OV 17 - Osti e Vini

 

 

 

 

… L’economia si basa sul consumo, e va bene. Ma se chi consuma non riesce a pagare, che succede? …

Italiani sempre più indebitati?
Da Nord a Sud, da Est a Ovest, il panorama non cambia molto. Le famiglie italiane si trovano a dover far fronte, mensilmente, a rate crescenti per aver acquistato a credito prima la casa e dopo tutto quello che essa contiene, anche l’auto che sta nel box.
Nascono i prestiti a tasso zero, che in realtà non sono a tasso zero (basta leggere quali spese bisogna sostenere per attivare la pratica!)
Nascono strumenti finanziari in grado di razionalizzare il caos, comprimendo tutti i debiti in un’unica rata. Con la fregatura di dover pagare un’ulteriore tasso d’interesse per questo servizio.
Nascono le “spalmature” del debito: in pratica la riscossione viene posticipata, aumentando il numero delle rate ed abbassandone l’importo, con il risultato di vedere allontanarsi la fine dell’incubo ed aumentare i tassi.
E molti non pagano.
Lo rivelano le società di recupero crediti che, incaricati dalle società finanziarie di riscuotere le rate non pagate, stanno aumentando i propri fatturati.
Nascono delle nuove professioni, come quella del RECUPERATORE, che è un professionista incaricato di recuperare la somma in questione, e pagato a percentuale su quanto riesce a portare a casa. Molto lontano dall’immagine che possiamo averne dai film o dalla letteratura, ormai non si gioca più sulla forza fisica o sulla minaccia; il ‘recuperatore’ è un persuasore, che tempesta il debitore insolvente di telefonate, mail, visite a domicilio, finché il debitore non paga. Uno dei compiti del recuperatore è anche quello di cercare di stabilire, con il debitore, un piano di rientro che sia effettivamente perseguibile. Molti sono i clienti che non vogliono pagare, perché pensano di rimanere impuniti. Se si tratta di debiti personali, la società finanziaria che ha concesso il finanziamento ha il diritto alla restituzione del bene (nel caso in cui le rate iniziano a non essere onorate, arrivando al pignoramento del bene medesimo). Se invece si tratta di leasing, la società che ha concesso il leasing risulta proprietaria del bene e, se il cliente non paga e non vuole restituirlo, si configura per quest’ultimo il reato di appropriazione indebita. Accade però sempre più spesso che i clienti indebitati non siano realmente in grado di far fronte alle rate mensili. E qui, purtroppo, hanno gioco facile coloro che prestano denaro con interessi esorbitanti (usurai, strozzini,cravattai … la definizione varia a seconda della regione di appartenenza, ma non cambia la sostanza di un interesse del 100% mensile) e che finiscono per distruggere la vita del malcapitato.
Se accade tutto questo, è perché manca una reale pianificazione finanziaria: si acquistano delle cose senza sapere se in realtà si sarà in grado di pagarle. In un tempo non troppo lontano, prima si accumulava il denaro sufficiente e dopo si andava ad acquistare il prodotto che interessava, con il gruzzoletto in mano. Poi sono arrivate le cambiali, le rate e la pubblicità che ci dice che dobbiamo comprare, comprare e comprare, TUTTO, anche quello che non ci serve o non ci piace. A pagare ci penseremo dopo.
 
 
 
Saranno le mie origini metà piemontesi e metà liguri, ma mi trovo pienamente d’accordo con Nestore!
L’economia si basa sul consumo, e va bene. Ma se chi consuma non riesce a pagare, che succede?
 
Ho affrontato l’argomento in questa sede poiché ritengo quanto mai opportuna, direi indispensabile, la figura del consulente finanziario indipendente che, come accade per gli investimenti, è in grado di:
a)     comprendere la propensione alla spesa del cliente e i suoi desideri
b)     quantificare la spesa presente e futura a fronte della capacità reddittuale del cliente
c)     pianificare entrate ed uscite, sia per un’azienda che per una famiglia
 
Naturalmente ciò comporta un costo (modesto) per il cliente … ma volete mettere quali benefici ne ricaverà dal non ritrovarsi intrappolato tra rate piccole e grandi (da cui non saprebbe più come uscire) e dal vivere una vita magari meno ‘alla moda’ ma serena?
 
Alla prossima!
 
Marco Degiorgis
 
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