Opzioni di Borsa - Supporti e resistenze per i venditori: teoria e applicazione (2^ parte)

rubrica: 

Negli appunti della volta scorsa ci siamo concentrati sulle possibili scadenze delle Opzioni e sul variare del prezzo a parità di Delta.

Lasciando fermo il Delta al valore 0,25, i prezzi delle call usate nell’esempio variavano fortemente e ciò dipendeva principalmente dalla componente ‘tempo’ e, indirettamente dalla volatilità.
Abbiamo anche detto che il Delta corrisponde alla probabilità che l’Opzione finisca In The Money, quindi Delta = 0,25 corrisponde a 1 probabilità su 4 di venire esercitata.
Volendo fare l’esempio della Roulette, Delta = 0,25 equivale a puntare 9 numeri su 36 (zero a parte).
Ripropongo la tabella della volta scorsa per osservare altri dettagli:

Detto che il Delta è circa uguale per tutte le scadenze scelte, si nota che la Volatilità è molto più alta nella prima scadenza (34,53) piuttosto che nelle successive tanto che la ‘settembre’ scende a 27,11.
Da questo esempio aggiungiamo una nuova proprietà da accoppiare agli Indici di Sensibilità:

  • Delta                     =        Probabilità (già lo sappiamo)
  • Volatilità implicita  =         Nervosismo / accelerazione-decelerazione dei prezzi

 
Prima di proseguire, vediamo cosa dice il guru LAWRENCE G. McMILLAN a proposito della volatilità implicita: “... Implied volatility is the volatility component built into an option’s price. Implied volatility is really an attempt to determine how volatile the underlying will be during the life of the option. As implied volatility increases, so does time value premium, so that an option with a very high implied volatility will be a very costly option, and it will have a great deal of time value premium—perhaps even if it is an in the-money option. The word volatility is the most important thing that an option trader needs to think about. Rather than say an option is “overpriced” (which is a somewhat subjective term), it is better to say it is trading with a high “implied volatility.” ...”
Badate bene che il termine ‘nervosismo’ è assolutamente ‘personale’ ma mi piace usarlo perché credo renda bene l’idea. E anche ‘accelerazione/decelerazione dei prezzi’ è solo una volgare manciata di farina del mio sacco ma anche questa definizione mi sembra calzante.
 
Nota:Vedremo più avanti come la volatilità implicita si possa ottenere con i fogli Excel che ci sono serviti a calcolare Delta e Black Scholes: tutto si svolge dentro allo stesso ambiente operativo.   
Tornando ai dati in tabella, la scadenza vicina è più nervosa delle altre per il semplice fatto che il traguardo da raggiungere è lì dietro l’angolo e anche una piccola variazione del Sottostante provoca strattoni non indifferenti. Esatto: le Opzioni vicine sono strattonate di continuo poiché nessun Operatore vuol rimanere come un pirla col cerino in mano alla scadenza.
Concludendo, penso che adesso sia più chiaro il fatto che è molto pericoloso muoversi sulla scadenza corta, specialmente quando ci si presenta come Venditori di Opzioni.
Per capirlo, vediamo cosa succede alle stesse Opzioni il giorno dopo, a fronte di un bel + 1,88% (da 14.569 a 14.844) :

Se guardiamo la colonna Delta ci accorgiamo che la probabilità è salita per le scadenze più vicine ma è rimasta quasi uguale per quelle più lontane. Cosa significa tutto ciò?
Ma certo! Un aumento di 275 punti-Indice per la call gennaio 15250 (10 giorni alla scadenza) è molto significativo mentre per la giugno 17500 (molto lontana come strike e come tempo) è un fatto quasi trascurabile.
E questo elemento è molto importante perché se vogliamo diventare “trader venditori di Opzioni” è fondamentale sapere che è meglio armarsi di pazienza e aspettare un po’  di più piuttosto che rischiare il fallimento.
 
Insisto ancora una volta fino a sfinire: lasciate perdere le scadenze vicine. Per quanto riguarda poi le nuove opzioni  ‘settimanali’ vale ancor di più il motto ‘vade retro me Satana’’.
Se poi volessimo davvero provare l’ebbrezza del gioco d’azzardo sarebbe molto meglio andare a Montecarlo sapendo di perdere, ma almeno là c’è un po’ di gente da vedere.
 
Analizzando le due tabelle, per quanto riguarda le differenze della colonna ‘Vola’ tra un giorno e l’altro, ebbene, diciamoci la verità: anche voi vi sareste aspettati un aumento anziché una diminuzione, vero?
Ma perché la Volatilità Implicita è sostanzialmente diminuita anziché aumentare?
Non era forse questo l’indice di ‘nervosismo’ dell’Opzione?
Dunque, se la Borsa è salita molto in un giorno soltanto, la Vola non avrebbe dovuto ‘volare’?
No, non è così, semplicemente perché la Vola è un indicatore ‘istantaneo’.
In realtà, se aveste potuto guardare assieme a me il grafico dell’Indice di questa mattina, avreste notato che tutto il rialzo si è consumato nelle prime ore perché poi l’Indice si è stabilizzato agli stessi valori. E alle 12,32 <l’orario in cui ho fotografato i dati> la Borsa era piatta e la Vola ha pensato bene di tranquillizzarsi.
Tutto questo complicato sermone per arrivare a una conclusione logica, logica poiché l’abbiamo ricavata dagli indicatori di sensibilità e dai dati reali e non perché abbiamo seguito l’istinto:
“Se davvero vogliamo utilizzare le Opzioni come Venditori, dovremo scegliere Opzioni abbastanza lontane nel tempo in modo da restare immuni dagli strappi del mercato che, specie in questo periodo, sono all’ordine del giorno”.
La call giugno 17500 ne è un esempio lampante: nonostante l’accelerazione odierna il suo Delta è rimasto quasi invariato.
 
Ciò appurato e dimostrato, dovremo scegliere i livelli di strike su cui vendere e quelli su cui proteggerci, ma questo argomento necessita di parecchie congetture: ottimi argomenti per le prossime puntate.
Non mancate agli appuntamenti su www.francescocaranti.net
 
Francesco Caranti