Opzioni di Borsa in laboratorio – 44 – Oscillatore Stocastico

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Nel linguaggio corrente (adesso molto in voga), il parolone <stocastico> viene dal greco “congettura” e fin qui poco si capisce; per estensione, però, può anche essere usato per tradurre il concetto di “casuale” e dunque “aleatorio”, cioè di qualcosa che è collegato al gioco dei dadi: “come la va, va” ovvero “dipendente dal caso” visto che in latino il dado da gioco suona alea-aleae.

Nell’ambito del calcolo delle probabilità, però, il significato si affina molto e assume una connotazione più precisa.
Cerchiamo di spiegare la stocastica con estrema semplicità partendo dal disegno che ho preparato in testa.
Vediamo un punto A che si muove secondo la direzione della freccia gialla lungo la retta nera, da sinistra a destra.
Here is significa che a un certo istante “è qui”, poi, visto che A si muove, all’istante successivo sarà nella nuova posizione A1 e così via in A2.  Where is now e And now? sono le domande che ci poniamo al passare del tempo.
Fin qui dovrebbe essere tutto chiaro ma ora dobbiamo fare un passo avanti.
Per sapere dove si trova A dopo un certo tempo T debbo avere una regola (o legge) che descriva questo movimento, diversamente non saprei proprio come fare.
Posto che io abbia fatto una serie di esperimenti, è possibile che abbia trovato una legge di probabilità in grado di descrivere il movimento del mio punto A.
Molto bene! Se davvero ho trovato questa regola di probabilità, allora posso sicuramente  gridare al mondo intero di aver creato un processo stocastico.
Ricapitolando:
Creo un modello di probabilità che descriva il movimento di un punto su una retta.
Se questo è vero, ad ogni istante T sarò in grado (probabilisticamente parlando) di individuare  la posizione di A su quella retta. Ok! Il mio è un processo stocastico.
La Treccani ci illumina definitivamente: copio e incollo qui.
Nel calcolo delle probabilità (dal gr. στοχαστικς «congetturale»), lo stesso di casuale e aleatorio. Per estensione, nel linguaggio scientifico, si dice di strumento, procedimento, teoria, modello atti a descrivere e studiare situazioni che variano in base a leggi probabilistiche (e non deterministiche), come, per es., tutti i fenomeni naturali.
Questa invece è una stringata, ma corretta, definizione matematica:
Un processo è stocastico quando presenta infinite progressioni di variabili casuali distribuite congiuntamente.
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E’ tutto chiaro?
Ma?  Mica tanto!
In tutto questo minestrone di vocabili si parla di probabilità di conoscere la legge di un punto che si muove su una retta.
E la Borsa? Cosa c’entra un punto su una retta con un indicatore di Borsa?
In effetti, a pensarci bene, non si capisce perché abbiano dato il nome ‘stocastico’ all’Indicatore che vediamo oggi in questi appunti poiché, verosimilmente, tutti gli oscillatori di Borsa sono stocastici non fosse altro perché cercano di intercettare la posizione di A (cioè il valore dell’FTSEMIB) nei “where is” successivi, cioè nelle successive “sedute di Borsa”.
Perché questa preferenza, come mai questa corsia preferenziale?
Che differenza c’è con gli altri? Non sono anch’essi stocastici per come li abbiamo spiegati?
Non so rispondere a questa domanda ma, forse, chi ha inventato lo Stocastico è arrivato prima degli altri e così si è auto-referenziato un nome tanto altisonante ma, dico io, te lo vedi quanto è figo, a un corso di Borsa, dire con enfasi: e ora, applichiamo lo Stocastico! Davvero un grande show, gran bella figura! (naturalmente a pagamento).
Passiamo ai fatti e riprendiamo la nostra serie storica sperimentale, anzi, la plottiamo subito con lo Stocastico. Apriamo il file nel periodo campione: 2 gennaio / 12 giugno 2012:
 

Prima di comprendere lo Stocastico con Excel, vediamo cosa dice la letteratura (da Equis, Metastock):
“... Stochastic Oscillators can be used as both short- and intermediate-term trading oscillators depending on the number of time periods used when calculating the oscillator.  When displaying a short term Stochastic Oscillator (e.g., 5-25 days), it is popular to slow the %K value by 3-days.
There are several ways to interpret a Stochastic Oscillator.  Three popular methods include:
1) Buy when the Oscillator (either %K or %D) falls below a specific level (e.g., 20) and then rises above that level, and sell when the Oscillator rises above a specific level (e.g., 80) and then falls below that level.  However, before basing any trade off of strict overbought/oversold levels it is recommended that you first qualify the trendiness of the market using indicators such as r-squared (see r-squared) or CMO (see Chande Momentum Oscillator).  If these indicators suggest a non-trending market, then trades based on strict overbought/oversold levels should produce the best results.  If a trending market is suggested, then you can use the oscillator to enter trades in the direction of the trend.
2) Buy when the %K line rises above the %D (dotted) line and sell when the %K line falls below the %D line.
3) Look for divergences.  For example, where prices are making a series of new highs and the Stochastic Oscillator is failing to surpass its previous highs ...”.
 
Da quanto possiamo capire, per ora (asse del grafico di sinistra), lo Stocastico oscilla tra 0 e 100. Il progettista ha inserito due livelli di guardia, rispettivamente a 20 e a 80 in cui 20 sta per ipervenduto, 80 per ipercomprato. Equis si raccomanda di non prendere alla lettera queste possibili inversioni del trend perché quel che vale è sempre il trend dominante.
Confermo: prima di tutto bisogna guardare il trend, ammesso che il mercato abbia un trend.
Altra cosa importante che vediamo dai diversi colori del grafico: lo stocastico è rappresentato da una linea rossa intera, mentre la linea nera tratteggiata altro non è che la media mobile semplice a 3 giorni dello stocastico stesso.
Alcuni analisti, oltre a seguire il trend tramite la rottura delle barriere 20 / 80, utilizzano il segnale proveniente dal cross tra la rossa intera e la nera in tratteggio. De gustibus.
 
Passiamo al copia-incolla di excel: potete seguire con l’allegato
 

Come vedete in alto a sinistra ci sono 3 domini: K1, K2, D1 posti rispettivamente a 5, 3, 3.
 
Cominciamo dalla colonna G: minimo dei minimi degli ultimi K1 (cioè 5) periodi. Nell’esempio è 14566 che rappresenta il minimo tra il 2 e il 6 gennaio corrispondente al 6 gennaio.
In colonna H c’è l’esatto opposto, cioè il massimo dei massimi delle ultime 5 sedute.
Procedendo, in colonna I, mettiamo la chiusura meno il minimo dei minimi: vediamo il 6 gennaio. Cosa significa quel valore 79 del 6 gennaio?
Cos’è la chiusura meno il minimo dei minimi degli ultimi 5 giorni? Io la vedo così: si tratta di quanto si è spostata la chiusura rispetto alle ultime sedute, cioè di “quanto si sia spostato l’ago della bilancia”. Infatti, se guardiamo l’ultima seduta del copia-incolla, in colonna “I” abbiamo 837 che è il valore più alto del nostro esempio e, in effetti, nelle ultime sedute, la borsa stava tirando forte. 
In colonna J abbiamo il massimo meno il minimo di seduta, cioè l’oscillazione.
Ora la colonna K, che è un po’ complicata.
Seguiamola direttamente sul copia-incolla per il 10 gennaio, corrispondente al primo valore indicato, cioè 584. Come vedete, l’intestazione della colonna è ‘Somma colonna I nei periodi K2’ cioè negli ultimi 3 periodi perché nel nostro caso K2 è impostato a 3.
Per comprendere, prendiamo gli ultimi 3 valori di “I” e li sommiamo: 79+31+474=584.
Abbiamo capito come si ottiene, ma che cos’è questo numero? Seguendo l’esempio dell’ago della bilancia, rappresenta la somma dello spostamento dell’ago nelle ultime 3 sedute.
Ora la colonna L che ha un procedimento simile a quello di K: somma del massimo meno il minimo delle ultime 3 sedute.
Finalmente lo stocastico, che altro non è che la percentuale di K su L. Nel caso del 10 gennaio, infatti, il valore 15,89 è la percentuale di 584 rispetto a 3676.
Chiaro? Ma, insomma, mica tanto!
Lo stocastico è la percentuale con cui lo spostamento dell’ago della bilancia in un certo numero di sedute si rapporta alla escursione della borsa nello stesso numero di sedute.
Non so a voi, ma a me pare un po’ macchinoso e arzigogolato. A mio avviso, mentre il calcolo di K è abbastanza convincente, non lo è affatto per quanto riguarda L.
Forse l’autore ha ragionato così: se le sedute hanno una grande escursione minimo/massimo, esse sono più significative delle altre e dunque io le peso maggiormente.
Concludendo, il mio modesto parere non è positivo ma lascio ovviamente a voi le valutazioni personali.
Appuntamento al prossimo Indicatore di Borsa.
 
Francesco Caranti