Opzioni di Borsa - Statisticamenteponendomi - Bollinger Vs Caranti

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Vi giuro, con tanto di sputo sulla mano, che nel mio precedente contributo, accennando al fatto che forse avremmo potuto trovare qualche geniale applicazione della Deviazione Standard di Čebyšëv al trading con le Opzioni, non avevo ancora letto il contributo n. 24 sulle Bande di Bollinger. Giuro!

Certo, avevo riflettuto sul fatto che era impossibile che qualche scienziato dei numeri non ci avesse ancora pensato, ma si era anche insinuata in me la falsa e ingenua speranza di poter essere io la ‘mente genialoide’ che avrebbe trovato la formula segreta della ricchezza.
Leggendo lo studio su Bollinger, invece, scopro che le sue Bande altro non sono che la traslazione della Deviazione Standard del Professor Balalaika in Borsa.
Va bene lo stesso. Piatto ricco mi ci ficco!
Rileggo tutto attentamente ed ecco che arriva Caranti a rompere le uova nel paniere. Uffa! Cosa avrà mai scoperto con quella lama a doppio taglio di Excel?!?
Eh, già … Ha scoperto che nella Borsa come nella vita non è tutto oro quel che luccica …
Ok, seguiamo attentamente lo studio di Bollinger e le considerazioni del Prof. Il povero Bollinger (che mai avrebbe pensato nella vita di imbattersi nella pignoleria di Caranti) molto limpidamente fa il mio ragionamento: il teorema di Čebyšëv, potendosi applicare a tutte le serie di dati, può essere applicato anche ai dati di Borsa e, intesa la Deviazione Standard come un valore da cui le osservazioni si discostano dalla media, si può applicare in Borsa utilizzando il valore di Deviazione che offre un margine di sicurezza maggiore.
Dunque, osservando il grafico di un Indice e utilizzando il valore corrente di esso come baricentro, se applichiamo ad esso tre Deviazioni Standard tanto sopra quanto sotto, possiamo ottenere delle ‘barriere di sicurezza’ entro le quali si può fare trading in tutta tranquillità senza entrare in ansia ad ogni minimo movimento inconsueto dell’Indice.
Mister Bollinger quindi costruisce le famose Bande di Bollinger creando tre linee di prezzi: una Media Mobile Semplice (SMA) che chiama MIDDLE, una Bollinger UPPER e una Bollinger LOWER. La Middle, sempre rappresentata con tratteggio al centro delle bande esterne, è il baricentro sul quale si muovono la banda Upper e la banda Lower. E come si muovono le sorelle Upper e Lower? Tramite incremento/decremento della Middle. E come si calcolano incremento e decremento? Calcolando la Deviazione Standard sulla Middle.
Ecco come: il coatch americano della Borsa (ce l’ha la faccia da coatch, vero?) applica sia sotto che sopra la Middle due Deviazioni Standard pensando, in questo modo, di limitare l’errore standard del 5%. Ora lasciamo da parte l’errore standard che dev’essere un’altra diabolica funzione Excel di cui Caranti tratterà esaustivamente in futuro e cerchiamo di capire cosa c’entra lo scarto del 5%. Ma certo! Il teorema di Čebyšëv  dice che il 95% delle osservazioni sta all’interno di due deviazioni standard della media, quindi Bollinger parte dal presupposto che utilizzando due Deviazioni otterrà una percentuale di errore ridotta al 5%.
Bene. E come fa ad applicare ‘ste due Deviazioni sia sopra che sotto? Prende il valore giornaliero della Middle e il valore giornaliero della Deviazione Standard, moltiplica per due il valore della Deviazione, poi lo somma alla Middle per creare la Bollinger Upper e lo sottrae - sempre alla Middle – per creare la Bollinger Lower. In questo modo si crea due Barriere di allarme sia sopra che sotto, il cui superamento da parte dell’Indice di riferimento va tenuto attentamente monitorato. In pratica le due Bande svolgono le funzioni di ‘vigile urbano’ del trading: se l’Indice supera la Upper, fischio d’allerta del vigile; idem se supera la Lower.
Fin qui a me è tutto chiaro, ma ho qualche perplessità relativamente all’utilizzo della Middle e alla decisione di utilizzare due Deviazioni Standard.
Partiamo dalla Middle: perché ha deciso di creare un baricentro quando poteva usare l’Indice per lo stesso scopo? Anche Caranti espone considerazioni simili alle mie sulla SMA utilizzata dal coatch Bollinger, ma lui si concentra più che altro sul tipo di dominio utilizzato: 20 giorni secondo il Prof rappresentano un parametro fisso che risulta essere poco affidabile e fuorviante visto che gli Indici hanno fisionomie molto diverse e lo stesso Indice può cambiare fisionomia bruscamente nel corso del tempo. Mah! Che dire … Certo anche Caranti ha ragione perché un dominio fisso e, peraltro, cosi breve, rende il baricentro troppo poco stabile, ma diciamo pure che, a ragion veduta, anche la mia ipotesi di usare l’Indice come baricentro va cassata: se una SMA a 20 giorni sta ferma come un ballerino di Tip Tap, pensate a cosa può fare un Indice!
L’altra perplessità è relativa all’utilizzo di due deviazioni standard: io, che sono molto pavida, per avere tranquillità estrema ne avrei usate addirittura tre per avere percentuale di errore di appena lo 0,03% scarso! Se si riflette sul fatto che la Deviazione Standard, misurando la volatilità del Mercato, si sposta ogni giorno, è verosimile pensare che ogni giorno le barriere si spostino con lei e che, di conseguenza, si debbano rollare continuamente le posizioni in Portafoglio.
Caranti invece dice che addirittura due sono troppe perché in fase di eccessi di Mercato ‘il vigile’ rischia di allontanarsi troppo ma, piuttosto che optare per un’altra quantità di Deviazioni Standard, ragiona sull’ipotesi di calcolare gli incrementi/decrementi delle bande attraverso altri algoritmi di ponderazione calcolati sulla Deviazione Standard. Dice che ne parlerà prossimamente, quindi non credo valga la pena scervellarsi per capire cosa vuol dire: aspettiamo fiduciosi che ce lo spieghi lui smiley
Ma povero Bollinger! Ti abbiamo messo al muro. Passi il Prof che è sempre pronto con Excel come un pistolero con le mani al cinturone … ma da me no, dai! Mi viene da pensare che mentre progettavi le tue Bande sei stato distratto da una partita di baseball con il grande Joe di Maggio, ma lui ha giocato negli N.Y.Yankees fino al ’51 e tu eri ancora troppo piccolo.
A parte gli scherzi, non mi permetterei mai di mettermi contro un grande analista della caratura di Bollinger, così come non si permetterebbe Caranti. Le sue Bande hanno comunque avuto un grande successo e sono presenti nella maggior parte dei programmi di Analisi Tecnica. Il concetto fondamentale da sottolineare è che Bollinger ha portato alla luce l’importanza del baricentro dei prezzi: intorno a questo baricentro si possono poi distribuire ipotesi e, forse, anche solo utopie, ma vale la pena almeno tentare perché, soprattutto chi fa trading con le Opzioni, ha bisogno di Trading System il più possibile stabili.
Caranti pare ci stia già meditando sopra. Ha ipotizzato di considerare le Bande come fasce estreme di prezzi o come basi su cui piazzare gli strike di vendita … e poi che cosa ci tira fuori nel contributo n.25? Niente popò di meno che un ‘baricentro di proprietà’: Linea Verde. Hai capito il Prof! E’ andato ben oltre le critiche! Certo, io non l’avrei mai battezzato Linea Verde perché mi ricorda troppo il programma in onda la domenica mattina sulla RAI ma, se funziona, ben venga anche questo nome: uno vale l’altro.
Le considerazioni su cui lui si basa per spiegarci come nasce Linea Verde sono due: quelle menzionate sopra a proposito del baricentro che non può essere rappresentato da una SMA a 20 giorni in quanto, se plottata sul nostro indice, risulta essere troppo nervosa; la constatazione che la Borsa sta ferma nel 70% dei casi e si muove nervosamente nel 30%.
Dunque, se uniamo insieme queste considerazioni carantiane, arriviamo anche noi alla conclusione che, soprattutto se lavoriamo con le Opzioni, dobbiamo cercare di muoverci il meno possibile, sia perché il tempo che passa lento e senza grossi turbamenti meteo è tutta manna con le Opzioni, sia perché muoversi troppo con le stesse comporta una perdita ingente in commissioni, slippage e valore estrinseco (il valore temporale dell’Opzione, cioè il succo vitale).
Ecco quindi che la necessità di un baricentro più stabile si giustifica proprio con la necessità di individuare quel 70% di immobilità della Borsa e di sfruttarlo a favore e, nel contempo, di beccare al volo quel 30% di danze smodate che ci può svuotare le tasche … ma che, se individuato per tempo, ce le può anche gonfiare. Certo! Come ipotizza il Prof, ci si può posizionare venditori sia di call che di put ad un’equa distanza dal baricentro quando la Borsa si muove poco ma, nei momenti di nervosismo, se si riesce ad individuare il trend (magari proprio osservando i successivi posizionamenti del baricentro) si può comprare solo da una parte o vendere dalla parte opposta con l’ausilio di adeguate coperture.
 
Beh … interessante! Linea Verde è stata costruita con un algoritmo di appiattimento tarato sugli strike. Interessante anche questo, anche se io, appena sento parlare di algoritmi, comincio ad avvertire una puntina di mal di pancia.
Vabbè! Al momento sono favorevole a Linea Verde, ma mi riservo di attendere ulteriori prove a suo favore.
 
Alla prossima!
 
Erika Tassi