Osti e vini n.23

 

 

 

 

“… investimenti e barca a vela…le similitudini sono davvero tante …”

 
Caro lettore di Osti e Vini, ti voglio raccontare, attraverso i personaggi che già conosci, un breve aneddoto. Ecco Ulrico l’amico, a sinistra, e Nestore l’investitore, a destra.
 
 
 

Bene, i nostri amici non vogliono più rischiare, ma non vogliono lasciare i soldi sul conto. Che fare?

 
 
Lo spot cui si riferiscono i nostri amici sta andando in onda su Radio24, a cura di Nafop, l’associazione dei consulenti finanziari indipendenti, per ascoltarlo il link è www.veroconsulente.it .
 
 
 

 
Parole sante, cara Emmerica.
Rendimento senza rischio = chimera
Piuttosto verrebbe da chiedersi perché i due compari vorrebbero investire così a breve ed avere un rendimento del genere. Azzardo una risposta? Si sono scottati con le obbligazioni islandesi, hanno un capitale immobilizzato (bisognerebbe sapere quanto rappresenta in percentuale del loro patrimonio complessivo) e non vogliono più rischiare quello che è rimasto loro. Ma vorrebbero comunque ottenere un rendimento che almeno consenta loro di non vedersi il capitale eroso dall’inflazione. Comprensibile. Al momento attuale, però, il 3% di rendimento annuo, con investimenti a breve e a basso rischio (non a rischio zero, in ogni caso) non è una soluzione praticabile. Lo facciamo dire da Dagoberto ai nostri due amici?
 
 
Pianificazione Finanziaria … fa venire in mente da un lato il bilancio dello Stato, dall’altro le pubblicità delle Sim (dove pianificare non significa altro che sottoscrivere delle polizze vita).
Pianificare è ben altro: significa capire perché si sta investendo, perchè mirare ad ottenere un certo rendimento anziché un altro e in quali tempi realizzarlo, come razionalizzare le proprie spese in ragione di questo obiettivo.
Immagina di essere su una barca a vela: è meglio navigare a vista, senza sapere bene dove andare e fidandoti solo del tuo istinto, oppure è preferibile tracciare una rotta e seguirla affidandoti anche agli strumenti di bordo?
Io, che in barca ci vado, non vorrei mai trovarmi con uno skipper o dei compagni di regata fai-da-te, che non sanno cosa sia una bussola o una carta nautica. Va bene lo spirito d’avventura, ma io tengo a riportare la pellaccia a casa! E’ anche vero che a volte le condizioni meteo o del fondale possono costringerti a variazioni impreviste, ma il bravo comandante ti riporta sempre sulla rotta definita.
Se navighi a vista e ti va tutto bene, prima o poi trovi un approdo. Ma è il posto giusto, volevi proprio arrivare lì? Se ti va male, rischi addirittura la barca e l’equipaggio.
Chiediamo ai nostri amici perché hanno questa idea? Orizzonte temporale brevissimo ed interesse al 3%?
 
 
Bene, Ulrico dice giustamente che non crede più alla favoletta che “tutto aumenta di valore nel lungo periodo”. Infatti non è così. L’investimento può crescere se viene seguito e nei momenti opportuni si varia la rotta. Nestore, invece, sostiene che vorrebbe avere sempre disponibile il capitale per ogni evenienza. Comprensibile, certamente.
Entrambi hanno definito un obiettivo, ma non una rotta. E rischiano di non raggiungere mai il loro traguardo.
Per Ulrico, sarebbe opportuno definire meglio un orizzonte temporale di riferimento e calibrare, in base a quello, l’investimento. A lungo termine non significa senza scadenza e non significa neppure immobilizzare il timone, dirigendoci verso l’approdo (per continuare con la barca a vela) incuranti degli scogli, del vento, delle onde…
Per Nestore, stabilito quanto potrebbe servirgli “per qualunque evenienza”, si potrebbe destinare il rimanente ad investimenti più profittevoli e con tempi più lunghi.
Quindi, per entrambi, è essenziale, pianificare, tracciare una rotta. E trovare un bravo skipper che sia in grado di seguirla, destreggiandosi tra i flutti.
Sabato mi metto il mio berretto bretone e veleggio.
 
 
Alla prossima!
 
Marco Degiorgis
 
Per informazioni, commenti o curiosità scrivete a: md@francescocaranti.net