OV 18 - Osti e Vini

 

 

 

 

‘… sconsiglio il fai da te, pericolosissimo in ambito finanziario …’

 
C’è consulenza e consulenza ... Purtroppo mi capita ancora troppo spesso di leggere o di sentire grande confusione sui termini, anche da parte di esperti (o che si ritengono tali) del settore finanziario.
Proprio l’altro giorno stavo leggendo un articolo sul web che parlava di consulenza finanziaria. Ne parlava in termini negativi, asserendo che è da stupidi affidare i propri risparmi ad uno che sta seduto dietro ad una scrivania e che ha bisogno del tuo investimento per campare. Bene, mi dico, finalmente qualcuno ne parla, anche se male! Poi mi sono reso conto che l’esperto di turno si riferiva a chi vende i prodotti finanziari, bancari e promotori, che consulenti non sono.
Questo esperto, di cui non faccio volutamente il nome (ma spero si capisca di chi sto parlando!) suggeriva una sorta di panacea per tutti i mali (finanziari in questo caso) del mondo. Il fai da te!!! Basta informarsi bene e poi si è pronti ad investire e a vivere di rendita: questo era il messaggio. Per inciso, il personaggio in questione coglieva l’occasione per promuovere i proprio corsi a pagamento che sarebbero in grado di insegnare ad ognuno come investire al meglio i propri capitali e vivere di rendita con essi ...
Mi sono leggermente alterato, ma poi ho ripreso la calma e ho deciso di mettere in chiaro alcune cose.
Capo Primo: il consulente è colui che consiglia e non può venderti nulla. Se ti vende qualsiasi tipo di prodotto finanziario, è un venditore.
Capo Secondo: il consulente sta seduto dietro a una scrivania perché è da lì che può monitorare la posizione del cliente. C’è da dubitare del consulente che sta costantemente sui media o a fare corsi, perché non sta facendo il suo lavoro.
Capo Terzo: il consulente ha bisogno della parcella pagata dal cliente perché di quello vive. Per bravo che sia nel suo lavoro, è piuttosto improbabile che possa vivere unicamente dei profitti del trading (ammesso che lo faccia in proprio)
Capo Quarto: ‘il fai da te’ negli investimenti è pericolosissimo. Anche dopo aver a lungo studiato (e non parlo di un corso di una giornata) è impossibile che si possa acquisire una competenza tale da poter fare a meno di un consulente indipendente.
Capo Quinto: chi organizza corsi a pagamento non ha tempo per occuparsi di ciò che sta accadendo sui mercati finanziari. E se è così bravo, perché perde tempo ad insegnare e non investe e vive di rendita? La frittata si rigira, caro mio!
Io stesso organizzo corsi, ma non lo faccio a tempo pieno perchè non potrei materialmente dividermi tra le varie attività.
Capo Sesto: i corsi di una giornata costano mediamente 900 euro + iva. Ecco spiegato il motivo per cui il relatore in questione tiene corsi piuttosto che fare il trader di professione.
900 euro al giorno, tolta qualche spesuccia e le tasse, sono una bella sommetta! Sono sufficienti 10 partecipanti al mese per garantire una buona entrata.
Capo Settimo: vivere di rendita con il trading è una bella favoletta, ma non conosco nessuno che lo faccia veramente e per lungo tempo. Se sono sinceri, lo ammettono anche i trader più accaniti. E’ molto più rilevante la percentuale di trader che abbandona, scornato, il campo: si parla del 99% dopo due anni.
Capo Ottavo: detto ciò, evviva la consapevolezza finanziaria e chi si vuole informare e saperne sempre di più. Solo in questo modo si percorre la strada che, evitando le trappole più comuni del sistema finanziario, porta alla consulenza indipendente agli investimenti: l’unica vera via di salvezza. Quindi evviva i corsi online e gratuiti di Francesco Caranti e di chi, come lui, contribuisce ad accrescere il sapere finanziario comune.
 
 

 
Un’ultima considerazione: chi si sognerebbe mai di consigliare ad una persona malata di seguire un corso per imparare a curarsi da sola? O ad un imprenditore un corso per imparare ad intentare una causa senza l’avvocato? O ad un proprietario di un immobile un corso per costruire una casa da solo … Potrei continuare ma mi pare abbastanza palese l’assurda pretesa che si possa imparare una professione con un semplice corso od un libro.
 
Ho piacere di concludere con una considerazione di carattere letterario-linguistico. Tutte le professioni sono identificate, almeno in linea generale da una parola univoca: avvocato, commercialista, medico, dentista, notaio, architetto …
E’ piuttosto difficile ricordare una definizione come ‘consulente finanziario indipendente’ oppure ‘consulente indipendente agli investimenti’ o ‘pianificatore finanziario’ … Ecco! Come potete notare, le definizioni già si moltiplicano per la medesima professione.
Ci vorrebbe il D’Annunzio che, con una delle sue parole inventate dal nulla o ispirate ai classici, riuscirebbe a definire efficacemente questa nuova professione. Non penso di potermi lontanamente paragonare al sommo poeta e non mi sovviene neppure nulla di creativo.
… Ma sono ben venuti i suggerimenti.
 
Alla prossima!
 
Marco Degiorgis
 
 
Per informazioni, commenti o curiosità scrivete a: md@francescocaranti.net