Opzioni di Borsa - Statisticamenteponendomi – JUMANJI !!!

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Il titolo di questo nuovo contributo mi è stato ispirato proprio dalla lettura in progressione degli studi di Caranti sugli Indicatori di Borsa.

Sì, ho una mente piuttosto fantasiosa, ma lo considero un vanto infatti è proprio la fantasia che, il più delle volte, mi aiuta ad associare immagini particolari ai concetti e me li fa afferrare meglio.
Jumanji è il titolo di un film bellissimo che mi ha molto appassionato: diretto dal regista Joe Johnston nel 1995, ha come protagonista l’attore Robin Williams. Per chi non lo avesse mai visto riporto un breve stralcio della trama tratta da Wikipedia: “Nel 1869 due ragazzi seppelliscono una cassa misteriosa sotto terra. Cento anni dopo, nel 1969, Alan un ragazzo di dodici anni, sente un rullo di tamburi e ritrova la cassa fra gli scavi di un'impresa edile. Questa cassa contiene un magico e misterioso gioco da tavolo a dadi, chiamato Jumanji, con cui il ragazzino inizia a giocare per caso con la sua amica Sarah. Dopo un violento diverbio col padre, lette le strane istruzioni ("Jumanji: un gioco che sa trasportar, chi questo mondo vuol lasciar. Tira i dadi per muovere la pedina, i numeri doppi giocano due volte, e il primo che arriva alla fine vince."), Alan e la sua amica iniziano a scoprire i magici poteri del gioco, che muove da solo le pedine ed è capace di far comparire, a ogni tiro di dado, gli elementi più pericolosi delle foreste amazzoniche e africane nella realtà di chi sta giocando. Con uno sfortunato lancio di dadi, Alan viene inghiottito dal gioco, dove rimarrà per ventisei anni. Sarah non riesce ad aiutarlo perché, spaventata, fugge inseguita da pipistrelli africani senza eseguire altri tiri. Alan rimane così intrappolato nella giungla...”
Non vado oltre perché questo non è tempo né luogo per fare critica cinematografica e poi vi priverei del piacere di andarlo a vedere, ma vi dico solo due cose che possono tornare utili: JUMANJI! è l’urlo di gioia che emette il vincitore alla fine del gioco e il film ha un lieto fine in quanto il ragazzino Alan riesce ad uscire dal gioco e a tornare alla vita normale. Ma perché questo film mi ha ispirato il titolo del contributo di oggi? Perché a mano a mano che procedo con lo studio, ogni Indicatore rappresenta una sorpresa: ogni volta che m’immergo in una nuova lettura mi sembra quasi di essere il piccolo Alan che, dopo aver lanciato i dadi, vede comparire una frase misteriosa sul tavolo da gioco … e sarà proprio quella misteriosa frase che gli svelerà il proseguimento terrificante o meraviglioso del gioco presentandogli realtà sempre più inquietanti.
Certamente gli Indicatori che stiamo studiando non ci sottopongono a prove inquietanti, né ci mostrano realtà in cui viene messa a rischio la sopravvivenza, ma è pur vero che ogni Indicatore porta con sé una sorpresa. Non solo: perché, come nel gioco Jumanji, Caranti torna spesso indietro su Indicatori apparentemente già messi da parte per ridargli nuova vita e riesce a trovare un nesso con quelli che sta appena scoprendo. Quest’associazione a Jumanji mi piace molto e, se come me incontraste qualche piccola difficoltà a comprendere i dettagli dei vari contributi, vi consiglio di andare a recuperare il film e di gustarvelo seduti comodamente sul vostro divano preferito. La sua fantasia vi suggestionerà molto e credo che potrebbe davvero farvi approcciare i contributi sugli Indicatori in modo originale.
 
Bene! Procediamo con i nostri studi. Oggi vorrei commentare il n.20 relativo all’LRI e vorrei cominciare facendo una considerazione sul finale del contributo n.19, quello in cui viene spiegata la diabolica equazione dei Minimi Quadrati. Messa da parte la comprensione dell’equazione perché intanto ho scoperto che c’è la funzione PREVISIONE di Excel che fa tutto lei e io me la sgamo, mi ha colpito quell’interessante dissertazione sulla possibilità o meno di prevedere il futuro della Borsa con una regressione lineare su una retta estrapolante … Già! Immediatamente il mio pensiero è volato al mitico Paperon de Paperoni: tutti noi risolveremmo il 90% dei problemi del nostro Trading! Peccato non si possa – precisa Caranti - perché la regressione lineare rappresenta sempre una retta, mentre la Borsa si muove a zig zag. Però curiosamente conclude quel contributo lasciandoci un po’ con il fiato sospeso e ci rimanda al prossimo. E il n.20, infatti, riparte proprio da quella considerazione: bellissimo! Proprio come il film Jumanji!
Il Prof ribadisce che la Borsa è un random walk, ovvero un cammino casuale e, come tale, non lineare. Pare però che ci sia modo di rendere lineare ciò che lineare non è. … Molto interessante … Mi sprofondo nella lettura.
Dunque: qui si cerca di rendere lineare un processo per niente lineare come quello della Borsa perché, se si riesce a rappresentarlo in modo lineare, potremo applicare ad esso una regressione lineare che ci può aiutare a prevedere le mosse future del nostro indice. Ma come è possibile dare una forma a ciò che forma non ha? Non siamo mica fabbri! Ma ecco che Caranti ci diventa fabbro in men che non si dica e, piuttosto della fiamma ossidrica o di qualunque altro strumento che si serve del calore per deformare, va a ripescare le Medie Mobili: quella Semplice e quella Esponenziale. E bravo, Prof! Hai fatto JUMANJI!
Le medie mobili, pur scartando tanti elementi importanti come Massimo/Minimo e Volumi, ragionano in modalità FIFO e – dato un periodo di TOT giorni di osservazione (il famoso dominio K1) - ad ogni giorno che passa, scartano il primo della serie, quello che è stato preso in considerazione per primo. In un processo casuale come la Borsa, il procedimento di astrazione per punti può in effetti venire in aiuto per farsi un quadro d’insieme il più possibile verosimile. Si può quindi provare a trasformare il random walk della Borsa in un processo lineare applicando la Regressione Lineare, ma essa stessa deve essere ricomposta: le si applica un Dominio 14 e la si elabora in FIFO trattandola né più né meno come una media mobile.
Questo studio ci viene reso poi ancora più interessante dalla competizione istituita da Caranti tra una SMA (Simple Moving Average), una EMA (Esponential Moving Average) e una LRI (Linear Regression Indicator, ovvero la Regressione Lineare elaborata in FIFO) messa in risalto da un gruppo di Semafori che aiuta a confrontare i punteggi.
Alla fine vince la Regressione Lineare e le nostre povere Medie Mobili vengono messe di nuovo da parte tant’è che ho pensato “Vuoi vedere che il Prof ha barato per farci innamorare di questa LRI che altro non è che il prodotto delle elucubrazioni mentali del suo amico Gauss?” Macché! Non c’è dolo e non c’è inganno: se disponete del programma Metastock, potete vedere da voi come si comporta LRI sul grafico del Ftsemib. Vi lascio un’immagine, ma se lo farete da voi troverete il procedimento davvero esaltante.

La Retta si muove tra le curve dell’Indice scartando un giorno dopo l’altro e assume inclinazioni diverse ad ogni passaggio del mouse sul grafico.
Dunque? Abbiamo trovato la formula segreta della ricchezza? Magari! Caranti ci fa subito scendere di quota invitandoci a riflettere sul fatto che LRI è uscito vincitore nella competizione con SMA ed EMA perché è stato quello più “attaccato alle costole” dell’Indice, ma quando si fa trading, soprattutto con le Opzioni la cui vita o morte viene decretata anche da fattori come Delta, Theta, Gamma e dal Tempo che passa … ci torna utile un indicatore così scrupolosamente attento? Non ci indurrebbe a fare troppi movimenti abbattendoci le performance a botte di commissioni, Greche non considerate e Tempo sciupato?
 
Dai, tutto questo è vero. Dobbiamo dargli ragione anche stavolta, ma non troppo a malincuore perché, come è vero che quando si chiude una porta si apre sempre un portone, ci ha lasciato con una buona notizia: le Medie Mobili non sono da dimenticare per sempre, anzi torneranno a tenerci compagnia per altre congetture. Bravo, Prof! Hai fatto ancora JUMANJI!
 
Erika Tassi