Trading con le Opzioni - Curiosity Killed The Cat – Ancora rose nella Silicon Valley

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Bisognerebbe che questo processo fosse inversamente proporzionale.

Tutti i grandi geni dell’informatica hanno aperto le loro aziende multimiliardarie nella Silicon Valley, in California, perché proprio lì vengono prodotti semiconduttori e microchip a base di silicio. Ecco, sarebbe interessante se la sola permanenza in questa valle colma di silicio potesse trasformare chiunque in un genio dell’informatica perché tutti noi potremmo pensare di spiccare un volo pindarico e trasferirci proprio lì, nei pressi di San Josè, per tornare poi alle nostre di vite di sempre ricchi, felici e gratificati. E poi perché tornare indietro? Una volta ho letto un aforisma che tuonava “Non si deve mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa” e, in effetti, chi avrebbe voglia di tornare indietro se nel posto in cui ci si trova le cose vanno a meraviglia e potrebbero pure migliorare?
Ma quanto ho appena scritto, oltre ad essere solo una grande utopia, non sarebbe nemmeno etico: la vita bisogna guadagnarsela con le proprie forze, le proprie qualità, il proprio ingegno. E penso che si possa convenire sul fatto che, quando si legge di persone come Bill Gate, Steve Job, Mark Zuckerberg, Kevin Systrom,David Karp e Nick D’Aloisio, a chiunque possa venire un pizzichino di sana invidia, quella buona invidia che diventa stima infinita e che sprona ad andare avanti impegnando tutte le proprie forze, magari anche rischiando il tutto per tutto.
Le vite di Bill Gate e Steve Jobs, inclusa la loro annosa competizione, sono note a tutti. Allo stesso modo si sarà già sentito parlare di Kevin Systrom, meglio noto come il Signor Instagram, le cui prodezze si possono rileggere in questo contributo ‘Conoscete il signor Instagram?’ e del giovane inventore del ‘libro delle facce’ (Facebook) che, con l’invenzione del Social Network più famoso al mondo, sarà pure stato la causa di qualche divorzio in più (Sec 11, I social network), ma è pure riuscito a sbancare l’America e a farsi quotare nel Nasdaq.
Ma David Karp e Nick D’Aloisio li conosciamo bene? 

Karp è un enfant prodige nativo della Grande Mela che, grazie al suo talento, è riuscito a lasciare un’impronta anche nella Piccola Mela di Steve Jobs. A 11 anni già aveva imparato – da autodidatta – a codificare il linguaggio Html; a 15 anni, in accordo con i genitori, ha lasciato la scuola e completato la sua formazione tra le pareti domestiche dedicandosi sostanzialmente alla sua unica passione: il computer. A 20 anni crea Tumblr, la piattaforma che lancia il fenomeno del tumblelog e che, il 20 Maggio appena trascorso, viene acquistata da Yahoo! Per una cifra a nove zeri. Vediamo nei dettagli di cosa si tratta.
Il cuore della piattaforma è il dashboard, applicazione sviluppata da Apple per i propri sistemi operativi e che può essere considerata come un sub-desktop: con il tocco di un semplice tasto, compaiono dei widget, ovvero componenti grafiche che facilitano l’interazione tra l’utente e il programma all’interno dell’interfaccia utente. I widget vanno considerati come vere e proprie mini-applicazioni e possono venir fatte scomparire dal desktop quando non se ne ha più la necessità. Ovvio pensare che il giovane David sia andato a nozze con i widget di Steve Jobs dal momento che queste miniapplicazioni sono scritte in linguaggio html che, come si è detto, lui aveva imparato a codificare a soli 11 anni d’età.
E’ proprio dal dashboard che prende vita la piattaforma Tumblr e, in poco tempo, il fenomeno del tumblelog conquista mezzo mondo. La parola tumblelog può ricordare ai più fantasiosi re Artù e il regno di Camelot, mentre tutti possiamo intravedere un legame con il ben noto blog: il tumblelog è semplicemente un blog più breve e, detto terra terra, più divertente. A differenza della struttura del blog che pare più un giornale con lunghi articoli postati in ordine cronologico, il tumblelog si presenta come un breve post arricchito da collegamenti con elementi multimediali come foto, conversazioni in chat, video ed è proprio grazie al dashboard che tutto ciò viene reso possibile: questo grande recipiente di moduli diversi consente di creare tumblelog con procedure diverse a seconda delle necessità.
Ma non è tutto: gli utenti di Tumblr sono in possesso dei codici della Dashboard non solo per creare tumblelog personali, ma anche per visualizzare il flusso di post degli altri utenti e ri-bloggarli.
Che dire? Niente male per un giovane ventenne!

E Nick D’Aloisio? Altri non è che il giovanissimo australiano (17 anni) che ha stravolto il mondo delle Social Magazine App come Google Currents. Partendo dall’elaborazione di Trimit (lanciato da lui stesso tre anni prima) un software creato per l’Iphone che raccoglie news provenienti da tutto il mondo e le riduce al numero massimo di 140 caratteri per riuscire a farle entrare in un tweet, ha fatto un passo da gigante implementando nel software la possibilità non solo di ‘abbreviare’, ma soprattutto di ‘scoprire’ e ‘utilizzare’ tutte le news che scorrono sullo schermo degli smartphone. E’ così è nato Summly che si propone come un vero e proprio Social Magazine dalle potenzialità tali da fare concorrenza a Google Currents e Flipboard. Ovviamente Yahoo! Non poteva lasciarsi sfuggire anche questo sbarbatello, così gli ha offerto niente meno che 30 milioni di euro per l’acquisto di Summly: soldini che il suo papy (dipendente della Morgan Stanley) ha depositato in un fondo d’investimento fino a che il suo piccino non sarà maggiorenne. Già, perché è probabile che un ragazzino che è diventato adulto a 12 anni programmando ondine, possa tornare bambino di fronte a una montagna di soldi. E vedendo l’effetto che fanno i soldi su certi adulti in età più che matura, forse il babbo non ha avuto una pessima idea. 

Pare che queste menti giovani e geniali siano destinate a far mangiare polveri ai grandi vecchi geni del calibro di Bill Gates e Steve Jobs … Ma ne siamo proprio certi? A ben vedere, Steve Jobs non si è arreso nemmeno alla morte e ha lasciato ai posteri interi file zeppi di progetti per il futuro che verrà. Non a caso pochi giorni fa a San Francisco si è assistito all’ennesima presentazione della durata di due ore al Moscone Center. La presentazione che era solito fare Steve Jobs e che si era soliti definire come una sorta di Messa laica per la ritualità, il coinvolgimento e, soprattutto, il convincimento. Steve Jobs ha lasciato questo mondo da ormai due anni, ma le sue Messe laiche vengono portate avanti dai suoi discepoli, primo fra tutti Tim Cook.
E anche questa volta il grande Steve è riuscito a conquistare i suoi fedeli attraverso le parole di Tim che, aggiornandoli sull’andamento della Apple (app scaricate 50 miliardi di volte e 600 milioni di utenti attivi registrati) e presentando nuovi software e nuovi hardware di portata sensazionale (OS X 10.9 "Mavericks”, il nuovo MacBook con durata della batteria fino a 12 ore, la Airport Express cilindrica e il nuovo computer professionale basato su tecnologia Xeon, il Mac Pro) arricchiti da piccoli dettagli che ne migliorano l’usabilità (oltre a far perdere la bava come i cani talmente appaiono gustosi e irresistibili), ha confermato al mondo che i grandi geni non muoiono mai e che Apple continua non certo ad ‘Evolvere’, ma piuttosto a ‘Rivoluzionare’.
E conta poco il fatto che nell’ultimo periodo Apple sia stata assediata dalla concorrenza non solo di Microsoft, ma anche di Google, Nokia e del fantomatico sistema Android che ben poco ha da bramare fino a che resterà un sistema Open Source che tutti possono implementare, ma nessuno ne può godere pienamente i frutti (oltre al fatto che alcune implementazioni possono risultare anche dannose per il sistema stesso).

Si capisce a chiare lettere che chi scrive è una Mela-dipendente, che comprende che il mondo è vario e ognuno può avere le proprie passioni, ma quando si ha tra le mani un IOS o un MAC OS o, meglio ancora un MAC OS X … ci si ammala di ‘Mal di Mela’ come del ‘Mal d’Africa’.
E poco importa pure che ultimamente Apple abbia alle calcagna l’anti-trust europeo e americano e che il suo titolo in Borsa – guarda caso l’I-Bond – abbia subito un calo perché, quanto è vero che la Microsoft con il suo illustre presidente Bill Gates (al quale, finalmente, l’età matura ha donato un’aria un po’ meno da secchione) ha collocato obbligazioni pari a 1,95 miliardi di dollari con un interesse del 2,4% sulla scadenza decennale guadagnandosi pure la tripla A da parte di Moody’s e Standard&Poors, è tanto vero che Apple – pur con un mediocre giudizio AA+, può vantare una liquidità superiore a quella di Microsoft ipoteticamente combinata con altre aziende con stesso rating.
Apple sta ora pagando qualche punto in più per il rating inferiore ad altri colossi come Microsoft, tuttavia pare che il signore che si può vedere nell’immagine a fianco, Alisher Usmanov, miliardario russo classificato dalla rivista Forbes al trentacinquesimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo vantando un patrimonio di 15 miliardi di euro, sia in possesso di una sfera di cristallo o, quanto meno, di un grande fiuto per gli affari: dopo aver previsto, azzeccato e molto ben speculato sul crollo di Facebook, ha annunciato che crede molto nel futuro della Apple ‘anche senza Steve Jobs’ e ha acquistato una partecipazione di ben 100 milioni di dollari appena dopo il calo del titolo Apple dai suoi massimi storici.
 
Concluderei con un po’ di falsa modestia pensando che forse un giorno, dopo essermi dedicata a manetta allo studio dei Derivati, potrò inventare un nuovo tipo di Opzioni sull’indice e magari ambire pure a farmi quotare a Piazza Affari: le E-Tax, ben più potenti delle Opzioni binarie, delle Iso-Alpha, delle Esotiche o delle Corsarine di Caranti… Cosa sono le Corsarine? Il nome è d’invenzione e ispirato alla mia pura fantasia, ma posso dire che sono tutt’altra minestra delle famose Letterine di Gerry Scotty.
Ve ne parlerà lui stesso. Presto ve le racconterà.
 
Erika Tassi