Opzioni di Borsa - StatisticamentePonendomi …

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A me la statistica non è mai piaciuta.
So che è una disciplina importante e di un certo spessore

e l’avevo pure inserita nel piano di studi consapevole che, pur avendo bisogno dei miei tempi, quando mi impegno a fondo ce la posso anche fare. Peccato mi sia poi giunta voce che il titolare della cattedra di Statistica era un aguzzino e che all’esame seccava gli studenti come mosche. Spaventata all’idea di trascorrere il resto della mia vita a tentare di superare quell’esame, ho battuto in ritirata e l’ho sostituita con qualcosa di meno impegnativo, ma sicuramente con un professore un po’ più umano. A distanza di anni, però, ho pensato spesso a quell’insegnante e a tutti quelli che, come lui, non sanno mettersi dalla parte di chi vuole apprendere e chissà quanti cervelli mancati per colpa di chi non sa insegnare!
Cosa c’entra tutto ciò con quello che sto per scrivere? C’entra eccome perché è ciò che ha ispirato il titolo della nuova rassegna che curerò per la rubrica Opzioni: StatisticamentePonendomi.
Il 14 Giugno scorso la rassegna Opzioni in laboratorio di Caranti ha cominciato a prendere una piega particolarmente interessante: è comparso quell’indicatore dal nome tanto affascinante quanto ‘le prime luci dell’alba’, cioè AROON. Ne parlo direttamente con il Prof (così lo chiamiamo noi del Sito, con affetto e simpatia) che mi dice di aver deciso di prendere l’apriscatole perché il suo obiettivo da quel momento in poi sarebbe stato quello di fare le pulci a tutti i principali Indicatori dell’Analisi Tecnica, analizzarli nei minimi dettagli per poi verificare il reale valore aggiunto di ognuno di essi nell’operaratività quotidiana.
GRANDEEEEEEEEEEEEEE!!!   Il motto diventava: ‘tenere o buttare per sempre’.
Vi dirò che il Prof è un gran pignolo. Quando è sul pezzo lo scaravolta in ogni sua parte facendogli veramente le pulci. E si diverte pure un sacco a fare questi lavori di analisi attenta e meticolosa! Mostra il classico accanimento dello studioso che si ostina a verificare sempre lo stesso database in tutte le condizioni possibili e alle nostre osservazioni del tipo “Ma perché non fai uno studio dettagliato del Dax o del Nikkei o di qualche Indice che possa sembrare più performante del nostro?”, la risposta è sempre la stessa, da anni: “Studio sempre e solo il FtseMib da tutte le angolazioni per questioni di omogeneità, quel che conta è essere bravi. Il resto son chiacchiere e uno vale l’altro”.   
Astutamente consapevole che il Prof quando si cimenta non molla l’osso fino a che non l’ha completamente spolpato, mi sono detta che era il caso di cominciare a leggere/studiare attentamente i contributi successivi delle ‘Opzioni in laboratorio’ senza limitarmi ad aspettare il gran finale.

Sì, perché io voglio trovare l’Indicatore perfetto! Sono consapevole che non esiste ma credo che, usando l’apriscatole come sta facendo lui, forse riusciremo a trovarne uno (o più di uno in combinazione) verosimilmente vicino alla perfezione.
Mi sono immersa nello studio, un contributo dopo l’altro e … accipicchia! Non è mica una passeggiata! Interessante certo ma, a mano a mano che si va avanti si entra sempre più nello specifico e, addirittura, nella statistica. Ma come si può fare? Confesso di aver meditato seriamente di sventolare bandiera bianca e di aspettare il finale. Peccato, però, tirare in remi in barca così …
Macché bandiera bianca, mi sono detta! Via che si parte. Anzi, è anche l’occasione giusta per riavvicinare un po’ quella misteriosa e mostruosa materia che avevo energicamente cancellato dal piano di studi. Il Prof è bravino a spiegare, almeno, per noi del Sito lo è.
Ripeto: io voglio trovare l’indicatore verosimilmente perfetto e maggiormente performante. Ho letto, cercato di capire e studiato questa rassegna di contributi sugli Indicatori e ho avuto conferma del fatto che il modo in cui Caranti espone i suoi studi è talmente coinvolgente che si legge un contributo dopo l’altro con avidità, come quando si sta leggendo un libro di cui si è ansiosi di conoscere la fine. Va detto, però, che i concetti che espone sono tutt’altro che semplici e, pur mostrandogli gratitudine per la semplicità e la chiarezza con cui li espone, non si può nascondere che il progetto non sia impegnativo.
Sinceramente parlando, però, è la materia che è difficile e i lavori di Caranti sono pezzi duri da scalfire.
Io non ho una formazione scientifica e sono consapevole che per afferrare certi concetti sarebbe stato meglio avere delle basi ma parlandone con lui, mi ha fatto notare che certe mie difficoltà forse dipendono solo dal fatto che io pecco nel voler comprendere troppo, anche quelle cose che non ha senso comprendere. Ad esempio, quando gli ho detto “Ma cosa gliene poteva fregare a Gauss (che, fra l’altro, non mi è mai stato simpatico perché era perfido e saccente già alla scuola primaria) di fare tanto pandemonio per capire la velocità intermedia di una biglia e l’equazione che la governa”, la risposta del Prof è stata “Per nostra fortuna c’è stato uno come lui, curioso e capace, che si è impegnato a scoprire concetti che hanno aperto le porte della scienza e a tutti quelli che hanno creato tutto ciò che noi utilizziamo per il nostro trading”. Già … che idiota sono. Quando ho difficoltà a comprendere divento anche cinica. E’ vero: grazie agli studi di Gauss forse un giorno quella biglia dell’esempio andrà all’indietro!
Oh! Per quanto riguarda gli Excel, debbo dire che qualche grattacapo arriva sempre.
Le formule non sono facili specialmente perché sono ramificate per colpa di quel maledetto dominio K1 che si muove, ma ho scoperto un trucco che posso spiegare subito: vado sulla cella della formula, me la copia su un foglio excel vuoto e lì comincio a spolparla. In pratica cerco di ricostruirmela ex-novo e, a questo proposito, trovo molto utile l’help in linea di Excel.
Confesso che raramente mi avventuro tra le Note per i programmatori (che hanno il potere di farmi sentir male), anche perché mi trovo sempre a che fare con le stramaledette RIF.RIGA e INDIRETTO, INDIRIZZO che in quanto a confondermi battono tutti i record. Credo che le abbia veramente inventate Satana!

Così, via via che studiavo e mi appassionavo, mi è venuta l’idea di coinvolgere anche voi nelle mie dissertazioni frutto di commenti talvolta sconsiderati, ma forse utili a tutti, se non altro per andare avanti insieme a combattere quel terribile mostro che ha nome Statistica.
La rubrichetta dunque si chiamerà Statisticamenteponendomi: io intanto mi ‘pongo’, poi, per i risultati si vedrà.
Se l’idea vi piace non vi resta che seguirmi: partiremo con i primi contributi sulle Medie Mobili.
Vi aspetto prossimamente con: ‘Da Aroon a Chaikin: a cavallo delle medie mobili’
 
A presto!
 
Erika Tassi