Opzioni di Borsa - Supporti e resistenze per i venditori: teoria e applicazione (5^ parte)

rubrica: 

Come promesso la volta scorsa, vediamo oggi l’analisi dei dati relativa agli ultimi 8 anni di Borsa: dal 2004 al 2011.

Stiamo parlando di 2060 sedute nell’ambito di un periodo particolarmente significativo in termini di lente salite (poche) e di rapide discese (molte).
L’indice è partito a circa 27000 punti nel gennaio 2004, è salito fino a 43500 il 21 maggio 2007 per poi scendere ininterrottamente fino a 12000 il 9 marzo 2009. Di nuovo un recupero fino a 24000 in ottobre 2009, un lungo laterale fino a febbraio 2011 e una discesa a 13000 in settembre 2011.
Il test risulta statisticamente rappresentativo in quanto l’escursione massima è stata di 31500 punti (cioè tra 43500 e 12000) all’interno di una tempesta finanziaria difficile da dimenticare.
 
Prima di analizzare i dati, riepiloghiamo i punti fondamentali delle nostre congetture in merito alle barriere di contenimento entro le quali andremo a ‘intrappolare’ l’Indice con la vendita di Opzioni opposte call e put:
 
 

  • Le barriere debbono essere ‘dinamiche’, cioè si debbono muovere in sintonia col mercato
  • Le barriere debbono essere sufficientemente ‘stazionarie’, cioè restare discretamente ferme a evitare ripetuti, continui e improduttivi cambi di strike (rolling)

 
Come potremo osservare tra un po’, il primo requisito è perfettamente soddisfatto in quanto il programma ha sempre ‘arginato il grafico’. Ciò che intendo dire è che in nessun caso le barriere sono state forate dal grafico stesso.
I casi in cui l’Indice si è avvicinato di più alle barriere ma senza forarle sono proprio di quest’ultimo periodo:

  • Il 24 novembre 2011 il minimo di seduta (13736) si è avvicinato alla barriera inferiore (quella delle put a 13500) di 236 punti
  • L’8 dicembre 2011 il massimo (15791) si è avvicinato alla barriera superiore (quella delle call a 16500) di 346 punti

Nota.
Come potremo meglio osservare nell’Excel, una ‘vicinanza stretta’ tra Indice e barriere sta a significare che il mercato è marcatamente laterale. Per definire la ‘lateralità’ il programma analizza intervalli (sezioni) di periodo sempre più ravvicinati e quando si sente sufficientemente ‘sicuro’ avvicina le barriere in modo da ottimizzare i guadagni.
Nonostante lo strombazzare dei media in questi giorni, l’attuale periodo di Borsa è uno dei più stabili degli ultimi anni.
 
Vediamo ora il contrario, cioè i casi in cui le Barriere sono state posizionate dal programma più lontane possibile dal grafico per proteggerlo dalla turbolenza del periodo:

  • Il 5 novembre 2008 il minimo di seduta (22103) si è distanziato dalla barriera inferiore (quella delle put a 16500) di 5603 punti
  • Il 13 ottobre 2008 il massimo di seduta (22217) si è distanziato dalla barriera superiore (quella delle call a 27000) di 5540 punti

 
Per dare risposta al fatto che in quel periodo particolare le due barriere siano risultate tanto distanziate dall’Indice (e ovviamente tra loro) si deve pensare che soltanto un mese prima, nel settembre 2008, la Borsa valeva 27000, cioè circa 5000 punti in più.
Man mano che l’Indice è sceso, il programma ha intercettato i segnali di caduta e il fortissimo aumento di volatilità trasferendo le informazioni all’algoritmo incaricato alla protezione che, a sua volta, ha provveduto a distanziare gli estremi allontanando energicamente le barriere.
 
Un elemento da considerare in sede di analisi dei dati storici è che l’intervallo delle barriere (cioè i punti Indice di distanza tra una e l’altra) è tarato percentualmente all’Indice.
E ciò è giusto poiché i 3000 punti che separano le barriere oggi con l’Indice in area 15000 non possono essere paragonati, per esempio, ai 6000 punti del 14 agosto 2008 quando la Borsa era a 28000 punti.
 
In definitiva:

  • Indice a livelli alti e/o forte volatilità  = barriere distanti
  • Indice a livelli bassi e/o scarsa volatilità = barriere più vicine

 
Quello che vediamo ora è appunto il grafico della “Distanza delle Barriere”: in ascissa il tempo e in ordinata il corridoio tra le due barriere.
Come già salta all’occhio immediatamente, il valore medio di distanza è di poco superiore ai 5000 punti. Il grafico è sicuramente interessante ma attenzione a quanto appena detto: il corridoio è influenzato dalla diversa ‘robustezza’ dell’Indice per cui, tanto per fare un esempio, nel 2008 (Borsa alta) avremo corridoi più ampi per definizione rispetto a quelli attuali (Borsa bassa).
Ripeto: questo grafico rischia di essere viziato in termini di omogeneità ma offre il vantaggio di dare un’idea generale dei numeri in gioco.   

 
Quella che vediamo più sotto è l’intestazione del foglio Excel di corredo a questo contributo.
Vi ricordo che il periodo esaminato è: 2004 / 2011
Dopo le celle identificative della seduta di Borsa (Data, Open, High, Low ,Close) abbiamo:
 

  • Str-L                    Strike-Low (Barriera inferiore)
  • Str-H                    Strike-High (Barriera superiore)
  • Corridoio minimo      3000 punti tra le due barriere
  • Corridoio massimo    10500 punti tra le due barriere
  • Media                   5222 punti è il corridoio medio del periodo esaminato
  • Perc                     19,33% è la percentuale media tra l’ampiezza del corridoio e il valore                     di chiusura della giornata.
  • Es: 9/1/2004. Il corridoio di 4500 punti tra le barriere è il 16,7% di                                           26926, cioè del valore di chiusura. La media di tutte le percentuali giornaliere è 19,33.
  • Perc min                11,0% è la distanza minore tra le barriere (si è verificata il 14                                        settembre 2004).
  • Perc max               48,4% è la distanza maggiore tra le barriere (si è verificata il 9 marzo                              2009).
  • CambioStrkInf         Il programma ha cambiato lo strike inferiore 142 volte, in media ogni                                14,51 sedute di Borsa
  • CambioStrkSup       Il programma ha cambiato lo strike superiore 114 volte, in media                                     ogni 18,07 sedute

  • Molto bene!
    Altre osservazioni e suggerimenti al momento non ne avrei, ma resto a disposizione per tutti i chiarimenti del caso. Vi lascio l’Excel allegato per le vostre indagini e le vostre riflessioni.
     
    La prossima volta vedremo la metodologia di studio attraverso Metastock.
    Buon lavoro a tutti e arrivederci alla prossima puntata, sempre su
     
     
    FrancescoCaranti