Opzioni di Borsa- Supporti e resistenze per i venditori: teoria e applicazione (6^ parte)

rubrica: 

Il test svolto nella puntata precedente ci ha permesso di considerare il Sistema con Barriere molto affidabile in termine di distanza dal Sottostante corrente. Va ricordato, infatti, che il grafico dell’Indice in otto anni di test non ha mai ‘bucato le barriere’, dando a queste il tempo necessario per allontanarsi opportunamente di 1500 punti (roll-out).

A proposito di questo salto di ben tre strike (1500 punti) si potrebbe obiettare in merito alla sua ampiezza: perché proprio 1500 e non piuttosto 500 o anche 1000?
La risposta è solo ed esclusivamente statistica poiché, prove alla mano, più si abbassa il livello di roll-out e più il Sistema perde stabilità e obbliga l’operatore a continui e inutili spostamenti. Con i dati Excel che ho fornito la volta scorsa e che ripropongo oggi, potete però provare a modificare per conto vostro il livello roll-out (500 e 1000) in modo da confrontare personalmente i risultati.
Riguardando la sintesi della volta scorsa è interessante interpretare alcune conclusioni.
Per esempio questa:

  • CambioStrkInf         Il programma ha cambiato lo strike inferiore 142 volte, in media                           ogni 14,51 sedute di Borsa
  • CambioStrkSup       Il programma ha cambiato lo strike superiore 114 volte, in media                         ogni 18,07 sedute

Ci domandiamo cosa significhi che lo strike inferiore sia cambiato 142 volte contro le 114 dello strike superiore. Perché mai la barriera inferiore è più reattiva di quella superiore di circa il 20%? Perché mai la barriera delle put è più nervosa dell’altra?
Semplice: se ci pensiamo bene i nostri risultati confermano ciò che in realtà già sappiamo dal primo giorno in cui abbiamo conosciuto la Borsa. La risposta sta nella paura e nel panico perché quando la Borsa scende gli investitori si spaventano al punto da vendere titoli indiscriminatamente senza tanto guardare per il sottile. E queste sono le condizioni note per cui: ribasso chiama ribasso.
In simili circostanze la Barriera inferiore viene sollecitata energicamente magari anche con più di un roll-out consecutivo e questo spiega la diversità di comportamento dell’altra Barriera call che è destinata a controllare i rialzi che di solito sono meno repentini e violenti.
Se proprio volessimo dare un nome al diverso comportamento delle due frequenze (142 volte le put e 114 le call), proporrei senza dubbio il termine ‘irruenza’. Quel 20% di scostamento delle velocità delle due barriere è il misuratore dell’irruenza (o forse anche della violenza) del ribasso rispetto al rialzo.
E questo dato ci deve far riflettere in termini operativi perché, se è vero che il calcolo della distanza tra l’Indice e la barriera inferiore è affidato al software ogni giorno, non sarebbe poi male fare una piccola modifica discrezionale, cioè abbassare sempre la barriera di uno strike. In pratica, se il programma consiglia in questi giorni le barriere a 13500 / 16500, posso sempre calare la 13500 di 500 punti scendendo a 13000 in modo da anticipare, per così dire, un eventuale forte ribasso.
E’ chiaro che le considerazioni da fare sono soltanto di ordine discrezionale e tutto dipende dalla propria capacità finanziaria e dalla personale propensione al rischio.
La stessa cosa vale poi per le protezioni da utilizzare a copertura (spread).
Vediamo di chiarire meglio le diverse opportunità e le variabili in gioco che riassumiamo in questo elenco numerato:

  1. Corridoio                 E’ rappresentato dalla distanza tra le 2 Barriere.

  2. Viene generato dal software proprietario e lo si assume come vero. Come abbiamo visto, però, possiamo sempre spostare di 500 punti  più in basso la Barriera delle put per anticipare eventuali forti ribassi
  3. Spread                   E’ la distanza tra l’Opzione venduta e quella comprata a copertura.

Esempio di attivazione di una strategia tramite Barriere è il doppio credit spread: ‘doppio’ in quanto fatto contemporaneamente con le call e con le put, ‘credit’ perché incassa subito la differenza dei premi.
Il doppio credit spread risulta dalla combinazione di bear call spread e di bull put spread.
                                               Vediamo:
                                      Bear call spread =    -call 16500 +call 17500
                                      Bull put spread =      -put 13500 + put 12500 
In questo esempio abbiamo utilizzato uno spread fisso di 1000 punti su entrambi i versanti

      3.   Scadenza               In merito a questa variabile abbiamo già argomentato a lungo nei contributi precedenti concludendo che la scadenza ottimale è sempre la seconda scadenza e che è da evitare assolutamente la prima scadenza.

Considerando che la prima variabile (corridoio) è il risultato di una elaborazione e come tale va considerata inopinabile (ovviamente in senso statistico e non assoluto) e che la terza variabile (scadenza) è anch’essa predefinita (cioè la seconda scadenza) ecco che l’unica variabile del progetto è la seconda (spread).
E’ chiaro che:

  • se allargo lo spread rischio di più e incasso di più
  • se stringo lo spread riduco il rischio ma incasso di meno

Dunque dovrò trovare il compromesso che meglio si adatta alla mia psicologia e non guasterà di certo buttare l’occhio sul grafico provando a disegnare lo scenario del contesto in corso (macro economia / politica / tensioni internazionali).
Dovrò anche ricavare un tornaconto soddisfacente e valutare i Margini che mi vengono richiesti.
Per fissare le idee, vediamo alcune possibilità alla data di venerdì 20 gennaio 2012 sulla scadenza marzo 2012.

Quale scegliere tra le 3 possibili alternative?  Meglio la ‘a’ o magari la ‘b’ o piuttosto la ‘c’?
Rischi e benefici diversi e congetture che vedremo la prossima volta, oltre l’approccio al software con Metastock.
Non perdete le prossime puntate sempre su www.francescocaranti.net
 
Francesco Caranti