Reclami, ricorsi & co

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Cari amici, nonché lettori di www.francescocaranti.com, approfitto oggi della recente attuazione del regolamento di Bankitalia del 18/06/2009, in esecuzione della delibera CICR 275/2008 che, per farla breve, ha istituito un nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche, o intermediari finanziari in genere, per rispondere a tutti coloro che mi chiedono come tutelare i propri diritti nei confronti, appunto, delle banche e, soprattutto, per capire a quali spese potranno andare incontro.

Nell’ambito dei rapporti bancari e finanziari, infatti, possiamo tutelare i nostri diritti non solo con la “classica causa” dinanzi il competente tribunale, ma anche a mezzo di reclami e ricorsi indirizzati a tutta una serie di organismi che vanno dall’arbitro bancario finanziario, appunto, all’ombudsnam bancario, conosciuto anche come giurì bancario  ecc.
Analizzeremo, quindi, i pro e i contro delle varie alternative anche in relazione ai costi da sostenere per ognuna di queste, per arrivare, infine (e non me ne vogliano i colleghi) a comprendere come si determina una parcelle legale perché, per come la vedo io, anche questa è consapevolezza finanziaria e non è certo per meri interessi di bottega che verrò meno a quella che è la finalità del sito o, per essere internazionali, a quella che è la sua mission.
 
Bene, non perdiamoci in chiacchiere e passiamo subito a scoprire questo nuovo sistema stragiudiziale di risoluzione delle liti tra clienti e intermediari finanziari che è l’arbitro bancario finanziario che, d’ora in avanti, chiameremo ABF.
 
Iniziamo col dire che per poter presentare ricorso all’ABF è necessario aver preliminarmente esperito, presso l’intermediario oggetto della nostra contestazione, la procedura di reclamo. Gli intermediari, infatti, sono obbligati a dotarsi di un ufficio reclami o, comunque, di un responsabile della funzione di gestione dei reclami della clientela, di cui andranno pubblicizzati i necessari recapiti. E’ bene, inoltre, che il reclamo venga inviato all’intermediario a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento anche nel caso in cui vi sia la possibilità di farlo via fax o con posta elettronica.
Fatto questo, se non siamo soddisfatti della risposta ricevuta o non ci viene data nessuna risposta nel termine di 30 giorni dalla ricezione del reclamo e purché la controversia riguardi operazioni e servizi bancari e finanziari, sono infatti escluse dalla competenza dell’ABF le controversie relative a sevizi e attività di investimento, possiamo ricorrere all’ABF.
Quindi, esaurita la procedura di reclamo, e accertato che la nostra controversia rientri tra quelle di competenza dell’ABF, prendiamo carta e penna e gli scriviamo, esponendo innanzi tutto quali sono i fatti che contestiamo all’intermediario, concludendo, poi, con quelle che sono le nostre richieste ( ad esempio la restituzione di somme relativa a commissioni indebitamente pagate ), ricordandoci di allegare i documenti a sostegno delle nostre tesi e, importante, la documentazione relativa alla procedura di reclamo.
Infine, va allegata anche la ricevuta di versamento di 20 €, somma che viene richiesta quale contributo alle spese di procedura.
Poiché il regolamento istitutivo dell’ABF prevede che solo in caso di espressa richiesta al cliente sono inviate le controdeduzioni dell’intermediario contro il nostro ricorso, è bene chiudere il ricorso stesso con una clausola del tipo: “ … il sottoscritto espressamente richiede che gli vengano inviate, presso il proprio domicilio, le controdeduzioni che l’intermediario presenterà a propria difesa … ”. In caso contrario, le controdeduzioni non ci saranno inviate e non potremo sapere quali argomentazioni l’intermediario avrà utilizzato a confutazione delle nostre.
Bene, una volta compilato, il ricorso andrà spedito o consegnato ad una qualunque filiale della Banca d’Italia aperta al pubblico. 
In caso di spedizione conviene spedire il ricorso ad una delle tre filiali di Bankitalia sedi dei collegi giudicanti.
 
Infatti, secondo il regolamento, i collegi giudicanti sono tre: quello con sede a Milano è competente per la decisione sui ricorsi presentati dai clienti domiciliati in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto-Adige, Valle d’Aosta e Veneto; il collegio con sede a Roma è competente per i clienti domiciliati in Abruzzo, Lazio, Marche, Sardegna, Toscana ed Umbria; mentre il collegio con sede a Napoli è competente per la decisione dei ricorsi presentati dai clienti domiciliati in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia.
Infine una copia del ricorso dovrà essere inviata, sempre con raccomandata a.r., anche all’intermediario, il quale, nel termine di trenta giorni dal ricevimento dovrà inviare le proprie controdeduzioni al competente collegio.
 
Veniamo, ora, alla composizione dei collegi. Ognuno di questi, infatti, è composto da cinque membri, e cioè, il presidente ed altri due membri scelti direttamente dalla Banca d’Italia, a garanzia dell’imparzialità del collegio stesso, oltre che per garantire una maggioranza disinteressata, mentre relativamente agli altri due componenti, uno è designato dalle associazioni degli intermediari e l’altro dalle associazioni rappresentative dei clienti.
Il collegio, le cui, decisioni, ovviamente, sono prese a maggioranza, si pronuncia sul ricorso entro 60 giorni dalla ricezione delle controdeduzioni dell’intermediario o, comunque, entro 60 giorni dalla scadenza che l’intermediario ha per presentare le proprie controdeduzioni, termine che abbiamo visto essere di 30 giorni.
La decisione viene comunicata, a cura del collegio, sia al cliente che all’intermediario il quale, in caso di decisione a lui sfavorevole, ha 30 giorni di tempo per eseguire la decisione medesima che, però, non è vincolante, come, invece, lo è una sentenza.
Sono previste, però, in alternativa, delle sanzioni, anche gravi, nei confronti dell’intermediario che non si attenga alle decisioni dell’ABF.
 
Dunque, ricapitolando, per quanto riguarda i termini per una decisione, certamente sono di gran lunga inferiori a quelli che possono esser i tempi di una causa ordinaria; infatti, facendo due conti, ed escludendo i 30 giorni per il reclamo, abbiamo 30 giorni, che l’intermediario ha a disposizione per presentare le controdeduzioni al collegio e 60 giorni perché questo si pronunci, per un totale di 90 giorni a cui, anche volendo aggiungere un’altra manciata di giorni, diciamo quindici, come tempi tecnici postali, arriviamo a 105 giorni che, nell’infinità dei tempi della giustizia ordinaria, sono comunque pochissimi.
In ordine ai costi, invece, si consideri che il ricorso può essere presentato personalmente dal cliente e senza assistenza di un avvocato ( anche se, per le controversie più complesse o comunque di importi elevati, l’assistenza tecnica di un avvocato è sempre consigliabile ) abbiamo, al massimo, una spesa di 50 €, considerati i 20 € come contributo di spese di procedura, che ci verranno restituiti in caso di condanna dell’intermediario, più i costi delle varie raccomandate, tutto sommato è anche economico.
 
Bene. Nella speranza che andiate sempre d’amore e d’accordo con il vostro intermediario, per oggi ci lasciamo qui ma, prima di darvi appuntamento al prossimo contributo, vi ringrazio per l’attenzione e, se non vi siete annoiati e volete saperne di più, vi riporto l’indirizzo web dell’ABF: www.arbitrobancariofinanziario.it .
 
Eligio Turi