Opzioni di Borsa - Supporti e resistenze per i venditori: teoria e applicazione (7^ parte)

rubrica: 

La volta scorsa ci siamo lasciati con la tabella delle valutazioni dei costi/benefici di un Doppio Credit Spread, che altro non è che una strategia composta di Bear Call Spread e di Bull Put Spread.

Se proprio dovessi lanciare un suggerimento sull’opportunità di usarne una piuttosto che un’altra, il consiglio che proverei a dare è che sia meglio ‘stare alla larga’ il più possibile, magari incrementando la leva a parità di margine.
Per approfondire, riprendiamo la tabella della volta scorsa:

Tanto per capirci, il caso a) comporta un doppio spread di 500 punti che salgono a 1000 e a 1500 nei casi b) e c).
Nelle ultime due righe ho rispettivamente l’Incasso e il Margine che, ovviamente, variano in funzione dell’ampiezza dello spread.
Per quanto possa sembrar strano, la riga più importante non è l’Incasso ma il Margine: il terribile mostro con cui siamo costretti a fare i conti tutti i giorni.
In più di un’ occasione, da questo Sito mi sono prodigato a non demonizzare il Margine, anzi, a lodarne l’istituzione. Nonostante qualche sporadico strafalcione da parte del Gestore, il Margine è un sistema molto intelligente per comprendere ‘il livello dei nostri guai’.
Non mi dispiace fare spesso il classico ‘conto della serva’ prima di intraprendere una posizione.
Vediamolo insieme:

  • Caso a)        Incasso 475 e mi inguaio di circa il doppio
  • Caso b)        Incasso 788 e mi inguaio di oltre il doppio
  • Caso c)        Incasso 995 e mi inguaio di quasi il triplo

 
L’osservazione da fare è pertanto quella che la Cassa di Compensazione (giudice di gara) proporzionalmente parlando si preoccupa parecchio del mio ‘buco’ di 1500 punti del caso c).
In effetti, il problema non sta tanto nel fatto che il sottostante arrivi a 16500 ma piuttosto che si allunghi a 17000, o anche a 17500 e che lì rimanga fino alla scadenza.
Sono d’accordo con voi che il sistema Barriere di cui stiamo parlando in questa rubrica farà sì di evitare che si arrivi a quei livelli perché, prima o poi, il software farà salire più in alto la barriera superiore, ma dobbiamo ricordare che Cassa fa sempre un ragionamento basato sul calcolo delle probabilità che, come tale, va a scrutare nel futuro a fronte di tutti gli scenari possibili.
A questo punto, a mio parere, molto meglio utilizzare la soluzione a) in leva 2 piuttosto che la soluzione c) in leva 1.
Facciamo subito una botta di conti:

  • Soluzione a) in leva 2         =        incasso 475x2=950   margine 905x2=1810
  • Soluzione c) in leva 1         =        incasso 995             margine 2346

 
Poiché l’incasso è quasi uguale (950 contro 995) mentre il Margine è molto diverso (1810 contro 2346), numeri alla mano, abbiamo dimostrato che la prima soluzione è assolutamente preferibile.
Arriviamo così a questa conclusione: “meglio andare in leva 2 con uno spread basso piuttosto che in leva 1 con uno spread più alto”.
E’ chiaro che ognuno di noi sceglierà ciò che meglio si adatta alle proprie predisposizioni al rischio ma con la Borsa derivata, così come in qualsiasi altro processo matematico, prima di impostare la strategia è bene avere sempre molto chiara la visione probabilistica delle variabili in gioco.
Molto bene!
 
E ora finalmente, bando agli indugi, ci tuffiamo nel trading system partendo da ciò che ci insegna la letteratura.
Gli articoli a cui faccio riferimento, fanno parte di una lunga serie pubblicata in “Technical Analysis of Stocks & Commodities” che, a mio avviso, rappresenta una pietra miliare dell’analisi tecnica.
Questo magazine è talmente conosciuto in America al punto da avere un link su Wikipedia:http://en.wikipedia.org/wiki/Technical_Analysis_of_Stocks_%26_Commodities
Vi riporto l’estratto:
“... Technical Analysis of Stocks & Commodities is an American, Seattle-based monthly magazine about commodity futures contracts, stocks, options, derivatives, and forex. It was established in 1982 and today covers global industry trends, prominent people, trading technology, managed funds, and fundamental and technical analysis. The magazine is a respected source of information on the financial markets, with articles on industry issues, current market developments, trading techniques and strategies, and many other areas of interest to traders and risk managers. It contains feature articles, analysis and strategies for derivatives traders and money managers, and more. The magazine is published by Technical Analysis, Inc. Its primary competitors are Active Trader and Futures among others ...”.
In pratica, da trent’anni questo giornale si affanna a trovare la gallina dalle uova d’oro che, ovviamente, non esiste in senso assoluto per il semplice fatto che non può esistere, ma questa non è una buona ragione per non studiare e per non approfondire la materia.
Personalmente trovo sorprendente la costanza e l’impegno della Redazione che ha creduto e sviluppato un progetto duraturo nel tempo e sempre aggiornato.
Per quanto ci riguarda più da vicino in questa analisi sulle Barriere, traggo spunto da un lavoro di Alex Saitta dell’aprile 1997 dal titolo: “Bonds, Price Momentum and Trends”  
Per rintracciare i livelli di supporto e di resistenza, l’autore analizza i massimi e i minimi assoluti che hanno preceduto il crossover dei prezzi con una loro media.
Partiamo dalla fine <backversion> utilizzando subito lo script Metastock per poi tradurlo in italiano:
 
Resistenza:   ValueWhen(1,Cross(Mov(C, period,S),C),HHV(H, period))
Supporto:      ValueWhen(1,Cross(C,Mov(C, period,S)),LLV(L, period))

Per meglio comprendere, partiamo dalla prima formula (Resistenza) e separiamo lo script in tre parti:
ValueWhen(1,Cross           (Mov(C, period,S),C)         ,HHV(H, period))

  • ValueWhen(1,Cross
  • significa “dammi l’ultimo Massimo precedente quando si è verificato un incrocio”
  • (Mov(C, period,S),C)
  • significa “tra la Media mobile Semplice a un certo periodo (variabile) e la Chiusura”
  • HHV(H, period))
  • significa “scegli il Massimo del periodo (variabile)”

    Nonostante il linguaggio turco, a ben riflettere il concetto è abbastanza semplice da interpretare se solo ci limitiamo a farci la domanda: “che cos’è una Resistenza?”.
    Ma certo! La Resistenza è un qualcosa che si cerca di ‘rompere’ o comunque un muro difficile da sfondare.
    E quando lo si sfonda questo muro?
    Ma sì! Lo si sfonda quando la media dei prezzi di chiusura in un certo intervallo di tempo, rompe la Chiusura del giorno corrente.
    Adesso dovrebbe essere più chiaro, ma per far meglio passiamo all’esempio Excel:

  • Colonna Mov(C,5,S)  è la media FIFO (first in first out) delle ultime 5 sedute
  • Esempio del 30 dicembre: (15089+14908+14796+14924+15074)/5=14958,20
  • Colonna Cross
  • Il dato passa da ‘no cross’ a ‘cross’ il giorno in cui la media mobile supera la chiusura (il 5 gennaio 2012)
  • Colonna HHV(H,5) è il Massimo degli ultimi 5 Massimi

 
Bene!  Il risultato di oggi è solo parziale perchè ancora non abbiamo definito il dominio della variabile ‘periodo’ poiché il valore 5 che abbiamo utilizzato è solo un esempio come un altro, né ancora sappiamo se il lavoro di Saitta sia statisticamente appagante.
Per oggi ci fermiamo qui ma lo studio procederà spedito nella prossima puntata.
Non mancate di seguirmi su www.francescocaranti.net
 
Francesco Caranti