Trading con le Opzioni - TF2 - La Macchina

 

 

 

 

Che cosa è una truffa informatica

Come puo’ presentarsi
Con chi se la prende
Chi ci aiuta
Che cosa NON fare assolutamente
Che cosa fare in attesa di aver letto tutte le puntate
Il Guardiano
Ho incontrato il Guardiano in una di quelle sere d’inverno che sembrano fatte apposta per trovarsi con gli amici, a chiacchierare davanti ad un bel camino acceso. E’ un giovane uomo, un professionista che fa delle cose molto serie senza perdere un’aria scanzonata che gli porta via una decina di anni. Appartiene ad un corpo specialistico di una Polizia conosciuta, rispettata e molto temuta. Proprio per rispetto ad un lavoro difficile, cerchiamo di non complicargli la vita e rispettiamo rigorosamente la sua privacy. Il suo compito? Oltre a quelli istituzionali, deve controllare i computer e vegliare acciocché i cattivi non riescano a portare le truffe su Internet con troppa facilità. Non è un compito facile, né che si possa pensare di portare a compimento. Devi avere la forza per combattere una battaglia che puoi vincere, ma che non finisce mai. Soprattutto come vedremo ritornare spesso nell’intervista, non devi mai dimenticare che le truffe su Internet non hanno logiche o meccanismi diversi da quelli che ci potrebbero capitare in un’area di sosta di una qualunque delle nostre autostrade. Se non stiamo attenti. E’ una precauzione che invita spesso anche noi a rispettare, che si percorrano le autostrade nazionali o quelle informatiche. Lungi dall’essere il tipico smanettone, il Guardiano è un uomo coi piedi per terra, che usa le nuove tecnologie senza farsene travolgere. Ama gli amici, ma piuttosto che su Facebook, che controlla comunque regolarmente, preferisce incontrarli di persona davanti alle fiamme di un grande camino vecchio di molti secoli, sorseggiando una buona grappa ovviamente più giovane, ma solo quel tanto che basta. Tra una chiacchera e l’altra gli ho buttato lì le nostre 6 domande. Ecco le sue risposte, ogni tanto intervengo anch’io, cercando di farlo il meno possibile, proprio per riacciuffare il tema del discorso. Ti ricordo che questa è una fase iniziale, introduttiva. Molte argomenti verranno trattati nel dettaglio in futuro. Parto con le domande.
 
- Che cosa è una truffa informatica?
Guarda - incomincia sorridendo per non dare un tono cattedratico al discorso – in molti si divertono con gli effetti speciali. I giornalisti poi per mestiere devono intrigare, dare evidenza anche alle cose banali. Enfatizzare. Partiamo invece dalle cose basilari, valide su Internet come nella vita reale. Il reato di truffa viene definito dal Codice Penale che esiste ed è stabile da decenni, molto prima che arrivasse Internet . Del Codice Penale prendiamo la parte che parla “Dei delitti contro il patrimonio mediante violenza alle cose o alle persone. Art. 640 Truffa. “Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032 .” Su Internet cambiano i mezzi tecnici, ma sostanzialmente mezzi, scopi e ambito psicologico no. Soprattutto il complice più coinvolto è di solito proprio la vittima - su questo punto Guardiano tornerà spesso, non come un giudice spietato, ma con accorato coinvolgimento - che spesso pensa di approfittare di una situazione che proprio perché non completamente chiara, potrebbe dare un vantaggio extra, sia pure non completamente eterodosso. Se tutti noi ci comportassimo in modo più onesto e coerente, probabilmente renderemmo la vita più difficile ai truffatori. Quindi come ci ricorda il C.P. la sostanza non cambia, che ci troviamo su Internet o in un mercatino dove confluiscono merci che arrivano da tutte le parti. Fondi di magazzino e anche ricettazione. Roba buona e specchietti per allodole
 
- Come può presentarsi?
Prima di tutto mettiamo a fuoco l’approccio al tema sui cui stiamo discutendo. Non diciamo “Truffa su Internet” ma in modo più corretto dovremmo parlare di una possibile Truffa con l’aiuto di un computer. Faccio un esempio un po’ al limite, ma tecnicamente ineccepibile: potrei alterare un GPS, dirottare qualcuno che vorrebbe andare a prendere un gelato da Gelato e Caffè e mandarlo alla Taverna dei Sette Peccati, dove mi danno la mezza dopo aver spennato la vittima. Sarebbe comunque una truffa informatica. Come vedi il panorama si allarga notevolmente. Proprio la natura dell’azione dei computer e di tutta la mercanzia che prende il nome di New Media, porta ad ampliare il campo d’azione di chi vuole sfruttarli per intenti criminosi. Prendi ad esempio lo spamming. Di per sé non è necessariamente indirizzato a fini fraudolenti, ma quando ti vengono ad offrire cose mirabolanti, dovresti per prima cosa pensare che se effettivamente fossero vere le opportunità straordinarie, non si vedrebbe la ragione di doverle offrire ad un così enorme numero di indirizzi. – Intervengo a ricordare al Guardiano la massima saggia e mai abbastanza ascoltata, che gira sulla Rete: <Se qualcosa sembra troppo bella per essere vera, molto probabilmente vera non è> . Lui sorride ancora e continua – Verissimo, ma non esageriamo, mi raccomando. Non facciamo di tutte le erbe un fascio e non precludiamoci ogni offerta. Internet a volte serve proprio per sfruttare occasioni che seguendo i tradizionali canali di distribuzione, non sarebbe possibile ottenere. Una volta ancora riportiamoci al mondo reale: anche qui ci sono offerte speciali, per esempio nelle stagioni dei saldi, di cui sarebbe un delitto non approfittare. D’altra parte proprio in queste occasioni ci sono anche i birichini che ci marciano dentro e guarda caso il nostro Corpo veglia per beccare gli abusi e le tentate truffe. L’unica vera differenza tra truffe su Internet e quelle nel mondo reale, sta nei grossi volumi che sono veicolati tramite i new media. Quindi percentualmente sui grossi numeri è possibile che in valore numerico aumenti anche la quantità di truffe. E’ quello su cui contano i malintenzionati.
 
- Con chi se la prende, quale la vittima tipo?
Chi è la vittima tipo ? mi spiace deluderti. Possiamo esserlo tutti. – e qui diventa categorico pur senza montare in cattedra, vuole esser sicuro che riceva il messaggio – La vittima spesso diventa complice e finisce per meritare in qualche modo quello che le capita. Ti faccio un esempio, sempre nella vita reale. – offro me stesso con notevole spirito di sacrificio che spero apprezzerai – Si, l’esempio che mi hai fatto prima sulla tua esperienza londinese calza. Se nonostante ti abbiano detto che la circolazione è dalla parte sbagliata, che quando scendi dal marciapiedi devi guardare dall’altra parte … tu continui a guardare a sinistra, beh rischi di finir sotto un veicolo. Magari non te la sei cercata, hai la scusante della forza dell’abitudine o di non so che altro. Resta il fatto che non hai rispettato le regole del luogo dove ti trovavi. Se poi per fare una furbata o per pigrizia, attraversi lontano dalle strisce pedonali o dal semaforo, allora caro Vitt si che te la sei cercata. Tentiamo dunque di spiegare e inculcare le regole che vigono nel mondo in cui ti trovi in quel momento. Vuoi proprio una categoria a rischio ? Mediamente chi usa il computer “costretto”, magari per lavoro e non lo usi con attenzione e interesse. Chi si muova sulle strade di Internet in modo colpevole, cercando di approfittare di quella che sembra una allettante furbata, o in mancanza di un certo tipo di conoscenza elementare, è disarmato. – intervengo per far capire che il messaggio è arrivato forte e chiaro. E’ come se tu accedessi ad Internet senza installare un Antivirus e un Firewall ? – Si, ma non dimentichiamoci anche le responsabilità che non gravano sulla vittima designata. Nella vita quotidiana se qualcuno salta su un’auto senza patente, nell’andare in giro trova una serie di grosse difficoltà oggettive. Non conosce i segnali stradali e per non essere a suo agio alla guida ha uno stato d’ansia e tensione che diminuiscono la sua lucidità e capacità decisionale. Proprio per questo la società, per proteggerlo e proteggersi, ha messo delle regole fra cui la necessità di dotarsi della patente di guida. Se tu vai su Internet e fai uno sfascio, non gliene frega niente a nessuno. Tutt’al più sarai “bannato” cioè ti impediranno l’accesso a qualche sito. Quindi io, proprio per preservare la splendida libertà che ancora si vive in Rete, suggerisco a chi meno ha dimestichezza con computer e accesso alla Rete, di usare questi due mezzi in modo ricreativo. L’effetto ludico porta a smitizzare certi strumenti riportandoli al loro rango di mezzo per ottenere qualcosa. Dobbiamo imparare a vivere il computer con naturalezza, magari con l’aiuto di un amico, un parente o sfruttando tutte quelle opportunità spesso gratuite che offrono organizzazioni pubbliche o private senza fine di lucro.
 
- Chi ci aiuta?
Rischio di essere ripetitivo, ma il primo aiuto devo darmelo da me stesso. I Sistemi Operativi sono a livello di utente medio, però devo imparare a usarli, senza drammi e senza pensare che si tratti di roba trascendentale riservata a marziani o a giovani geni. Chi può darci una conoscenza di base ? Si ci sono le scuole di cui abbiamo appena parlato, ma non aspettiamoci che ci diano una ricetta valida in assoluto. Come abbiamo detto cinque minuti fa, anche un adulto apparentemente senziente cui abbiamo insegnato come si attraversa la strada in Inghilterra, se non ci mette del suo poi va incontro a guai. Molto grossi a volte. Si va a scuola per imparare ad accedere con naturalezza e facilità alle informazioni, cioè imparare il metodo per utilizzare nel nostro caso un software e un hardware. I mezzi per il mondo virtuale. Ma utilizzarlo in modo virtuoso è un’altra cosa – concordo e intervengo per ricordare il mio personale, assoluto e finora insoddisfatto bisogno di una scuola che mi insegni il … buonsenso – Tutto ciò non è impossibile e neanche poi difficile in modo insuperabile: si tratta di compiere un percorso, come se ne fanno tanti nella vita di ogni giorno. Non esiste una scuola di Internet, come non esiste una scuola di vita. – ammenocchè non si parli di filosofia e religione, intervengo io - Si certo, ma allora andiamo fuori tema. – risponde sogghignando il Guardiano – Creatività e tecnologia non sono un male di per sé, ma caso mai come ne facciamo uso.
 
- Che cosa NON fare assolutamente?
Ti ricordi quel che ci dicevano da piccoli ? Non prendere caramelle dagli sconosciuti. Non farti agnello, chè lupo ti mangia. Internet è sempre il Pianeta Terra, non ci trasferiamo su Marte. Non esagerare d’altro canto in senso opposto e portarsi dietro sempre la paura di tutto. Non rinunciare alla privacy e non fornire i nostri dati privati, così come non daremmo carta d’identità, codice fiscale e carta di credito al primo che passa per la strada. Men che meno fornire i nostri dati a chi dovrebbe già averli, se fosse davvero chi dice di essere. Caso tipico chi spacciandosi per un ente finanziario tenta di rubarti i codici d’accesso ad un’area privata, con la scusa di un controllo. Non ci sono regole fisse per Internet, come non ci sono regole fisse per il buon senso. Non fare nulla di cui potremmo pentirci. Non facciamoci confondere dal mezzo tecnico che stiamo usando e con il quale dobbiamo dunque acquistare confidenza. Non dimentichiamo quello che abbiamo imparato a scuola, dai genitori o con una dura esperienza di vita personale. Non credere ai guadagni facili, sia che vengano offerti all’angolo di una strada col gioco delle tre carte o sul computer quando ci offrono di far transitare soldi sul nostro conto guadagnando senza fatica. Quindi assolutamente NO a ricevere e trasferire fondi, specie su banche estere.
 
- Che cosa fare allora in attesa di aver letto tutte le puntate?
L’aspirante vittima, o meglio chi non voglia aspirare a questo ruolo, dovrebbe apprendere dalle sue esperienze e anche da quelle di altri. Se qualcuno legge le mie parole, mi sembra già stia iniziando quel percorso di cui si parlava prima. Chi cade dalla bicicletta mentre impara a pedalare e non risale in sella, non fa tesoro dell’esperienza. Sviluppare il mio senso critico. Una volta c’era chi diceva: “è scritto sul giornale, quindi deve essere vero”. Poi abbiamo tutti imparato che magari in buona fede, il più delle volte per fini ben precisi, anche i giornali possono non contarla su giusta. Stessa cosa in Internet, perfino la benemerita e meravigliosa enciclopedia Wikipedia non dovrebbe esser presa sempre come oro colato. Non interamente e a priori. Quando si può, verificare sempre seguendo un’altra via.
Se mi chiedono i dati di accesso al mio conto, calma e gesso. Prendo il telefono e chiamo la banca o la Posta, o faccio un giro e vado a parlare di persona. Ci farò anche la mia bella figura, quella di uno o una che non si fa imbrogliare e che sa usare correttamente anche i moderni mezzi tecnologici.   Informarsi e tenersi aggiornati. Come leggo il giornale per le notizie di uso pratico, così accediamo ai siti di Internet che ci tengano regolarmente informati su quali siano le truffe più alla moda.
 
Grazie Guardiano! Ti aspettiamo qui le prossime volte per continuare ad essere informati!
 
 
Vittorio E. Malvezzi e il Guardiano
  
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