Opzioni di Borsa in laboratorio – 47 – Parabolic SAR – parte 2

rubrica: 

Partendo dal concetto geometrico di parabola, la volta scorsa abbiamo introdotto il Parabolic SAR di Wilder che, come vedete dall’immagine, ha veramente qualcosa in comune con questa figura piana.
Il Sistema cerca di intercettare i trend posizionandosi sempre “in tendenza” ed è molto originale in quanto, come vedremo, si serve di livelli di rottura dinamici: in altre parole sta sempre col fiato sul collo al mercato cambiando progressivamente (e con molta intelligenza) le regole del gioco.

Debbo dire che questo Parabolic è senza dubbio “scenico e spettacolare” e la prima volta che l’ho visto ho esultato in quanto convinto di avere trovato la formula della felicità: bello, bellissimo e affascinante da vedere … mi dissi.
… poi, col tempo, mi sono dovuto ricredere perché la Borsa non sempre è fatta di trend, anzi, sono più le volte che viaggia in laterale ma con questo non vorrei suggestionarvi e come sempre lascerò a voi tutte le riflessioni e le conclusioni.
Oggi vogliamo solo capire come realmente funziona e come sempre ci serviremo del fido Excel che eseguirà il codice alla lettera.
Dato che il Parabolic non è una cosetta semplice per niente, vi consiglio di aprire subito Excel e di seguirlo assieme a me; poi, la prossima volta, con calma, concluderemo l’argomento.
Perfetto! Si comincia!
 
Regole:

a) Si stabilisce il parametro “Acceleration Factor” (AF) normalmente impostato a 0,02
In letteratura si trova anche col nome “Step”.
AF si incrementerà di ulteriori 0,02 punti secondo le condizioni previste più avanti <nell’excel è alla cella B1>
b) Si stabilisce che l’Acceleration Factor non possa superare l’ “Extreme Price Factor” (EPF) normalmente impostato a 0,20 <nell’excel è alla cella B2>
In letteratura si trova anche col nome “Maximum”.
c) Si stabilisce il valore Extreme Price (EP) corrispondente al “massimo dei massimi” di periodo se il trend è rialzista oppure al “minimo dei minimi” di periodo se il trend è ribassista <nell’excel è in colonna H>
d) In un trend rialzista, se il massimo di oggi ha superato l’EP di periodo, si incrementa l’ AF ancora di 0,02 sempre che non si superi l’EPF (0,20)
e) In un trend ribassista, se il minimo di oggi è inferiore all’EP di periodo, si incrementa l’ AF ancora di 0,02 sempre che non si superi l’EPF (0,20)

Prima di procedere, mi fermerei un attimo per fissare le idee.
Partiamo dalla fine, cioè dall’Excel già realizzato:
 

In alto a sinistra abbiamo:

  • AF impostato a 0,02
  • EPF impostato a 0,20 

La prima osservazione da fare è che l’algoritmo del Parabolic SAR è di tipo ricorsivo. Il termine, in informatica, sta a significare che la regola di gioco “si esprime in se stessa”.
Tanto per intenderci, per chi di voi ha un po’ di dimestichezza con Excel, il concetto di ricorsività ha qualcosa a che vedere con il cosiddetto ‘riferimento circolare’.
Facciamo subito un esempio.
Se affermo:

  • Pierino mangia una mela all’uscita di scuola
  • A che ora esce Pierino di scuola?
  • Esce quando mangia la mela

voi capite benissimo che da questi sillogismi non se ne esce dato che non sappiamo se è nato prima l’uovo o la gallina.
E la stessa cosa capita in Excel.
Se dico:

  • Cella A1 = cella B1+1
  • Cella B1 = cella A1 -8

anche qui siamo in presenza di un riferimento circolare bello e buono.
Tutto questo ragionamento per dire che l’algoritmo di Wilder in merito al Parabolic SAR necessita di un punto di partenza: in pratica sarò obbligato a battezzare il primo punto di ribaltamento (Stop And Reverse) del programma in modo tale da uscire dal gorgo del riferimento circolare e poter così mettere in moto la giostra dei calcoli.
Riprendiamo il grafico della volta scorsa per ficcare il naso sul primo punto di ribaltamento del tratteggio rosso che Metastock, nel nostro periodo campione, pone il 5 gennaio 2012:

Dopo 3 sedute di latenza (2, 3 e 4 gennaio) , il 5 gennaio il SAR parte a ribasso e lì ci resta fino al giorno 12.
 
Per evitare il riferimento circolare, gli stessi risultati del nostro foglio Excel si ottengono ponendo a Long il segnale del 4 gennaio: dal giorno 5 in poi vedremo una corrispondenza perfetta con Metastock.
 
Bene! Posto che il programma si è messo in moto il 5 gennaio, proviamo a entrare nella mente del progettista: ho messo un po’ di colori per farmi capire meglio.

  • Le colonne in grigio non ci interessano. Quindi: apertura, chiusura e volumi qui non servono. Wilder lavora solo con minimi e massimi di seduta
  • In giallo abbiamo i Massimi di seduta iniziali che servono a mettere in moto il volano. Sempre in giallo, ho posto in H14 il massimo dei recenti massimi (15675)
  • In turchese ho fatto il contrario: ho preso i Minimi di seduta  e ho posto in G14 il minimo dei recenti minimi (14715)
  • Ho forzato a Long (blu) lo stato (fittizio) del 4 gennaio in modo da mettere in moto il ciclo per il giorno 5 in modalità “ribasso”, cioè Short
  • Da qui in poi, il segnale SAR si alternerà in periodi Long (verdi) e in periodi Short (rossi)

Il primo ragionamento di Wilder è più o meno il seguente: “in G e in H ho posto i paletti iniziali del mercato: adesso vediamo la regola da applicare per i dati che verranno”.
Come vedete:

  • la colonna G porta il nome SAR (Stop And Reverse)
  • la colonna H si chiama EP (Extreme Price)

 
Andiamo avanti:

  • fisso in colonna “I” la differenza “H – G” cioè l’ampiezza dei paletti
  • poiché sono a un giro nuovo <vengo da Long (fittizio, ma sempre Long) e adesso sono Short> prendo l’Acceleration Factor in alto a sinistra (0,02) e lo carico in J14
  • calcolo la colonna “K” che si ottiene con la formula “AF x (EP-SAR)”.

Esempio del 5 gennaio:  K = 0,02 x (15675 – 14715),  cioè K = 0,02 x I, cioè 19,200
 
Che cosa rappresenta questo valore 19,200 e a che cosa servirà mai?
Diciamo subito che in questa riga iniziale del 5 gennaio questo valore non serve a niente ma come vedrete sarà utile nella riga successiva del 6 gennaio.
Che cosa rappresenta?
Guardate, tanto per parlare in modo semplice: è la frazione di “paletti” giornaliera.
In altri termini: visto che l’ampiezza dei paletti è stata di 960 punti, il valore 19,2 è la quota di incremento/decremento che darò ai paletti per il giorno successivo.
Non so se state entrando nel ragionamento di Wilder ma è come se ci fosse la classica “asticella” del salto in alto alle Olimpiadi: a ogni giro si alza l’asticella di una tacca finché l’atleta non ce la fa più e l’asta cade: è praticamente la stessa cosa. Si alza, si alza, si alza … finché … zac … si raggiunge il breakeven e si ricomincia con la direzione contraria, cioè da Long  a Short.
E qui, a mio parere, Wilder è stato sopraffino per due buoni motivi di cui ancora non ho parlato per non aggiungere confusione alla già forte confusione.
Vediamoli anticipatamente:

  1. Alzo l’asticella di altri 0,02 solo quando in quella seduta ho toccato un nuovo minimo di periodo. Questo ovviamente vale per Long, per Short lo faccio ogniqualvolta ho toccato un nuovo massimo 
  2. Quando a colpi di incrementi di 0,02 sono arrivato a 0,20, qui mi fermo

 
Seguiamo giorno per giorno:

  • 6 gennaio: sono Short dal giorno 5.

Siccome sono Short e oggi realizzo un nuovo minimo (14566), allora alzo l’asticella a 0,04. Poi metto EP a 14566, cioè “stringo l’estremo del paletto” in cella H15.
Memorizzo in SAR (cella G15) il massimo di periodo (15675)
Calcolo in K15 la “quota di paletto” corrispondente a -44,36 punti come abbiamo detto più sopra

  • 9 gennaio: sono Short dal giorno 5.

Siccome sono Short e oggi realizzo ancora un nuovo minimo (14370), allora alzo l’asticella a 0,06.    Pongo EP a 14370 continuando a stringere il paletto in cella H16.
Vado in SAR (cella G16) e tolgo la “quota di paletto” del giorno precedente: 14675-44,360=15631.
Calcolo in K16 la “quota di paletto” corrispondente a -75,638 punti

  • 10 gennaio: sono Short dal giorno 5.

Siccome sono Short e oggi NON realizzo un nuovo minimo (14521), lascio l’asticella dov’era ieri, cioè a 0,06 (cella J17).
Anche l’ EP (cella H17) resta invariato a 14370 dato che oggi non ho battuto nessun record.
Aggiorno SAR (cella G17) togliendo la “quota di paletto” del giorno precedente: 15631-75,638=15555.

  • 11 e 12 gennaio: resto fermo con l’asticella perché i rispettivi minimi 14745 e 14937 sono ancora maggiori dell’EP che avevo posto a 14370.

Continuo a tenere aggiornati SAR ed EP, oltre alle quote di paletto giornaliere.
 
Finalmente siamo arrivati al 13 gennaio, riga 20 dell’Excel.
E qui ci muoviamo così:

  • Fisso in SAR (G20 / arancio) il massimo dell’ultimo periodo: 15401 (C20 / arancio)
  • Poiché vengo da Short e il minimo di oggi (14825) è maggiore dell’EP di ieri (14370), lascio 14370 in H20
  • E questa è la fase più importante poiché mi giro Long. Infatti il massimo di oggi (C20 = 15429) è maggiore del SAR di oggi (15401).

Vediamo:

A questo punto, il ciclo di calcolo riparte dal verso opposto e, come un orologio, scandisce il tempo a colpi di Reverse.
 
Non so a voi, ma a me è già venuto un po’ di mal di testa!
E debbo dire che anche la programmazione di questo (benedetto) Parabolic SAR di Wilder mi ha dato un certo filo da torcere ma ci siamo riusciti e questo è ciò che conta davvero.
 
In merito ai valori da attribuire all’Acceleration Factor (default = 0,02) e all’Extreme Price Factor (default = 0,20) direi proprio di aggiornarci la prossima volta.
Per il momento mi sento di dire che questo sistema è concertato molto bene anche se, confermo quanto già detto, personalmente il SAR mi agita sempre un po’, specie con le Opzioni, e se già buttiamo l’occhio sul grafico di Metastock, le false partenze, purtroppo, non si sono fatte desiderare.
 
Vi aspetto per la prossima puntata.
 
Francesco Caranti