OV 9 - Osti e Vini

 

 

 

 

L’analfabetismo finanziario in Italia:

la scarsa conoscenza della popolazione italiana relativamente a concetti di base sull’economia e sulla finanza si configura come una vera emergenza nazionale. Circa la metà delle famiglie italiane non dispone delle nozioni indispensabili per effettuare con competenza le operazioni finanziarie più diffuse.Meno del 30 per cento delle famiglie è in grado di calcolare il rendimento di un titolo e solo il 40 per cento gli interessi maturati.
In questa prospettiva riteniamo che una competenza da trasmettere nella istruzione tecnica, ma non solo, sia l’alfabetizzazione finanziaria quale strumento per corrette e consapevoli decisioni in campo finanziario
 
La settimana scorsa il vice direttore di Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola, durante un intervento al Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) riguardante la formazione tecnica, si è così espressa:
“ … La Banca d’Italia segue con attenzione il processo di riforma di questo segmento della nostra scuola secondaria superiore. Questo interesse trova anche giustificazione nel ruolo istituzionale della Banca a difesa del risparmio delle famiglie.
In questa prospettiva riteniamo che una competenza da trasmettere nella istruzione tecnica, ma non solo, sia l’alfabetizzazione finanziaria quale strumento per corrette e consapevoli decisioni in campo finanziario.
Nei limiti delle proprie responsabilità la Banca d’Italia ha intrapreso una serie di azioni positive in questo campo, anche al fine migliorare le scarsissime conoscenze della popolazione italiana relativamente a concetti di base di economia e finanzache, secondo una recente indagine svolta dalla Banca d’Italia stessa, si configura come una vera emergenza nazionale. Si è cercato di valutare la capacità delle famiglie di interpretare in modo rapido e corretto l’informazione economica sottesa alle scelte più comuni in campo finanziario: capacità di leggere un estratto conto, di calcolare variazioni nel potere di acquisto, di misurare il rendimento di un titolo, di calcolare gli interessi maturati in un conto corrente, di comprendere la relazione tra titoli e distinguere fra diverse tipologie di mutuo. I risultati indicano che circa la metà delle famiglie italiane non dispone delle nozioni indispensabili per effettuare con competenza le operazioni finanziarie più diffuse. Meno del 30 per cento delle famiglie è in grado di calcolare il rendimento di un titolo e solo il 40 per cento gli interessi maturati.
Per affrontare questo analfabetismo nelle più elementari nozioni tecniche, nel Maggio del 2007, abbiamo inserito, nel sito internet della Banca, una sezione denominata ‘Formazione economica e finanziaria. Conoscere per decidere’, indirizzata ai cittadini interessati a sviluppare le loro conoscenze in campo economico e finanziario. In questa sezione sono state inserite informazioni di base sui principali prodotti bancari per mettere a disposizione di consumatori e risparmiatori documenti di facile comprensione, affiancati da lavori specialistici in materie economiche, bancarie, finanziarie. I contributi, proprio in considerazione dell’utenza non specializzata, hanno un taglio divulgativo, presentano un contenuto modulare con link ad altre informazioni più specialistiche e sono oggetto di costante aggiornamento.
La seconda linea di intervento è invece specificamente dedicata ai giovani. Nel Novembre 2007 è stato siglato un Memorandum d’intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione per l’avvio di un progetto che prevede uno specifico contributo della Banca per portare in modo stabile iniziative di formazione in materia economica e finanziaria nella scuola. In particolare, la Banca fornisce il possibile materiale didattico e contribuisce alla formazione dei professori che lo devono portare in aula.
 
Si tratta della prima esperienza del genere in Italia: in tale ambito il 27 e 28 Gennaio uu.ss. si sono svolti a Roma, in collaborazione con il MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca), incontri formativi finalizzati a consolidare le conoscenze degli insegnanti coinvolti nel progetto sul tema prescelto per i primi interventi in aula ‘La moneta e gli strumenti alternativi al contante’. A breve inizieranno le lezioni presso le scuole pilota delle tre regioni campione (Lazio, Veneto e Puglia); gli studenti effettueranno, sia prima sia dopo il ciclo di lezioni, un test di valutazione approntato da uno specifico gruppo di lavoro della Banca in collaborazione con l’INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione). Se l’esito dei test sarà soddisfacente, l’iniziativa potrà essere replicata su più larga scala il prossimo anno scolastico ... ”.
 
 
… Vorrei fare solamente due commenti.
Il primo relativo al lavoro che tutti noi stiamo svolgendo su www.francescocaranti.com, che va proprio nella direzione indicata da Banca d’Italia: incrementare la conoscenza e la consapevolezza degli Italiani in materia finanziaria. Quindi è la strada giusta!
La seconda considerazione è relativa alla mia professione di Consulente Indipendente agli Investimenti, che va proprio nella direzione indicata da Banca d’Italia: incrementare la conoscenza e la consapevolezza degli Investitori Italiani, che possono avvalersi di professionisti indipendenti in grado di affiancarli nel prendere “corrette e consapevoli decisioni in campo finanziario”. Anche questa, dunque, sembra essere la strada giusta!
 
Lascio ogni altro commento e riflessione a Voi lettori, perché credo sia necessario meditare attentamente sui dati di Banca D’Italia … e sarò come sempre felice di discuterne insieme all’indirizzo md@francescocaranti.net.
 
Alla prossima!
 
 
Marco Degiorgis