Opzioni MIBO - Dall’osteria alle banche centrali. Pagare e morire? C’è sempre tempo!

rubrica: 

Hai venduto opzioni, ti stanno per scadere In the Money e devi pagare? Aspetta …

Cari amici, con questo intervento intendo cominciare ad entrare nel dettaglio operativo dei concetti espressi nei precedenti contributi dedicati al monitoraggio, rispettivamente del Margine e dei Prezzi delle opzioni presenti nel nostro portafoglio.
Abbiamo visto come, tenendo sotto controllo entrambe queste variabili contemporaneamente, si abbia la certezza che la nostra posizione stia in piedi. E ciò è particolarmente utile per quanti, al pari del sottoscritto, non dispongano di nozioni particolarmente avanzate dal punto di vista tecnico riguardo la matematica delle Opzioni e di tutti i Sistemi e Indicatori. Quindi una volta capito che non ci dobbiamo trovare alla scadenza e, anche nel durante, con un margine fuori controllo e opzioni vendute che valgono 2000 punti, siamo già a buon punto. Ciononostante può capitare comunque di trovarsi in difficoltà, con qualche opzione che ci è diventata ITM per la quale potremmo quindi, salvo miracoli, essere costretti a pagare in contanti la nostra controparte al momento del regolamento. In passato, quando ero decisamente inesperto, in simili situazioni mi facevo prendere dallo sconforto e pagavo come un allocco quando, in realtà, prima di lasciar andare i nostri sudati quattrini bisogna tentare tutto il possibile e anche l’impossibile! Vedete, nell’immagine in testa, quei simpatici vecchietti che giocano a carte e bevono vino nella loro osteria di fiducia? Certamente tra loro ci sarà qualcuno che si inventerà dei trucchetti per non pagare il conto (malori improvvisati, lamenti con l’oste sul ritardo della pensione, aiuti forzati a figli e nipoti in difficoltà, ecc.) o, quantomeno, rimandarlo di molto tempo, possibilmente fino a quando passerà a miglior vita! Ebbene, la cosa divertente, e anche paradossale per certi versi, è che a simili trucchetti di basso profilo, ricorrono perfino Stati, Autorità Monetarie, e Banche Centrali. Incredibile, vero? Prendiamo ad esempio la Federal Reserve con i vari QE1, QE2, e adesso pure QE3: in buona sostanza questi programmi altro non sono che la stampa di moneta per comprare Tresuries federali che vengono emessi in maniera sempre più massiccia per finanziare l’enorme debito Usa. Il debito federale scompare dai conti del tesoro e ricompare nel bilancio della Fed. Debito coperto con altro debito, né più né meno. E il fondo ESM salvastati per cercare di risolvere la crisi dei debiti europei? La BCE, in teoria, non può stampare moneta (io dico che alle brutte, stamperà eccome ammesso che non abbia già cominciato, ma questo è un altro discorso che ora non mi interessa approfondire per niente) per ottemperare al suo mandato di garantire la stabilità dei prezzi, e allora la liquidità necessaria per i massicci acquisti proverrebbe dal suddetto fondo, finanziato dalla totalità degli stati appartenenti all’eurozona. Ma se tutti gli stati, compresa la forte e virtuosa Germania, sono indebitati, come fanno a finanziare il fondo? Il trucco consiste nel fatto che, se un paese è in difficoltà a finanziare il suo debito sul mercato, a comprare i suoi bond interviene il fondo costituito dal debito di tutti i paesi … sempre di debito coperto da altro debito si tratta, né più né meno. Le domande che si pongono tutti è se simili strategie sortiscano qualche effetto, e fino a quando potrà durare il giochino. Difficile rispondere, ma qualche idea noi ce l’abbiamo. L’effetto è un sollievo immediato ma tiepido per l’economia, insomma il classico brodino per il malato. Ad esempio, nel caso americano, c’è stata una timida risalita del PIL, ma pagata a carissimo prezzo in termini di aumento del debito federale, per cui non ci vuole molto a capire che se l’economia non si rimette in moto per davvero, con aumenti veri dell’occupazione e non vengono attuate robuste riforme per reperire nuove entrate e abbattere la spesa pubblica al punto di ridurre l’enorme debito federale, alla lunga la situazione sarà insostenibile.
Conclusioni analoghe, anche se il meccanismo è diverso, valgono per l’Europa: l’effetto in questo caso consiste nel “comprare tempo” trasferendo in parte (la corte federale tedesca con la sua sentenza ha anche stabilito in quale misura) il debito dai paesi deboli a quelli forti tramite la BCE e, per essere efficace nel lungo periodo, occorre che i paesi beneficiari degli aiuti attuino un rigido percorso di riforme per ridurre il loro debito. Sorge spontanea, a questo punto, un’altra domanda. Esiste qualche possibilità che questi meccanismi si inceppino perché qualcosa va storto, e allora va tutto a rotoli con un default di proporzioni immani, tipo Italia o magari Usa? Certo che esiste, ma se intanto riuscissimo a mandare avanti il giochino per altri 30 o 40 anni, sarebbe un problema di chi si troverà la patata bollente tra le mani in quel momento! E’ il classico ragionamento dei politici: comprare il consenso popolare creando debito, con cui faranno i conti i politici che verranno dopo. L’Italia in questa prassi poco lusinghiera non ha da imparare nulla da nessuno.
 
Bene, torniamo a noi. Perché tutta questa premessa? Semplice. Parlavamo del nostro portafoglio di opzioni in cui ci sono dei “pezzi” venduti diventati ITM. Sono dei debiti a tutti gli effetti, che abbiamo nei confronti della nostra controparte. Ma vogliamo provare anche noi a non pagarli, coprendoli con altri debiti? Certo! Se lo fanno le grandi aziende, gli Stati e le autorità monetarie, a maggior ragione posso farlo io che non sono nessuno! Vediamo come fare esaminando, nell’ ordine di criticità della situazione, le possibili alternative.
 
1) Il Rolling con piramidazione e tappi. Supponiamo di avere sulla scadenza di ottobre, una Call 15500 scoperta che vale al momento 1030 punti, con indice a 16300. Può capitare che l’indice storni, ma può benissimo continuare a salire e siamo già sopra al limite di prezzo dei 1000 punti. Ebbene, richiudiamo questa Call 15500 e ne vendiamo 3 di strike 17000 incassando 3 * 260 punti = 780 punti. E magari, se proprio non vogliamo spendere nulla o quasi, vendiamo anche una put 15000 a 200 punti. A questo punto, affinché accada di dover pagare di nuovo 1000 punti, l’indice dovrà salire ancora, il che non è affatto scontato dopo questa fantastica cavalcata di 4000 punti. Ma attenzione: per attuare queste strategie, occorre un controllo ferreo dei margini in quanto, se aumenta il numero dei pezzi venduti, questi inevitabilmente saliranno. E se il trend è molto forte, potreste peggiorare la situazione! Per evitare ciò, fondamentale è il ruolo dei “tappi”, cioè opzione comprate OTM, e talvolta DOTM, che stoppano efficacemente i margini, ponendo un tetto alle possibili perdite. Francesco ed io raccomandiamo di comprarli già all’inizio. Ad esempio, se si vende un pezzo da 500 punti, se ne comprano due o tre da 30-40 punti. Soldi buttati? Forse. Ma se il mercato si rivolta contro, possono lievitare e aiutarci non poco: se io non avessi avuto i tappi dopo aver venduto Call 13000 e 13500 sui minimi dell’estate, oggi sarei saltato, invece, pur dovendo lottare tanto, sono ancora qua. Sono tuttavia frequenti i casi in cui manovre simili sortiscono l’effetto sperato, specialmente se la piramidazione avviene in una fase di mercato con gli indicatori particolarmente tirati, e il trend è pertanto a rischio di una pausa. Ma ancora mi raccomando i tappi, altrimenti si rischia di fare la fine di un amico di Francesco che, dopo aver venduto Call durante la bolla del 2000, tutti i giorni diceva “domani storna” e invece non stornava mai! Così come io stesso, durante i mostruosi ribassi di questi anni, dopo aver venduto Put dicevo “domani rimbalza”, e invece da 40000 punti siamo arrivati a 12000!
 
2) Il Rollover : trasformare il pagamento certo in uno probabile. Supponiamo di trovarci in una situazione un po’ più intricata di quella precedente. Siamo sotto scadenza, e ci troviamo un’ opzione ITM di 500-600 punti o più. Guardiamo ad esempio Settembre. Oggi siamo al 13, la Call 15500 vale 860 punti con l’indice a 16300 e mancano 9 giorni alla scadenza. Ma supponiamo che ne manchino ancora di meno, perché in 9 giorni l’indice potrebbe anche stornare, ad esempio facciamo finta di essere a martedì prossimo. Praticare il rolling con piramidazione esaminato nel caso precedente è improponibile. Quante Call 16500 a tre giorni dalla scadenza dovremmo vendere per racimolare 860 punti? A quel punto valgono una miseria! Ne servono 10, 15, 20? Prima di tutto, presumibilmente, la Sim non ci passerebbe l’ordine perché il margine esploderebbe. Ma se così non fosse,  se poi l’indice gli ultimi giorni impennasse, ci ammazzerebbe. E’ evidente che non è questa la strada da seguire. Molto più proficuo e meno rischioso passare alla scadenza successiva (rollover). Ricopriamo la call 15500 in scadenza, e recuperiamo la relativa liquidità ad esempio vendendo le 3 call 17000 Ottobre del caso precedente. Ma attenzione, può anche succedere che l’ indice per ottobre salga verso quota 18000 e ci ritroveremmo al punto di partenza con 3 pezzi invece che 1: nel frattempo, però, questi 3 pezzi valgono 260 punti e abbiamo tutte le possibilità per fare hedging e tenere sotto controllo i margini, come abbiamo visto nei precedenti contributi. Abbiamo, con questa operazione, comprato tempo riscadenzando un nostro debito nei confronti del mercato. Né più né meno. Con la differenza non da poco, che questo debito può benissimo scomparire, in quanto nulla può assicurare il compratore di quelle Call 17000 che finiranno ITM! Il principio ispiratore di simili azioni è il concetto del “finchè c’è vita c’è speranza”. Chi segue un po’ il calcio avrà presente il fallo da rigore o il fallo da ultimo uomo su un avversario che sta per segnare un gol praticamente certo. Io mi prendo il rigore contro e/o l’ espulsione, ma intanto la partita, pur in inferiorità numerica, me la gioco e il calcio di rigore può anche essere fallito! Intanto io non prendo il gol, poi si vedrà. E così il rollover: intanto io ora non pago, poi si vedrà. Ma occhio ai margini e ai prezzi, perché altrimenti il giochino ci scappa di mano, e finiamo sul vassoio del leone!
 
3) La discarica dei “rifiuti tossici”: scappiamo lontano! Le abbiamo provate tutte e abbiamo ancora la controparte con il suo fiato sul collo a tenerci sotto scacco e reclamare i nostri soldi? Improvvisiamoci banchieri centrali! Wow, roba grossa! Ma come Draghi e Bernanke, dobbiamo attuare queste “misure non convenzionali” solo se la situazione è irrimediabilmente compromessa, cosa che non deve succede se si sono fatti bene i compiti a casa. Piccola premessa: la Federal Reserve, a suo tempo, ha costituito una “bad bank” in cui far convogliare tutti i titoli spazzatura provenienti dalla cartolarizzazione dei mutui subprime; e la BCE, già dall’anno scorso, acquista bond di stati in difficoltà, che non sono proprio spazzatura, ma quasi. E tutti questi “rifiuti tossici” stanno lì, in attesa che la situazione migliori. Come possiamo fare noi nel nostro piccolo, ad attuare un simile intervento? Seguiamo un meccanismo di rollover, ma ci allontaniamo di molto con gli strike e le scadenze! Un esempio con i numeri: ho in scadenza due Call a 2000 punti, vendute. Lo so, ragazzi, che non ci dovevo arrivare a trovarmi così, ma adesso è inutile che mi rimproveriate per questo, anzi, datemi un’idea altrimenti devo tirare fuori ben 10.000 €! Una soluzione c’è e guarda lontano. Ad esempio, su Dicembre 2013 ci sono le Put 11000 e le Call 20000 che valgono 500 punti: ne vendiamo 4 di ciascun tipo e abbiamo messo insieme i 4000 punti necessari per coprire il nostro debito con il mercato. Non abbiamo tirato fuori un solo centesimo dopo un esito disastroso, tuttavia questo comporta un prezzo: dovremo stare per ben 15 mesi sulla graticola con un buon numero di opzioni vendute che possono in teoria lievitare fino ad ingigantire il problema di partenza. Proprio come i titoli tossici nella pancia delle banche centrali. Va precisato che non mancano le buone notizie: in questi casi i margini sono molto contenuti, perché in base alla mia esperienza ho riscontrato che, ai fini del calcolo, il TIMS considera molto più il Delta che il Theta. In parole povere, una put 16000 in scadenza, con l’ indice a 16300, margina molto più che una Put 11000 molto lontana. E in effetti, il Delta di queste opzioni DOTM, ancorché a scadenza molto lontana, è decisamente basso, in quanto devo dire che, anche in seguito ad oscillazioni decise dell’indice, i prezzi si muovono molto poco. Ma guai a sottovalutarle: anzi, se ci troviamo costretti a ricorrere a un simile artificio, dobbiamo tener conto che la nostra futura operatività è inevitabilmente condizionata per un lungo periodo di tempo. Dovremo pertanto costruire strategie che nel complesso tengano conto della presenza di quelle vendite lontane, affinché i margini restino costantemente sotto controllo. Non sono rari i casi in cui si riesce a ottenere, nel frattempo, con strategie ad orizzonte temporale più breve (realizzando quindi una sorta di Reverse Calendar), interessanti profitti con parte dei quali, man mano, si richiudono le opzioni scoperte liberando margini e spazi di manovra. Come può capitare, se la situazione complessiva del portafoglio e dei margini lo consente, che sia possibile richiudere le opzioni lontane finanziandoci con vendite su scadenze più ravvicinate (Calendar Spreads per liberarsi di passività nel lungo periodo): se poi non sortiscono effetto, nulla ci impedisce di “riversare”, e tornare alla situazione di partenza!
 
Con questo, per oggi ritengo conclusa la discussione. Abbiamo affrontato tre modalità per uscire da situazioni che “scottano”, in ordine crescente di complessità, e grado di compromissione della situazione di partenza. Il denominatore comune dei tre metodi è che in ogni caso occorre un controllo ferreo dei prezzi e dei margini da attuare tramite le varie strategie di hedging, altrimenti la situazione, invece di migliorare, peggiora. Quindi, ora che abbiamo affrontato nell’ ordine gli argomenti Margine, Prezzi, e Modalità Operative, possiamo dire di aver chiuso il cerchio.
Infine, per quanto riguarda il terzo caso relativo all’operatività con Opzioni lontane, prometto che avremo modo di approfondire, in quanto si tratta di un argomento poco trattato dai comuni libri e corsi di Opzioni, nonché messo poco in pratica dagli Operatori. Se infatti vi divertite a guardare gli Open Interest su scadenze lontane, vi accorgete che non c’è quasi nessuno, in quanto la grande speculazione si concentra su orizzonti temporali brevi mentre, a mio giudizio, le strategie “lontane”, o combinate tra lontane e vicine, hanno un grande fascino e possono dare notevoli soddisfazioni.
Vedremo 'come', in seguito, sempre sul nostro Portale. Vi ringrazio per l’attenzione e vi do appuntamento ai prossimi interventi.
 
Giangiacomo Rossi