Trading con le Opzioni - TOL18 - Le piatte Foreste, la piatta Sola e le sole Piatte

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Quando si sente parlare di ‘Piatte foreste’ quasi sempre vengono in mente i paesaggi a cui danno luogo la taiga e la tundra nelle regioni sub-artiche boreali. In realtà, nel gergo del trading on line, la Piatta foresta è una Piattaforma Straniera.

Alcuni lettori ci chiedono per quale motivo trattiamo solamente Piattaforme Italiane e ci sembra doveroso dare una spiegazione relativamente a questa nostra scelta. Partendo dalla fine: parliamo quasi sempre delle Piattaforme di IWBank, Webank e Sella perché – al momento – sono le sole a consentirci un trading in Opzioni completo (lo short è consentito, sia fine a se stesso sia al fine di strategie più complesse) e con condizioni accettabili; non trattiamo invece le Piattaforme straniere per vari motivi che approfondiremo in questo contributo.
Dall’estero sono arrivate fino a noi Piattaforme bellissime, complete e sofisticate: Saxo Bank dalla Danimarca, Interactivebrokers e MfGlobal da Londra ne sono modelli esemplari (sic).

Il problema, però, è sempre lo stesso: l'Estero.    
Se non si padroneggiano più che bene lingua e materia, i rischi cui si va incontro possono essere superiori ai profitti.
Va detto, infatti, che queste hanno help desk di supporto in Italia ma gli operatori, quando gli vengono poste questioni un pò più complicate, reindirizzano all'help desk estero. Alcune poi si permettono d’intromettersi nei Portafogli dei clienti e di procedere ad arbitrari aggiustamenti delle posizioni presenti che generano margini tropo alti: inutile fare troppe contestazioni perché riescono sempre a vincere loro.
Consentono il trading sul mercato italiano e propongono profili commissionali per nulla malvagi però, attenzione, se tradate su strumenti italiani il canone della piattaforma non è per niente ragionevole.
Già solo per questi motivi sarebbero da preferire gioie e dolori nostrani perché, quando si gioca in casa, ci si riesce a destreggiare un pochino meglio.
Certo è che con la Piatta estera si possono tradare meglio strumenti che sulle piattaforme italiane hanno sapore ‘alieno’. Un esempio rappresentativo è il trading in Opzioni sul cambio Euro/Dollaro: IWBank è l’unica a consentirlo, ma … fa pagare 20 euro al mese per l’informativa; sul mercato CME (Chicago Mercantile Exchange) non quota le Put; non consente il Quote Request (richiesta di quotazione ai Market Maker quando sono assenti dal Book).
Sicuramente, dunque, se si vogliono tradare strumenti non facenti parte del MTA (Mercato Telematico Azionario) o dell’IDEM (Italian Derivates Market) convengono le Piattaforme straniere.
Non dimentichiamo, però, un altro dettaglio importante che vale sia se si lavora sulle piattaforme straniere quanto sulle italiane:nel momento in cui si ‘tocca’ la valuta straniera interviene il Fisco a fare la sua parte. Con questo tipo di trading, infatti, si è costretti a passare da un regime fiscaleamministrato ad un regimedichiarativo e non sarà più la banca a stornarci la tassa del 12,5% sul capital gain (che da gennaio sarà pari al 20% secondo quanto stabilito dalla più recente manovra fiscale), bensì il commercialista o, meglio, il Fisco su quanto ‘dichiarato’ dal proprio commercialista.
Per quanto ci riguarda, dunque, continuiamo a preferire i prodotti del nostro Bel Paese e, in particolare, ci piacciono tanto Opzioni e Future sull’indice nostrano. Le opzioni sono insidiose, il Future è un malandrino ed il nostro Sottostante pare essere succube dei malumori di un mal-governo che si tira dietro gli errori di altrettanti mal-governi passati: tutto vero, ma a noi continuano a piacere tanto queste nostre opzioni, questo nostro future e questo povero FtseMib fin troppo tartassato.
Peraltro è del momento in cui scrivo – 31 Ottobre 2011 - la notizia della bancarotta di Mf Global. Se ci fosse mia nonna esordirebbe con il motto “Guarda un po’! Parli del diavolo e spuntano le corna!” anche se in questo caso, forse, si adatterebbe meglio il proverbio “Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi” …
All’allarmante notizia del crack seguono dettagli per nulla rassicuranti. Pare, infatti, che la società di brokeraggio guidata da Jon Corzine abbia voluto ‘volare troppo in alto’ tentando di trasformare l’attività di brokeraggio in investimento, ovvero, lanciando sul piatto non solo le puntate degli investitori ma anche il proprio capitale. Ed è così che si è vista affibbiare un merito di credito Junk (spazzatura) per scommesse sbagliate sul debito sovrano di Portogallo, Italia, Spagna e Irlanda: la sua esposizione al debito di questi paesi è arrivata a superare i 6 miliardi di dollari. La società è dunque ricorsa all’assistenza di un noto studio legale per richiedere il Chapter 11, legge federale statunitense riservata alle imprese; queste, siano esse in forma societaria sia individuale, possono utilizzare questa legge per far fronte alla ristrutturazione in seguito a gravi dissesti finanziari. Il Chapter 11, nei fatti, è molto simile all’’amministrazione controllata’ contemplata dalla legge italiana ma non può essere richiesto dalle società finanziarie. Ecco, quindi, la necessità di una mediazione legale che pare essere già sulla via di un accordo per ottenere la tutela della procedura fallimentare e la vendita degli asset di Mf Global a Interactive Brokers, l’altra società londinese di brokeraggio di cui si è parlato in questo stesso contributo.
Secondo quanto trasmesso oggi stesso dal Wall Street Journal,”Interactive Broker presenterebbe un offerta iniziale di circa $1 miliardo durante l’asta supervisionata dalla corte di giustizia”.
Chissà come andrà a finire … Certo che arrivare ad ottenere un merito di credito “spazzatura” non è poi così gratificante.
Per quanto ci riguarda, ci limitiamo a fare tanti cari auguri di buona guarigione a Mf Global e rimaniamo a casa nostra, impegnandoci ogni giorno per conoscerne meglio i prodotti partendo dalle cose fondamentali.
Per esempio: cos’è mai la Piattaforma Sola di Borsa Italiana? Lo vediamo subito.

Quando un trader immette un ordine sulla propria piattaforma di negoziazione (indipendentemente da quale essa sia), deve attendere qualche secondo prima di vederlo accettato; questo, infatti, viene inviato al server della Banca proprietaria della piattaforma su cui si sta negoziando e la Banca stessa, a sua volta, lo invia al server di Borsa Italiana. Il meccanismo è evidente e molto chiaro nella finestra Dettaglio ordini della piattaforma di Iwbank: non appena si immette l’ordine compare il messaggio ‘Accettato dalla Banca’ e, dopo nemmeno un secondo, segue il messaggio ‘Accettato dal Mercato’. Le Banche, con le loro Piattaforme, hanno semplicemente il ruolo di intermediari tra il trader e Borsa Italiana.
Quest’ultima si avvale di una piattaforma molto sofisticata per gestire un traffico relativo a tutti i Mercati ed ai relativi segmenti e, nel passato anno 2010, l’ha potenziata ulteriormente. La nuova versione porta il nome di SOLA®Trading System e, nel mese di Novembre dello stesso anno, è stata completata con successo la migrazione di tutti gli strumenti negoziabili sul mercato di Borsa Italiana: l’ultima migrazione è stata quella relativa al mercato IDEM, conclusasi l’8 Novembre.
Come spiega la stessa Borsa Italiana in un comunicato stampa del 9 Novembre 2010 “La tecnologia di SOLA® offre elevati livelli di performance e capacità del sistema, insieme a nuove funzionalità che, unitamente alla scalabilità e flessibilità che la caratterizzano, consentirà lo sviluppo di nuovi prodotti e una crescita dei volumi. Alcuni dei principali benefici per i clienti riguardano in particolare la velocità e l’efficienza offerte dal nuovo sistema: SOLA® infatti ha una latenza media inferiore ai 2 millisecondi ed è in grado di processare più di 100.000 ordini al secondo e un totale di oltre 300 milioni di ordini al giorno.
Raffaele Jerusalmi, Amministratore Delegato di Borsa Italiana e Director dei Capital Markets del London Stock Exchange Group, ha commentato: “Grazie a questa nuova piattaforma il Mercato dei derivati di Borsa Italiana rafforza ulteriormente la propria leadership a livello europeo garantendo un servizio sempre più efficiente e diversificato ai propri clienti”.”
Interessanti le parole di Raffaele Jerusalmi. In effetti, la sua asserzione relativa all’ulteriore rafforzamento della leadership di Borsa Italiana a livello europeo fa riferimento ad un più ampio progetto cominciato nell’Ottobre 2007 che ha visto la fusione di Borsa Italiana con il London Stock Exchange di Londra (la Borsa valori di Londra è una delle più antiche e più grandi del mondo). Da questa fusione è nata la più grande piattaforma di scambi in Europa che, con la creazione della piattaforma SOLA® nel Novembre 2010, ha consolidato le basi per una crescita a livello internazionale. A partire dall’ottobre 2007 l’indice di riferimento italiano non si chiamerà più S&PMib ma, in sintonia con il fratello inglese, FtseMib.
Veramente apprezzabile l’intraprendenza di Borsa Italiana!
E che dire delle piattaforme dei tre intermediari di cui abbiamo parlato diffusamente in questi anni? Le abbiamo analizzate nei dettagli e poi le abbiamo lasciate andare avanti, limitandoci al ruolo di fruitori/osservatori. Qualcosa è cambiato?
 
… Lo vedremo presto insieme.
 
Erika Tassi