Opzioni - Supporti e resistenze per i venditori: teoria e applicazione (1^ parte)

rubrica: 

Le recenti discussioni sugli “indicatori di sensibilità” delle Opzioni credo abbiano raggiunto lo scopo; quello cioè di allargare l’orizzonte e di sensibilizzare l’osservatore.

Sono d’accordo con voi che all’operatore pratico di Opzioni poco importa entrare nel vivo dei singoli passaggi di Excel che servono a trovare il Delta e il prezzo secondo Black Scholes, tanto che parecchi di voi mi hanno scritto perché si sono arenati tra una cella e l’altra del foglio di calcolo senza riuscire più a districarsi. Ecco perché quella di oggi è anche l’occasione per ripetere e confermare che i prezzi che vedete nel book sono calcolati istantaneamente alla perfezione e come tali vanno presi senza discussioni. Infatti, come certamente avrete potuto notare, è sufficiente un’accelerazione istantanea della volatilità per cambiare completamente le carte in tavola, specie per quanto riguarda la scadenza più corta.
E a proposito di scadenze, per quel che è la mia esperienza, vi suggerirei di stare alla larga dalle scadenze vicine perché una vendita scoperta di pochi punti a qualche giorno alla scadenza potrebbe letteralmente portarvi alla rovina.
Tanto per fare un esempio, basta arretrare al maggio 2010 quando, cioè, venerdì 7 la chiusura rettificata è stata 18492, mentre solo cinque giorni più tardi l’Indice si ritrovava a 20634: stiamo parlando di 2000 punti a ridosso della scadenza. Credetemi: difendere 4 strike di una call venduta in quei giorni resta un’impresa impossibile e per il venditore di call è stata una vera Caporetto.
Dopo queste osservazioni, vi suggerisco caldamente di tenere bene a mente che le Opzioni vicine sono l’equivalente di una roulette russa perché se le cose si mettono male non c’è più tempo per difendersi e il default diventa una certezza.

E allora che succede? Ma certo! Così come Monti ti lascia tenere aperto un supermercato anche di notte in modo tale che per far girare l’economia tu alle tre del mattino decidi di andare a comprare una cravatta, Borsa Italiana fa uguale: ti incrementa i ‘prodotti’ e ti quota le Opzioni settimanali, in pratica mette in pista un nuovo e violento gioco di distruzione di massa. E’ chiaro: più prodotti da vendere ti offro e più io vendo, ma credo proprio che a difesa dei consumatori bisognerebbe aprire un tavolo di discussione molto serio. Non credo che riusciremo mai, ma il commento a mio avviso andava fatto. Per il resto: c’est la vie.
 
Ma torniamo a noi e alle nostre Greche.
Come già avrete intuito, la stella polare delle Greche è Delta, cioè il primo degli indicatori di sensibilità.
Delta mi aiuta a trovare il coefficiente di probabilità, in pratica l’equivalente della puntata alla roulette; un po’ come se quando punto sul nero ho il 48,64% di casi, col carrè il 10,81 e con la douzaine il 32,43 (poiché c’è lo zero compreso, naturalmente).
A questo punto possiamo sempre cercare ‘scommesse alla pari’ indagando sui ‘delta simili di  Opzioni con scadenza diversa’.
Nella tabella vediamo le call sulle cinque scadenze di lunedì 9 gennaio alle 12,06 con FTSEMIB a 14569.
In grassetto sono evidenziate quelle con Delta simile che riepiloghiamo qui sotto:
 
Naturalmente non possiamo aspettarci di trovare cinque Delta perfettamente uguali, ma più o meno ci siamo visto che oscilliamo tra 0,23 e 0,30.
Considerando un Delta medio di 0,25, già ci facciamo l’idea che queste cinque call hanno tutte la probabilità del 25% di finire In The Money visto che al momento valgono solo come valore temporale.
Tornado alla Roulette, ed esclusivamente da un punto di vista probabilistico, comperare una call 15250 (delta = 0,24) ha lo stesso effetto di puntare contemporaneamente 9 numeri sul tavolo verde (probabilità = 24,32%).
Se è vero che l’esempio non è proprio nobile e potrebbe anche sconcertare, è altrettanto vero che trattare le Opzioni come fosse la Roulette aiuta a comprendere meglio il rischio dei Derivati. E’ vero: le Opzioni possono sempre essere combinate attraverso il vocabolo più in voga al momento, lo spread in modo da compensare e ridurre l’esborso, ma l’esempio a mio avviso resta molto calzante.
 
Quello che abbiamo appreso oggi può essere utile e il consiglio che posso dare è quello di guardare attentamente i prezzi con lo stesso Delta.
Per esempio:
 

  • Se vendo gennaio incasso poco (118) ma anche i giorni di “sofferenza” sono pochi
  • Se vendo marzo incasso circa il triplo (304) ma sai quanto ci metto a incassarli definitivamente?
  • Se vendo settembre mi porto a casa circa 1000 euro ma da qui a settembre quante cose possono cambiare?

 
E poi, ovviamente, non sarei tanto dissennato da vendere senza coprirmi e pertanto il mio utile si ridurrebbe per via dell’Opzione comprata a protezione.
 
… tutte questioni che vedremo nelle prossime puntate dedicate, oltre che alle greche, ai supporti e alle resistenze da adottare per la vendita.
 
Non mancate ai prossimi appuntamenti, sempre su www.francescocaranti.net
 
Francesco Caranti