Opzioni MIBO - Opzioni: Tempo, spazio, volatilità (parte 4)

rubrica: 

 

 

… quando il mercato si mette di traverso, difendetevi …

Cari amici di www.francescocaranti.net, con questo intervento riprendo la rassegna “tempo, spazio, volatilità” per fornire un compendio dei concetti espressi finora sul trading in Opzioni, con particolare riguardo ad un aspetto centrale dell’utilizzo di questi strumenti : la possibilità di disinteressarsi del trend del mercato, mettendo in piedi figure bidirezionali o adirezionali .
Ciò tuttavia non toglie che il mercato possa comunque mettersi di traverso, generando non pochi grattacapi, quindi dobbiamo avere ben chiaro come comportarci quando ci troviamo in difficoltà per essere pronti ad ogni evenienza.
Abbiamo parlato di acquisto e vendita di singole Opzioni, di Spread Verticali, Straddle, Strangle, comprati oppure venduti, e di tutto ciò che può succedere ai detentori della posizione, sia a scadenza che nel durante.
E’ ormai chiaro a tutti che la sola proiezione a scadenza del payoff di una figura in Opzioni è insufficiente a farci percepire in modo completo e oggettivo opportunità e rischi, questo perché, lo ripeto ancora e non mi stancherò di farlo, anche se mi manderete tutti a quel paese (ma poi mi ringrazierete!), non conta solo dove finisce il sottostante, ma anche, per non dire soprattutto, come ci va.
In particolare, ne discende, trovo assolutamente non condivisibili ed insensate affermazioni del tipo “Sì, adesso il mio portafoglio sta perdendo, ma proiettato a scadenza sul Panel restituisce un gain, quindi me ne sto bello tranquillo”, oppure un’altra variante, più sfruttata nel trading in generale, “Questo è un drawdown, non una perdita reale” . Intanto, il termine drawdown, come ho scritto altrove, io preferisco chiamarlo “perdita maturata fin lì”, ed in ogni caso, se non ci fosse, sarebbe meglio. Se si vuole vincere il campionato, dopo una dozzina di partite credo sia meglio essere in testa come l’Inter, piuttosto che sotto di otto punti come la Juventus, anche se tutto può succedere fin quando la matematica lo consente: analogamente, per noi nel durante è molto meglio essere in attivo che in passivo.
Ciò premesso, passiamo a come ci si deve difendere quando il mercato ci dà contro nel caso di acquisto o vendita di uno Straddle, o Strangle.
 

 

Partiamo dal caso del Venditore, in particolare, ciò che ispira maggiormente queste considerazioni è quello dello Short Strangle. Supponiamo di aver venduto una Call e una Put Out of the Money equidistanti dallo strike, rispettivamente a 200 e 330 punti, e che dopo qualche giorno il mercato si sia mosso in modo significativo al rialzo, con la Call che è diventata quasi ATM e vale 700 punti, e la Put che si è deprezzata a 160. Il nostro Panel ci dice che siamo ancora in “zona verde” con il payoff ancora in positivo, ma la zona rossa a destra si è paurosamente avvicinata, e inoltre siamo sotto di 330 punti: che fare? O si chiude tutto incassando la minusvalenza, con il rischio di venire beffati da un rientro nel range entro la scadenza (“accidenti, non mi fossi fatto spaventare incasserei un guadagno”), oppure si lascia correre la posizione, contando che l’ indice torni sui suoi passi cancellando la perdita, ma rischiando che il rialzo prosegua e quella Call valga prima 1000 punti…poi 1500…poi 2000….sempre più in alto, come diceva il buon Mike Buongiorno. Sia per chi è alle prime armi, che per gli avanzati, in questi casi è consigliabile optare per la soluzione ispirata al buon senso , ovvero che produce il male minore. Si chiude in perdita, intervenendo su un livello di prezzo prestabilito raggiunto dalla Call, oppure su un particolare livello tecnico raggiunto dall’ indice. Meglio rimetterci 330 punti subito, che rischiare di rimettercene 2000 domani, fidatevi.

 

Ed in caso di ribasso, sulla Put può anche andare peggio, a causa della probabile impennata di volatilità che farà lievitare il valore temporale e quindi il premio da pagare per ricoprire la posizione.
 
Qualcuno potrebbe obiettare che questo non è altro che il classico, abusato, maledetto, e chi ne ha più ne metta, stop loss . Ma come, anche con strumenti così sofisticati ed evoluti, che consentono strategie bidirezionali e adirezionali, dobbiamo piazzare gli stop? Ebbene, in certi casi, anzi, in molti, sì. E le vendite allo scoperto sono proprio i casi più rappresentativi. Troppe volte siamo reticenti a tagliare le perdite chiudendo le operazioni in tempo, perché :
 
1)                 la nostra mente è poco portata a riconoscere l’errore e comportarsi di conseguenza
2)                 siamo troppo ossessionati dall’idea di essere “colpiti” dallo stop per un falso segnale, con conseguente trasformazione in perdita immediata di un potenziale guadagno, il che è una conseguenza del primo punto.
 
Per superare questa potente barriera psicologica, tutto ciò che dobbiamo fare, è far nostro questo ragionamento, e interiorizzarlo fino in fondo : è vero che se stoppo la posizione in perdita posso farlo invano in base all’ esito del run a scadenza, ma è anche vero che con la liquidità liberata, posso fare nel durante altre operazioni molto più profittevoli, che mi consentono di guadagnare di più e soprattutto prima.
 
         Quindi, amici miei, aspiranti “Opzionisti”, se vi trovate con uno straddle o strangle venduto che si mette di traverso, chiudetelo senza “se” e senza “ma” : magari ci rimetterete qualche manciata di punti, ma in ogni caso avrete salvato la buccia (e chi è venditore sa di potercela lasciare, eccome)!
 
         Quando saremo più avanti con il Corso, scopriremo che per gestire un simile caso abbiamo a disposizione altre possibilità (hedging con i futures), ma fin d’ora vi anticipo che non è detto sortiscano effetto, anzi, possono perfino peggiorare la situazione.
 
         Vediamo adesso come si deve comportare il Compratore.
 
Costui, a differenza del Venditore, ha un rischio limitato e noto a priori, sa perfettamente quanto può perdere e quando: può accadere, nel caso di un Long Straddle, che l’ indice finisca sullo strike prescelto, o nei dintorni di esso, a scadenza, determinando la perdita totale dei premi o comunque un netto deprezzamento. Del tutto analogo il discorso per il Long Strangle, in linea di principio.
 
         Focalizziamoci bene sulle parole chiave di questa miniserie di articoli: Tempo, Spazio, Volatilità. Sul ruolo della volatilità si è detto abbondantemente, è la protagonista indiscussa della vita delle Opzioni nel durante, in quanto concorre in maniera preponderante alla formazione del valore temporale. Sullo Spazio, più prosaicamente definibile come posizione dell’indice rispetto allo strike, il discorso è decisamente più semplice, inoltre disponiamo del Panel che ci permette di visualizzare il tutto in maniera egregia. Per chi ci ha seguito fino ad ora, è altrettanto comprensibile l’ idea del Tempo. E’ noto a tutti, a questo punto, il fenomeno del Decadimento Temporale delle Opzioni, così come la più lapalissiana delle certezze di questo strumento a scadenza, il valore temporale inevitabilmente si azzera. Se un’ opzione scade In The Money, il premio pagato o incassato sarà costituito interamente da valore intrinseco, ma quello temporale sarà in ogni caso estinto. E’ questo il fenomeno che cercano di sfruttare i Venditori : se il mercato oscilla in un tranquillo trading range, senza particolari sussulti, le Opzioni si deprezzeranno giorno dopo giorno, quindi, come saggiamente dice Caranti a più riprese, il tempo che passa è un alleato dei Venditori, e una maledizione per i Compratori.
Ma cerchiamo di approfondire meglio questa frase: a dire il vero, per i Venditori è un alleato un po’ debole, e per di più inaffidabile, mi verrebbe da apostrofarlo con una parola utilizzata in modo spregiativo per definire i cani non di razza (per inciso, io ne ho avuti di razza e non, e li amo tutti!). Vediamo il perché .
Supponiamo di avere in mano uno straddle avente scadenza Gennaio, centrato sui valori correnti dell’ indice , 22440 punti alle ore 12.00 di oggi 04/12/2009. La Call 22500 vale 745 punti (tutti di valore temporale), la Put 22500 ne vale 805 (di cui 745 punti di valore temporale), quindi lo straddle aggregato, complessivamente, incorpora 1490 punti di valore temporale a 42 giorni dalla scadenza . Se il decadimento temporale, per ipotesi semplificativa, fosse lineare, il deprezzamento giornaliero sarebbe pari a (1490/42) = 35 punti giornalieri ; in realtà esso è più lento all’ inizio e più veloce nelle ultime due settimane, quindi a circa 30 – 40 giorni si attesterà sui 20 – 25 punti. E’ questo il guadagno massimo cui può aspirare un Venditore nel durante, salvo bruschi cali di volatilità che accelerino il deprezzamento : mentre il rischio della grossa candela che lo atterra, o comunque lo mette in serie difficoltà, è sempre in agguato. Quindi, oltre al profilo di rischio/rendimento a scadenza, che tutti ormai conosciamo, già paurosamente squilibrato contro il Venditore, quello nel durante è ancor più sbilanciato : mentre il Compratore, in caso di movimento forte del mercato, può liquidare utilmente le posizioni in buon guadagno, il Venditore, fondamentalmente è costretto ad aspettare parecchio per maturare un ritorno appena decente. Per non parlare poi delle scadenze più lunghe, in cui l’ attesa del Venditore è un autentico calvario.
 
         All’opposto, per il medesimo ragionamento, il Compratore nel durante rischia molto poco : esaminiamo il caso in cui rischia di più.
 
Supponiamo che una simpatica vecchietta un po’ smemorata si accinga ad attraversare le strisce pedonali, ma invece di attraversare la strada in modo diretto, si metta ad andare senza meta avanti e indietro, attraversando più volte la medesima striscia senza prendere una direzione, e di fatto non andando da nessuna parte : immaginatevi la scena con il disappunto degli automobilisti che si sono fermati per farla passare, ma non possono mai ripartire !
 
E adesso immaginiamo che quella vecchietta distratta sia un mercato ondivago e senza trend, mentre le strisce sono gli strike dell’ Idem. Sono situazioni del tutto comuni quelle in cui l’ indice attraversi più e più volte un medesimo strike, magari proprio quello su cui abbiamo costruito un Long Strangle . Ebbene, salvo movimenti imprevisti della volatilità, ogni volta che l’ indice torna su uno strike dove è già stato, uno straddle ivi centrato si è inevitabilmente deprezzato, per il semplice fatto che l’ indice non si è mosso nello spazio, ma è passato del tempo.
 
E il deprezzamento è tanto maggiore quanto maggiore è il lasso di tempo impiegato dall’ indice per fare il suo “giro dell’ orto” (espressione utilizzata in Toscana a significare un viaggio, o una serie di azioni, che non sortiscono effetti degni di nota) .
 
Ma come abbiamo visto, tale deprezzamento è molto lento. In simili casi, le alternative del compratore sono :
 
1)                             Chiudere tutto in leggerissima perdita, qualche manciata di punti ;
2)                             Chiudere tutto e riposizionarsi su una scadenza più lontana ;
3)                             Attendere, se la scadenza è ancora non vicinissima, confidando nella fine della congestione del mercato con conseguente Break Out.
 
Ma in ogni caso, non è consigliabile portare il tutto a scadenza: chi lo fa e imbrocca un forte movimento nelle ultime due – tre settimane che lo porti in gain clamoroso, fondamentalmente ha beneficiato del fattore C !
 
Grazie a tutti per l’ attenzione, meditateci sopra che il concetto di oggi è importante.
 
Giangiacomo Rossi