OV 3 - Osti e Vini

 

 

 

 

“… Pare risalga al Medioevo l’usanza da parte di osti e de’ tavernieri di offrire insieme al vino del gambo di finocchio selvatico …”

Cari amici di “OSTI E VINI” bentornati alla nostra rassegna, in compagnia di Alceste l’oste e di Nestore l’avventore.

Saprete certamente il significato del termine “infinocchiare”, che viene usato per definire una truffa, un raggiro o quantomeno una burla.

Ma l’origine di questa parola la conoscete?

Pare risalga al Medioevo l’abitudine da parte degli osti e dei tavernieri di offrire insieme al vino del gambo di finocchio selvatico. Il finocchio, che è un parente stretto dell’anice, ha la proprietà di rinfrescare l’alito e aiutare la digestione, ma anche di alterare i sapori. Quindi chi sgranocchiava un finocchio e beveva vino non aveva la possibilità di distinguere se la bevanda era buona o meno, essendo appunto il vino “infinocchiato”.

In quel periodo avevano dovuto escogitare molti sistemi per alterare o nascondere i sapori dei cibi, poiché non esistevano i frigoriferi e i cibi, soprattutto le carni, quando faceva caldo si guastavano velocemente e assumevano sapori decisamente sgradevoli. Da qui il grande utilizzo nelle cucine medioevali di spezie di ogni genere, per nascondere il vero sapore del cibo e renderlo più gradevole ai commensali.

Stessa cosa accadeva per l’utilizzo di profumi e unguenti sul corpo delle nobildonne, che, come gli altri, avevano poche possibilità di lavarsi ma non volevano emanare un odore sgradevole.

Questa è la storia, sono le nostre origini, ma ora non è più necessario usare profumi per nascondere cattivi odori, spezie per mascherare i sapori dei cibi, finocchi per alterare il gusto del vino. … O forse si?

Ecco che ci risiamo! Allora la storia non ha insegnato niente a Nestore! Ringrazia addirittura, si sente riverito e coccolato dall’oste e non capisce che lo sta infinocchiando!

E Alceste lo sta facendo deliberatamente, perché sa benissimo che il vinello in questione sarebbe imbevibile senza la correzione del finocchio.

Nel Medioevo, quando il cliente si accorgeva di essere stato raggirato, per l’oste erano problemi seri, rischiava addirittura la vita perché l’uso della violenza e delle armi per risolvere le questioni o le offese ricevute era normale, molto frequente e tollerato dalla comunità.

Ora per fortuna questi atteggiamenti sono condannati sia moralmente che giuridicamente.

Ma il nostro Nestore cosa farebbe se si accorgesse che il vino era imbevibile?

Molto probabilmente si lamenterebbe con l’oste di quanto ricevuto e chiederebbe spiegazioni.

Se le spiegazioni non lo dovessero convincere, forse cambierebbe osteria. Ma le cose sarebbero diverse per lui? Dovrebbe affrontare il disagio di un nuovo ambiente, un nuovo oste, magari un percorso più lungo per raggiungere la taverna ...

Sono tutti disagi che preferirebbe evitare quindi, se l’oste lo convince, rimane.

Alceste conosce bene i suoi clienti, sa che le abitudini sono dure a morire, e quindi sta molto attento a non superare i limiti che farebbero migrare la sua clientela verso altri lidi. Si offre di dare spiegazioni, sale in cattedra e decanta le qualità dei suoi prodotti, ogni tanto mette anche qualcosa di decente nel piatto o nel bicchiere.

Nestore è contento e rimane, anche se in questo caso ha qualcosa da dire al suo oste.

Vi pare possibile che Nestore si lasci ancora convincere da Alceste? Bisogna tenere presente che l’avventore non ha nessuna cultura enogastronomia e dedica poco tempo alle libagioni e ad informarsi adeguatamente, però come tutti mangia e beve. Si affida al suo gusto e ai consigli di chi reputa un esperto, in questo caso l’oste. Questi sa molto bene che il suo avventore non ha le capacità di capire che cosa stia assaggiando (e pagando) e quindi può permettersi di consigliare questo e quello, aggirando abilmente l’ostacolo se Nestore gli fa notare qualche cosa che non va. Alceste, lo si deve riconoscere, è molto bravo nel suo lavoro e tiene molto a mantenere la sua clientela affezionata.

Volete vedere se Alceste riesce a convincere ancora Nestore?

Alla prossima puntata lo scoprirete!

Marco Degiorgis