poveri disgraziati che saluto e abbraccio con tanto affetto e mi sono rassegnato a mangiarmeli sotto vetro perché un po’ avaro (o forse parsimonioso) sono e mi rugava svenarmi per soddisfare troppo la mia ghiottoneria.
Attenzione, amici, non vi sto sollecitando a vendere put allo scoperto quando l’euro andava a pezzi per via di quegli incompetenti di Bruxelles che hanno inventato la bomba atomica senza accorgersene, sto solo dicendo che se vendi a IV alta e ricompri quando le cose si calmano hai fatto sicuramente un buon affare, dico bene?
Senza volerlo stiamo parlando del Volatility Trading, cioè di essere lunghi a IV bassa per poi servire a IV alta o, viceversa, con tutte le protezioni del caso, ovviamente.

Questa figura ci aiuta a comprendere la “Historical volatility of two different stocks”.
L’autore dice: This chart shows the historical pricing of two different stocks over 12 months. They both start at $100 and end at $100. However, the blue line shows a great deal of historical volatility while the black line does not.
 
Qui si parla di una HV di 12 mesi (in gergo: dominio) ma altri autori usano dominii più bassi e anch’io faccio così, di solito (io uso 50 sedute).
Avere un’idea della HV dell’ultimo periodo può servire proprio a spiegare ciò che dicevamo un attimo fa.
Per esempio, in questi giorni (31 gennaio 2014) la HV a dominio 50 sedute del nostrano Ftesimb è a 0,199 cioè un po’ meno del 20%: è una HV abbastanza normale e questo ci serve come riferimento.
Adesso però vi voglio parlare del massimo di questi ultimi anni, un po’ come Rocky Robinson coi suoi 600 chilometri/ora: vi dice niente il 13 ottobre 2011?
Record storico: HV = 58,91.
Faccio per dire che la nostra call febbraio 17500 dell’esempio, con IV a 0,5891 non varrebbe più 1595, bensì 2466 … cioè 2177 euro in più.
Sai com’è! Se hai nervi, capacità, protezioni e soldi quei 2177 euro prima o poi ti possono anche restare in tasca.
Piano, però: ragazzi, guai se ci provate. Capito?

Questo è il volatility trading di cui vi parlavo: un sistema speculativo che in realtà non è di facile applicazione e che deve essere fatto da chi, oltre a denari e nervi forti, è dotato di sistemi automatici di compra vendita … ma anche di queste cose parleremo più avanti.
Vi lascio però con questo suggerimento: meditate il più che potete su questo semplice Excel che vi ho lasciato e vedrete che il pricing, prima o poi, vi sarà più familiare.
Vi aspetto sempre qui, sul Sito del nastro di Moebius.
 
Francesco Caranti