Opzioni di Borsa - Statisticamenteponendomi – Ultimate

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Per gli appassionati del wrestling, Ultimate è il nome di uno dei wrestler più famosi del mondo, nonché campione di simpatia:  Bryan James Hellwig, in arte The Ultimate Warrior. E’ giusto, però, che gli estimatori di questo sport sappiano che Ultimate è anche il nome dato da Larry Williams al suo indicatore

… ed è anche il titolo dei due ultimi contributi della prima rassegna Opzioni in Laboratorio e io sono fiera di essere arrivata alla fine solo con qualche graffio e piccoli lividi. Ce l’ho fatta! Fin qui ho afferrato (non sempre al volo …) e metabolizzato e mi sento pronta a procedere con la seconda rassegna con grinta.
 
Mi accingo, dunque, a leggere i contributi n.29 e n.30 e subito rimango colpita dal bel visino del professor Williams che fa capolino all’inizio del contributo n.29. La sua immagine sa di buono. Ricorda veramente un prof universitario del Montana, collaborante e disponibile con i suoi studenti la mattina e impegnato nell’allevamento di bufali nel pomeriggio. Poi leggo cose ben più interessanti! Era un affermato giornalista e studioso dell’Antico Egitto che, con il tempo, si è scoperto analista di Borsa. Wowww! Rischio, sfrontatezza e avventura: le note di un ‘vero uomo’.
Però, caro Larry, è stato proprio leggendo attentamente le magie che sei riuscito a fare sui grafici di Borsa che mi hai fatto un po’ ricredere su di te e sul tuo bel musetto.
Ma per carità! Ma tutte ‘ste congetture sono disumane! Sembra quasi che la passione per gli antichi Egizi lo abbia condotto a ragionare come loro: geroglifici ed enigmi. Mi fermo qui e non esprimo oltremodo le mie opinioni perché pare che oggi in Italia la libertà di parola sia diventata legalmente punibile e, non avendo alcuna voglia di finire ‘in gabbia’ per un Indicatore, mi permetto solo di ripetere “Ma per carità!”.
Forza e coraggio. Proviamo a vedere se riusciamo a venire a capo dell’enigma di Williams.
Innanzitutto mi conforta la constatazione che anche Caranti è andato un po’ in banana con Ultimate infatti, dopo aver riportato passo dopo passo i ragionamenti di Larry, ha scritto “Volendo calarsi nel ragionamento dell’autore, potremmo ricapitolarlo così” e ha fatto un bell’elenco puntato dei concetti salienti. Meno male che c’è il Prof perché proprio grazie al suo elenco puntato riesco a chiarirmi le idee anch’io.
Praticamente Williams ha focalizzato l’attenzione sui forti movimenti di mercato e la necessità di prevederli. Fin qui tutto fila liscio ma, secondo me, non è facile arrivare al tassello indispensabile alla previsione: il Buy pressure. Per arrivare al Buy pressure, bisogna prima di tutto appropriarsi di altri ‘Williams’s concepts’, ovvero il True High, il True Low e il Range che cerchiamo di spiegare qui di seguito:
- True High rappresenta il maggiore tra il massimo di oggi e la chiusura di ieri
- True Low rappresenta il minore tra il minimo di ieri e la chiusura di oggi
- Range rappresenta la differenza tra il miglior massimo/chiusura delle due ultime sedute di Borsa e il peggior minimo/chiusura delle stesse
Praticamente il Range, che Williams definisce anche Total Activity (giusto per complicare ulteriormente le cose gli ha affibbiato ben due nomi!) rappresenta l’incremento/decremento dell’Indice nelle ultime due sedute di Borsa.

 
Ed ecco che arriviamo al Buy Pressure. Letteralmente significa ‘Comprare pressione’ quindi deduco che Williams abbia individuato un valore che indica il momento in cui il Mercato, dopo aver bollito per un po’, va in pressione come una pentola che inizia a sibilare: presumo che il Buy pressure si possa metaforizzare proprio con il sibilo della pentola a pressione e che indichi il momento in cui il Mercato sta invertendo e sarebbe auspicabile comprare forte dalla parte in cui si sta girando.
Adesso, però, mi fermo un attimo a ricapitolare perché mi sono un po’ persa.
Dunque: siamo arrivati al concetto di Buy pressure che, ci pare di aver capito, è il nocciolo della questione, il cuore del sistema di Williams, ma a cosa ci servono le definizioni di True High, True Low e Range o Total Activity? Ci servono proprio per ricavare la Buy Pressure. Questa si ottiene, infatti, calcolando la differenza tra la chiusura di Borsa odierna (l’ultima seduta di Borsa) e il True Low (il super-minimo delle due ultime sedute). Caranti ci mostra subito un esempio di inversione di Mercato al rialzo con una Buy pressure di 553 punti, ma ce ne mostra anche uno relativo a un’inversione al ribasso dove la Buy pressure è a 0. E proprio in quest’ultimo esempio io capisco una cosa importante: il significato di Buy pressure non è da intendere in senso letterale come pensavo con la metafora della pentola a pressione, bensì come ‘pressione dei compratori’ infatti il valore aumenta con i rialzi e scende a zero nei ribassi. Certo sarebbe interessante sapere se nei ribassi è sempre a zero o si porta a valori negativi trasformandosi in Sell pressure. Mica ne ha parlato Larry … Ciò significa che lui compra solo sui rialzi e se ne sta quieto nei ribassi? Mah! Speriamo che ci sia arrivato il nostro Prof. Già è stato bravo a calcolare l’inverso del rialzo ottenendolo dalla differenza tra l’ultimo massimo e le successive chiusure nei rialzi, quindi possiamo ben sperare nel suo acume J
Comunque se pensate che sia finita qui, non v’illudete. Il grande Mago Larry non ci ha ancora spiegato come ha fatto uscire dal cilindro il suo Ultimate. Già! Cosa diamine è ‘sto Ultimate?
Tenetevi forte. Vi schiaffo subito davanti agli occhi la diabolica formula:

Ciò che più mi destabilizza è che io ho studiato e amato il greco antico eppure, tutte le volte che mi trovo davanti ai giganteschi Delta del Professor Balalaika o agli altrettanto poderosi Sigma di Mago Larry, mi viene un sussulto e mi si alza la pressione … ma non certo quella del compratore!
Comunque Caranti, che fortunatamente non si destabilizza, ha proseguito nell’indagine e ha scoperto che Ultimate è un oscillatore ed è riuscito a ricavarlo facendo tutti i calcoli presenti nella formulaccia qui sopra. Praticamente Williams cosa ha fatto? Si è tenuto buona la Buy pressure e il Range; poi ha creato tre maxi-colonne con tre differenti range di prezzi a 7 sedute, 14 sedute, 28 sedute (praticamente la tabellina del 7 saltando la moltiplicazione per 3); ha sommato gli ultimi 7 Range, poi le ultime 7 Buy pressure e ha diviso queste somme tra loro.
Ma non è finita: immaginatevi Mago Larry travestito da Mago Merlino davanti al pentolone delle pozioni … Ecco fatto! Nel pentolone ha messo tutti gli ingredienti di cui abbiamo appena parlato, ha sommato quattro volte il Buy pressure a 7 giorni + due volte quello a 14 + una volta quello a 28; ha poi diviso per 7 e moltiplicato per 100 e dal pentolone è saltato fuori l’oscillatore Ultimate.
Prima di vederlo plottato su un grafico, però, vediamo cosa ne pensa il nostro Prof. Secondo lui gli ingredienti della pozione sono buoni perché Williams, individuando i limiti delle Medie Mobili, ha scelto tre oscillatori (rispettivamente a 7, 14 e 28 periodi) e, pesando quattro volte quello breve, due volte il medio e una volta sola quello lungo, dividendo la somma dei pesi e percentualizzando per 100, ha ‘armonizzato’ il tutto. Anche Caranti, però, ci vede dentro (ma tiene a ribadire, senza offesa) un po’ troppa cabala e magia. Evviva!
Ci fa notare, tuttavia, che Williams ottenendo sempre 28 dalla moltiplicazione di moltiplicandi e moltiplicatori, ha ottenuto una distribuzione omogenea nel tempo, ed è stato altrettanto bravo a dividere sempre per 7 perché il numero 7 è la somma dei tre moltiplicandi.
Mah! Io continuo a rimanere destabilizzata sia dall’intruglio sia dalla sua formula.
Lo vediamo su un grafo? Andate ad aprire il contributo n.30 di Caranti e arrivate al grafico.
A me sembra il tabulato di un elettrocardiogramma. Ma funziona? Secondo il Prof, abbastanza. Funziona discretamente nell’individuazione dei periodi di panico ed euforia e batte l’RSI, quindi va bene nella gestione degli eccessi di periodo; è un oscillatore che se la cava bene a predire l’inversione ma, avverte, non va mai presa come una certezza perché qui siamo in mezzo alla statistica e niente più.
Io, poi, mi permetto di aggiungere che, oltre alla Pressione dei Compratori, Williams con Ultimate ha scovato pure la Pressione dei Venditori perché quando l’oscillatore si approssima all’ultima retta orizzontale (quella a 30) lancia segnali di vendita. Non andrà mai sotto lo zero perché già alla retta 30 è consigliabile scappare via come lepri o trasformarsi in Venditori. Sono felice di aver risolto da sola questo enigma J
Caranti trova però due difetti: è un oscillatore troppo irrequieto e l’equazione, con grande rispetto per lo sforzo di rintracciare valori medi spalmati nel tempo in modo omogeneo, assomiglia troppo a una formula magica.
 
Quindi, caro Larry Williams, a me non piace tanto tanto che non mi plotto nemmeno il tuo elettrocardiogramma sul mio grafico Metastock!!!
 
Erika Tassi