Opzioni MIBO - La Parità Call/Put ovvero come si legano tra loro le opzioni ITM e le OTM - Parte 1

rubrica: 

 

 

 

Lo Smile di Volatilità : un “sorriso” che ci aiuterà (anche a farci un Panel da nababbi in economia !)

Cari amici di FC.net, in tempi di crisi, non esiste detto più azzeccato quanto “il bisogno aguzza l’ ingegno” ! E tale adagio, tramandatoci dai nostri genitori e nonni, vale anche per noi Operatori in Opzioni, in quanto se vogliamo avere successo dobbiamo essere sempre molto svelti a sfruttare tutte le opportunità operative che lo strumento propone.
Ad esempio, poco più di un mese fa, sono rimasto particolarmente stupito dal Panel messo su dal nostro monumentale Francesco, composto prevalentemente da opzioni Deeply in the Money :
 
Come vediamo dal Panel con relativo grafo, il payoff della strategia implementata è decisamente interessante, in quanto, fatta eccezione per il caso di movimenti abnormi del mercato, che possono sempre capitare (anzi, negli ultimi anni ne sono capitati in quantità industriale con la volatilità esplosa anche al 90% !), il rapporto rischio/rendimento è decisamente allettante,  ma sfortunatamente la leva unitaria comporta l’ esorbitante esborso della somma di oltre 21.000 € . Quindi, se volessimo mettere su una strategia in leva 10, che è ordinaria amministrazione per un operatore medio – piccolo (se non altro per ottimizzare le commissioni di IW Bank, che ammontano a € 2.5 per pezzo, ma con minimo di 25 € ), dovremmo disporre di ben 210.000 € , oltre ad una congrua somma per poter aggiustare le posizioni nel durante , quindi una vera e propria montagna di soldi! E chi li ha ? Qualcuno di voi sicuramente, io certamente no ! E allora devo ingegnarmi per riprodurre un Panel che presenti un payoff simile, ma che comporti l’utilizzo di una somma alla portata delle mie tasche.
 
A rendere quello che Francesco ha definito giustamente “panel da nababbi” così oneroso, è l’ utilizzo di opzioni Deeply in the Money, la Call 16500 e la Put 24000, del costo di circa 10.000 € ciascuna : ma i problemi non finiscono qui, in quanto nella realtà della pratica operativa, mettersi sul mercato e cercare di acquistare due opzioni così ITM può non essere facile, poichè i Market Maker su strike così lontani dai valori correnti non sono tenuti a presentarsi nel book, e se lo fanno (spesso se li chiami con il pulsantino “quote request” della piattaforma non ti si filano neppure di striscio !) applicano degli spread denaro–lettera molto ampi, costringendoti a regalar loro anche 100 – 200 punti. Non è raro, in simili casi, che se l’operatore si posiziona nel mezzo, venga pressoché ignorato, e quindi, per essere eseguito in fretta, modifichi l’ordine cedendo parecchi punti al market maker, magari per la paura di essere penalizzato da un brusco movimento di mercato che metta in crisi gli ordini successivi .
 
Colgo l’ occasione per consigliare tutti gli aspiranti operatori in Opzioni che quando si mette su una strategia composta è sempre opportuno essere tempestivi nell’eseguire gli ordini, in quanto un rallentamento, con brusco movimento del mercato mentre si esegue, può comportare sia un guadagno extra rispetto al pay off teorico che un deprezzamento, ma ahimè, il secondo caso è molto, ma molto più frequente ! Quindi, meglio posizionarsi, piuttosto che perfettamente a metà dello spread denaro – lettera , leggermente dalla parte del Market Maker, ed essere eseguiti subito per poi passare agli ordini successivi piuttosto che intestardirsi ad attendere di essere eseguiti al prezzo che si ritiene “giusto”, rischiano di dover modificare l’ordine stesso e fare i successivi a condizioni penalizzanti in seguito ad un movimento del mercato. Per lo stesso motivo, è bene non operare a ridosso di movimenti particolari della giornata che possono innescare volatilità, come i primi 20’ della seduta, l’ uscita dei dati macro statunitensi e l’apertura di Wall Street.
 
Tale inconveniente, operando con le opzioni DITM, è ulteriormente amplificato : lasciarci 1000 € più del dovuto in pochi minuti è davvero facilissimo, quindi occhio !
Non per nulla il saggio Caranti ha precisato che quel Panel ha essenzialmente scopo didattico, invitandoci a non avventurarci alla garibaldina rischiando di combinare disastri!
 
Tuttavia l’ opportunità rimane ghiotta, non tentare di coglierla sarebbe un peccato. Per farlo, dobbiamo comprendere in fondo la proprietà fondamentale delle Opzioni DITM : sono talmente forti, da non contenere quasi più valore temporale.
 
A possedere poco valore temporale, tuttavia, sono anche le Opzioni Deeply Out of the Money (DOTM), che sono strettamente legate alle DITM da una relazione fondamentale della matematica dello strumento opzione, ovvero la Parità Call – Put , di cui abbiamo parlato in precedenza : http://www.francescocaranti.com/opzioni/put_duriamorire .
 
Nel citato contributo si è spiegato, in modo qualitativo, che affinché non sussistano possibilità di arbitraggio tra Call, Put e Future, la volatilità implicita prezzata nella Call e nella Put ATM debba essere la stessa, come pure si è visto che le Put OTM prezzano generalmente, per non dire sempre, una volatilità implicita nettamente superiore a quella delle Call OTM, in forza del ragionamento secondo cui il mercato teme molto più i ribassi rispetto ai rialzi.
Per chiudere il cerchio, aggiungo una ulteriore precisazione : la Parità Call – Put non sussiste solo sullo strike ATM, ma dovrà sussistere per tutti gli strike quotati, e del resto se così non fosse sarebbe possibile cercarsi qualche combinazione tra Call, Put e Future per poter arbitraggiare. Quindi, la Call ITM prezza la stessa volatilità della Put OTM sullo stesso strike, e parimenti la Call OTM prezza la stessa volatilità della Put ITM sullo stesso strike. In genere, per non dire sempre o quasi, la volatilità sui vari strike non è quindi costante, ma varia a seconda delle aspettative degli Operatori, e comunque , dato che il mercato teme decisamente più i ribassi che i rialzi, presenta valori superiori sugli strike bassi, ed inferiori sugli strike alti.
 
Se su di un piano cartesiano mettiamo sull’asse delle ascisse i valori dell’ indice limitatamente agli strike (ad esempio, 18.500, 19.000, ecc., fino a 26.000), e sulle ordinate i valori della volatilità implicita prezzata nelle Opzioni a parità di scadenza temporale, otteniamo una curva denominata Smile di Volatilità .
Purtroppo non dispongo dei dati relativi alle Opzioni coinvolte nel “Panel da nababbi” magistralmente ideato da Francesco, ma nulla ci impedisce di creare un esempio analogo : vediamo di costruircela sui valori attuali dell’ indice e delle volatilità implicite sulla scadenza di Dicembre. Oggi siamo circa 2500 punti più in alto, per cui consideriamo le basi dalla 19000 alla 26500. Iniziamo ad estrarre dal sito di Borsa Italiana i valori della volatilità sulla scadenza di Dicembre, al regolamento di oggi 7 Settembre 2009, con Future su Dicembre a 22320, e segnamoli su una tabellina :
 
 
Dopodiché, riportiamo le coppie di valori sul piano cartesiano, ottenendo quindi la curva della volatilità, o Smile, sulla scadenza di Dicembre :
 
 
L’andamento della curva appena ottenuta, decrescente al crescere dello strike, è tipico delle situazioni maggiormente ricorrenti nel nostro mercato, ma di un po’ tutti gli indici occidentali : la volatilità implicita prezzata nelle Opzioni ha valori intermedi per gli strike ATM, più alti per gli strike molto bassi, corrispondenti alla Call DITM e alle Put DOTM, e più bassi per gli strike molto alti, corrispondenti alle Call DOTM e Put DITM.
 
Il caso in esame denota una situazione intermedia, con valori medi di volatilità su ciascuno strike,  ma a volte succede che la curva sia più schiacciata a ridosso della retta parallela all’ asse delle ascisse , con ordinata all’ origine pari alla volatilità dello strike ATM, come pure, all’ opposto, può succedere che sia più ripida: in particolare, nei momenti di “burrasca” dello scorso Ottobre 2008, siamo arrivati a vedere il 65% di volatilità sugli strike ATM e il 90 % sugli strike bassi, con una differenza di ben 25 punti contro i 7 – 8 dell’esempio corrente. In caso di volatilità molto alta sul mercato, lo smile, oltre ad essere più ripido, sarà più distante dall’ asse delle ascisse, per i maggiori valori delle ordinate.
 
Analogamente al valore della volatilità implicita prezzata su ogni singola Opzione, la forma dello smile cambia continuamente in base sia all’andamento del mercato, che alle aspettative future degli Operatori. E questo avviene su tutte le scadenze temporali negoziate, quindi la questione è decisamente complessa. Potremmo provare, sullo stesso piano cartesiano, a rappresentare più smile relativi a scadenze differenti, e riscontrare come essi si possano discostare tra di loro anche in modo significativo : tutto dipende dalle aspettative del mercato, in quanto può accadere che la massa degli Operatori si aspetta acque agitate nel breve termine, e calma nel medio – lungo, oppure il contrario, o ancora una sostanziale neutralità. Quando si verifica un netto scostamento tra gli smile relativi a scadenze temporali diverse, è possibile sfruttare la situazione a nostro favore per costruire strategie di tipo orizzontale/diagonale, ovvero facendo intervenire nello stesso portafoglio Opzioni comprate e vendute su scadenze diverse .
Dette strategie saranno discusse verso la fine del corso, per la particolare complessità dell’ argomento : per ora è sufficiente capire che è sempre meglio pagare meno volatilità possibile quando si compra, ed incassarne il più possibile quando si vende, per cui se si presenta l’ occasione per farlo, tentare di sfruttarla non è mai sbagliato.
 
Rimanendo nell’ ambito di uno stesso smile, quale quello esaminato oggi, finalmente si comprende per quale motivo mettere su un Bear Spread, indifferentemente se di Call o di Put, sia sempre più economico che mettere su un Bull Spread, anche qui indifferentemente se di Call e di Put. Sono certo che i lettori più attenti hanno sicuramente osservato tale stato di cose. A causa dell’ inclinazione dello smile, se facciamo un Bear Spread di Put, la comprata prezzerà sempre e comunque meno volatilità della venduta, se lo facciamo di Call con le stesse basi, la venduta prezzerà anche qui più volatilità della comprata. Nel caso del Bull Spread accade l’esatto opposto. L’ unico caso in cui il Bear Spread ed il Bull Spread costerebbero uguali sarebbe il caso di uno smile perfettamente orizzontale , praticamente irreperibile in natura…pardon, sul mercato!
 
Con questo, per oggi vi ringrazio per l’ attenzione e vi saluto, dandovi appuntamento a brevissimo per la seconda parte, in cui vedremo un particolare risvolto pratico di ciò che abbiamo trattato oggi.
 
Giangiacomo Rossi