Opzioni di Borsa - Opzioni: Tempo, spazio, volatilità (parte 1)

rubrica: 

 

 

 

Come orientarsi nel labirinto multidimensionale delle Opzioni attraverso le Strategie di Sintesi…

Cari amici di www.francescocaranti.net, grazie alle ultime lezioni inserite nella rubrica “Opzioni”, siamo ormai entrati nel vivo della materia. Abbiamo ormai dimestichezza con i concetti di strike, scadenza, e con le classi di prezzo (opzioni Out of the money, At o Near the money, In the money, Deeply in the money), ed anche con quelli assolutamente fondamentali di Valore Intrinseco e Valore Temporale delle Opzioni, il tutto esposto nei minimi particolari, direi come meglio non si poteva, dall’onnipresente Caranti.

E’ anche stato introdotto il significato della Volatilità (http://www.francescocaranti.com/oltre_la_borsa/comprare_vendere, http://www.francescocaranti.com/opzioni/call_effetto_leva), ed infine ha preso il via la rassegna delle Strategie Composte (http://www.francescocaranti.com/opzioni/spreads_opzioni_bull_call_spread) .

Consiglio vivamente a tutti di leggere e rileggere tutte queste lezioni fino alla noia, e cercando magari di ragionarci sopra osservando il comportamento reale dei prezzi sul Mercato . Io stesso, dopo diversi anni di operatività sul Mercato, mi sono accorto che la mia padronanza dei citati “pilastri” dello strumento Opzione lasciasse alquanto a desiderare: un po’ come quando sui banchi di scuola studiavamo la nostra lezioncina, magari la sapevamo ripetere a memoria, ma poi quando la prof ci proponeva un problema alla lavagna, non lo sapevamo risolvere. Quindi, cercate di assimilare al meglio quanto fin qui esposto, poiché il nostro viaggio nel mondo delle Opzioni è ancora lunghissimo, ma fin d’ ora vi posso anticipare che i concetti che verranno saranno in massima parte estensioni ed applicazioni di quelli esposti.

Fatto questo doveroso invito, vediamo di approfondire ulteriormente questi concetti di importanza capitale.

Chi fa trading con il sottostante (azioni o ETF) è esposto solo ed esclusivamente alla direzione del mercato, lo stesso tutto sommato può dirsi sul Future, salvo i discorsi a suo tempo fatti sull’effetto leva di questo strumento : ma ipotizzando di avere liquidità a sufficienza per sostenere la posizione, il trading su un future non differisce di molto a quello sull’azione o indice sottostante. Quindi, in tutti questi casi, se si indovina la direzione del mercato si guadagna, altrimenti si perde, non esiste alcuna variabile aggiuntiva in gioco.

Con le Opzioni si complica tutto in modo tremendo: al problema della direzione del mercato si aggiunge anche il problema dell’entità dello spostamento in tale direzione (quanto sarà il rialzo/ribasso se abbiamo acquistato/venduto una Call di un certo strike, cioè lo Spazio), quindi se il movimento di mercato che abbiamo ipotizzato avverrà o meno entro la scadenza dell’opzione comprata/venduta (e qui entra in gioco il Tempo), ed infine la forza del Mercato intesa come capacità di compiere i movimenti entro un prefissato arco di tempo, intraday o multiday, ovvero la Volatilità, che come abbiamo visto condiziona pesantemente i prezzi. Oltre a ciò, come se il quadro non fosse sufficientemente ingarbugliato, si aggiunge la circostanza che il movimento direzionale del sottostante, l’effetto del trascorrere del tempo, e dell’ aumento/diminuzione di volatilità influiscono diversamente a seconda che l’ opzione sia ATM, ITM, oppure OTM, e anche a seconda della vita residua dell’opzione stessa. Soffermiamoci ancora sul caso dell’ acquisto di Call, riguardo al quale abbiamo visto le differenti congetture di Rossi, Neri e Bianchi, ciascuno dei quali aveva aspettative diverse sull’ entità del rialzo che si attendeva (http://www.francescocaranti.net/opzioni/in_at_out_of_the_money) ; nel medesimo intervento sono stati anche introdotti i concetti importantissimi di valore intrinseco e valore temporale, componenti del prezzo dell’ opzione .

Caranti, da esperto conoscitore della materia, osserva finemente che gli acquisti migliori sono quelli di opzioni ITM, in quanto sono quelli in cui si paga meno valore temporale, trovandosi in perfetta sintonia con l’Ingegner Bianchi. Come avete visto, le Opzioni sono strumenti tanto affascinanti quanto complessi, ed io, che in anni di operatività in ne ho viste davvero di tutti i colori, vi assicuro che in questo mondo esiste una sola certezza : il valore temporale dell’opzione giunta alla scadenza, inevitabilmente si azzera. Segnatevi bene questa frase, scrivetevela a caratteri cubitali su ogni angolo del vostro ufficio o studio di casa, o comunque fate la cosa che ritenete più utile per impadronirvi del concetto che racchiude : si tratta di  un dato di fatto incontrovertibile, direi un vero e proprio assioma . Da cui si può far discendere un corollario : se il valore temporale, per definizione, si azzera, un’ operatività saggia prevede di pagarne poco, il meno possibile. Anzi, come vedremo, l’ ideale sarebbe incassarne, e molto, senza incorrere nei rischi davvero tremendi in cui si può incorrere vendendo allo scoperto. Quando sarà il momento, vedremo come.

Da questa considerazione viene ispirata la logica del Bull Spread (http://www.francescocaranti.net/opzioni/spreads_opzioni_bull_call_spread) , in cui Bianchi compra la Call 27000 a 1180 punti , di cui 608 di valore temporale, e vende la Call 28000 a 510 punti, costituiti interamente da valore temporale, mentre l’ indice segna 27562 punti, per cui, complessivamente, dei 670 punti pagati, solo 98 sono di valore temporale. E’ vero che il Bull Spread così costruito può guadagnare solo 330 punti a fronte dei 670 rischiati (in caso di ribasso che porti entrambe le Call a morire a zero), quindi il rapporto rischio/rendimento non è particolarmente attraente, tuttavia a me questa operazione piace comunque molto, soprattutto grazie all’ ottimo comportamento che un portafoglio simile mantiene nel durante, vediamo di analizzarlo passando in rassegna l’ effetto delle variabili in gioco.

a)                Direzione del mercato . E’ facilmente comprensibile che in caso di rialzo la Call 27000 si apprezzerà più della 28000, e quindi lo spread tenderà nel suo complesso ad apprezzarsi. Se il rialzo sarà molto lento, non è neppure detto che la 28000 si apprezzi, non si può escludere che alla scadenza l’ indice non superi i 28000 e quindi alla scadenza la Call 28000 valga zero, mentre la 27000 si è deprezzata molto poco .Quindi, qualunque sia la velocità e veemenza del rialzo,vedremo comunque lo spread apprezzarsi. In caso di ribasso accade l’ esatto contrario, ovvero si ha un deprezzamento dello spread, ma posso assicurarvi che la vendita della Call 28000, con relativo premio incassato, rappresenta una protezione non da poco al forte deprezzamento che può subire la Call 27000 in caso di ribasso : se improvvisamente dovesse arrivare un bel candelone nero da 1000 punti (ne abbiamo visti tanti in questi ultimi mesi) la call 27000 prende una brutta botta, ma in parte viene attutita dal deprezzamento della 28000 venduta. Diciamo che dai 1180 punti di partenza può finire a 730, ma nel frattempo la 28000 dai 510 potrà valere poco più di 250, quindi lo spread nel suo complesso varrà 480 punti , rispetto ai 670 iniziali .Una discreta perdita, ma molto meglio che nel caso di solo acquisto della Call 27000.

b)                Tempo . Sappiamo bene che il tempo che passa, in assenza di movimenti favorevoli del mercato, è una vera maledizione per i Compratori di Opzioni, mentre è un prezioso alleato per i Venditori, proprio perché il valore temporale, giorno dopo giorno, cala fino ad azzerarsi. Chiaro che in presenza di un forte trend l’ apprezzamento del valore intrinseco surclassa nettamente il calo del valore temporale, o comunque il valore temporale può salire molto, nel caso dell’ opzione OTM che diventa velocemente ATM,  ma è anche vero che capita piuttosto di rado assistere a movimenti particolarmente impulsivi del mercato. Il decadimento temporale dell’ opzione (o time decay , ovvero deprezzamento dell’ opzione al trascorrere del tempo in ipotesi di invarianza di altre condizioni (sottostante, volatilità, dividendi, tassi d’interesse) erode con più rapidità, in senso assoluto, le opzioni ATM rispetto alle ITM e alle OTM (in senso relativo, le OTM vengono erose percentualmente di più delle ATM, ma in termini assoluti un 20% di valore perso da una call OTM è certamente meno di un 10% perso da una ATM), in particolare, le opzioni ITM, detenendo uno “zoccolo duro” costituito da valore intrinseco non sensibile al tempo, resistono piuttosto bene, ancorché in termini assoluti il loro valore temporale non sia poco (608 punti per la call 27000); se poi diventano DITM, allora il premio tende a diventare quasi tutto di valore intrinseco, con conseguente ridotto decadimento temporale. Così come abbiamo esposto il concetto di IN, AT e OUT of the money per la singola opzione, possiamo estenderlo ad uno spread. Possiamo dire che un bull spread è ATM se il future si trova a metà delle basi (nel caso in esame 27500), è ITM se si trova al di sopra della media delle due basi,è OTM se ritrova al disotto. Pertanto, un Bull Spread si apprezza al passare del tempo se è ITM, mentre si deprezza se è OTM, quindi, se il mercato facesse qualche scherzetto in giù al nostro Ing. Bernardo facendo diventare OTM il suo Bull Spread, ci si metterebbe anche il tempo a complicargli non poco la vita.

c)                Volatilità. Come abbiamo visto nelle precedenti lezioni, la volatilità, crescendo, tende a “gonfiare” maggiormente le opzioni ATM rispetto alle ITM o OTM : ciò per il semplice fatto che la volatilità può far lievitare anche molto il valore temporale delle opzioni, ma nulla può su quello intrinseco, e tra le OTM e le ATM queste ultime posseggono molto più valore temporale. Un Bull Spread ITM, a parità di altre condizioni, si deprezza all’ aumentare della volatilità, mentre uno OTM si apprezza. A livello pratico tuttavia mi preme rimarcare che l’ effetto della volatilità su uno spread è piuttosto limitato : se si vogliono sfruttare i movimenti della volatilità in calo o in aumento (ci sono ottimi trader che operano “isolando” le altre variabili e lavorando solo sulla volatilità , nel proseguio del Corso vedremo come) non è certo la strategia migliore.

Quanto fin qui esposto va ovviamente visto in modo speculare nel caso del Bear Spread di Call del Geometra Gialli (http://www.francescocaranti.com/opzioni/opzioni_call_bear_call_spread) , altra strategia che a me piace molto : può far guadagnare al nostro nuovo compagno di viaggio ben 670 punti, a fronte dei 330 rischiati, cosa ben diversa rispetto alle perdite illimitate cui è potenzialmente esposto Verdi, il venditore “nudo” di Call (così si dice nel gergo degli operatori di chi vende opzioni allo scoperto, perché se inizia a fare troppo “freddo”o “caldo” non  ha alcuna protezione!) . E per l’appunto, in maniera speculare al Bull Spread, si evidenzia che il Bear Spread di Call :

-                     Un Bear Spread è ITM se il Future sta al di sotto della media tra le basi, OTM se sta al di sopra ;

-                     Se è ITM si deprezza al passare del tempo, se è OTM si apprezza ;

-                     Se è ITM si apprezza all’ aumentare della volatilità, se è OTM si deprezza.

In conclusione, posso affermare che le strategie di tipo Spread, Bull o Bear a seconda delle aspettative sulla direzione del mercato, sono caratterizzate principalmente dalle seguenti proprietà :

1)                 Controllo totale del rischio perché sia i massimi guadagni che le massime perdite sono noti a priori ;

2)                 Il rapporto rischio/rendimento migliora decisamente passando dagli spread ITM a quelli OTM, ma ovviamente per questi ultimi è più difficile che diventino ITM producendo guadagni, in quanto necessitano di un movimento favorevole di notevole entità ;

3)                 Il comportamento “nel durante” è molto più stabile rispetto a quello delle singole opzioni comprate e vendute, proprio perché composto da due opzioni di segno opposto che entro certi limiti si compensano. Ciò rende adatte simili strategie a chi non può seguire con costanza il mercato, o agli operatori meno esperti che ancora non sono in grado di dominare gli effetti particolarmente ostici delle variabili Tempo e Volatilità , i cui effetti vengono decisamente smorzati; in parte vengono attutiti anche gli effettivi un movimento avverso del sottostante, e ciò tanto meglio quanto più lo spread è OTM. Per contro,se il mercato va dalla parte giusta, per monetizzare i massimi guadagni bisogna praticamente aspettare la scadenza. Se si vuole fare trading direzionale veloce, meglio il solo acquisto delle opzioni. Diciamo che uno Spread di opzioni è come una vettura da corsa con motore depotenziato.

Il vero senso delle strategie composte sta proprio nel massimizzare il controllo del rischio, in ogni fase del trade : l’ utilizzo della sola proiezione a scadenza nel gestire un trade potrebbe essere fuorviante, come abbiamo visto, perché i percorsi che il mercato può fare per arrivare al prezzo di regolamento a scadenza sono infiniti. Se il mercato da 27562 dovesse arrivare a 28500, può benissimo farlo dopo un affondo a 26000 : a quel punto vorrei proprio vedere cosa farebbe l’ Ingegner Bianchi se avesse in mano solo la Call 27000, presumibilmente la rivenderebbe in pesante perdita a 600-700 punti sopraffatto dal panico. Se invece ha un Bull Spread il drawdown maturato sarà nettamente inferiore, e ciò gli consente di posizionare stop loss molto più larghi, e mantenere aperte molte più posizioni destinate ad essere premianti evitando i falsi segnali: abbiamo esaminato a proposito del trading direzionale con i futures il problema dello stop loss, che è proprio il fatto che se è troppo stretto non è affidabile, se troppo largo le perdite sono eccessive, qualora scatti ; con gli Spread la gestione dello stop loss è decisamente migliore .

 Di contro , vengono limitati i guadagni : tuttavia, diciamocelo francamente, vogliamo operare in Borsa per cercare di guadagnare in modo costante, o per ottenere guadagni astronomici quanto improbabili? Non dimentichiamoci che anche in caso di solo acquisto di Call, se un operatore ne ha comprata una a 800, e sale a 1500, presumibilmente la rivenderà, davvero non so quanti siano coloro che se la terrebbero per vederla arrivare a 5000 !

Vi ringrazio per l’ attenzione, e vi aspetto sempre più numerosi per i prossimi interventi.

Giangiacomo Rossi